La Visione del Guazz – Dos Cojones così…

guazzoni 3

Ci sono quelle sere belle da morire, canta uno più poetico di me. E quelle serate spesso hanno i colori del bianco e del rosso e il Mio Pastore in panchina. Oltre il coraggio, oltre la pazzia, oltre l’intrepido, oltre il buon senso. L’imbattuto Palau Blaugrana della capolista dai debiti miliardari (in euro eh, non in lire) conquistato da 12 prodi valorosi senza armatura ma con due cojones così, grossi come due palloni aerostatici (e non certo l’Hindenburg in fiamme). Lunedì in radio avevo pronosticato una vittoria di Milano a causa del Covid del Barcellona (focolaio più recente) ma questa W con il Covid ha davvero poco a che fare: è la vittoria dello spirito, del gruppo, dell’orgoglio, del cuore, delle gonadi. Perché sotto di 10, dopo un terzo quarto del genere, nemmeno il più temerario dei tifosi avrebbe potuto pensare di riprenderla. Ed invece lì, due cuore, una capanna e due tazze di the (bocca mia taci).

Delaney e Rodriguez si prendono gli applausi, il palcoscenico, due pacche sul culo e il pensiero del “fai che stiano bene a maggio che ci divertiamo come al Luna Park”; ma sono nei più minimi dettagli quei tasselli che si incastrano perfetti. C’è il ghiaccio nelle vene di Hall che dopo 35′ inermi per falli si fa trovare pronto con i tiri del respiro profondo; c’è Bentil che difende sulla megastar Mirotic come Melli, forse anche meglio di Melli; c’è Melli che cambia su tutto e tutti ed è per distacco il lungo più completo dell’Eurolega; e poi ci sono loro, derisi, bistrattati, accompagnati (anche da me) alla porta: guardate i minuti di Tarczewski nel primo tempo in campo, sinonimo di totale abnegazione alla causa; prendete i 31′ di Grant che non segna nemmeno per sbaglio per 29′ e alla fine realizza di personalità i due canestri che riportano in voga la speranza e la singola cifra di svantaggio. Anche per te vorrei morire ed io morir non so.

Due parole si addicono per la difesa di Milano: paradisiaca e satanica. Paradisiaca perché guardarli come ruotano e lottano ti sembra di stare vicino all’Altissimo del basket; satanico perché hanno palesemente il demonio dentro!

Il Barcellona resta fortissimo eh, la grande favorita della coppa: rammento che il solo Mirotic – solito finale spumeggiante il suo – prende al netto la metà del monte ingaggi di Milano. Mi spiegheranno cosa diavolo hanno visto per dare 2,5 a Sanli che non può difendere un pick&roll nemmeno contro un artitrico. Un anno fa contro di loro eravamo 0-2 – poi diventato 0-3 perché il basket è uno sport assassino e sadico -, ora siamo 2-0. Con la sensazione di avere i loro numeri.

Ps. Shields, Mitoglou, Datome, Daniels: 32 punti di media in Eurolega. Sipario!

3 thoughts on “La Visione del Guazz – Dos Cojones così…

  1. Just simple as it is: “nel basket si attacca bene se si difende bene” (EM).
    Giocata simbolo: Melli murato da Mirotic in un duello NBA, in mezzo secondo recupera palla e scarica per Rodriguez che piazza la tripla. Mix di sudore e talento.

  2. Sapere di potersela giocare con tutti, Barcellona compreso, nonostante assenze importanti fa bene al morale e fa capire che si è costruito qualcosa a livello di gruppo e di squadra. Grazie Milano.

  3. Troppo felice per fare l’antipatico, però nessuno, ripeto nessuno dei nostri non merita di essere lì.

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