La Visione del Guazz | Bonamico, le scrivo…

guazzoni 18

Bonamico, Le scrivo…

Parafrasando Dalla. Non mi permetto di darLe del Tu, non ho mai avuto il piacere di incontrarLa e chiacchierare. Ma La ricordo con stima a fare la spalla del compianto Franco Lauro e a fare il presidente di A2. A causa della mia età non La ricordo invece sul campo da basket, se non per spezzoni ritrovati in rete.

Mi preme spiegarLe perché, sponda Olimpia, non si tratta di un “fallimento” la stagione tramontata lo scorso giugno a Bologna. O, ancora meglio, perché se quella di Milano è un fallimento allora lo sono anche quelle di tutte le altre, da Cantù in su.

Il principio fondante. Se vincere fosse l’unica cosa che conta tiferei la Juve ed invece con il Toro fortifico il mio grado di pazienza, settimana dopo settimana, mese dopo mese, stagione dopo stagione. Perché lo sport è emozione e le emozioni che sono state provate per l’Olimpia e con l’Olimpia verso Colonia non hanno pari. Nemmeno con lo scudetto, finalmente per Lei senza più asterisco. Perché arrivare alle Final Four di Eurolega – la stessa competizione che la società da lei tanto apprezzata non riesce a raggiungere né per vie politiche, né sul campo – non è affatto un risultato modesto o banale ma è un grande, grandissimo, risultato. Perché una squadra italiana non arrivava a quel punto da dieci lunghissimi anni e sappiamo tutti, attraverso atti giudiziari ormai pubblici, come. E perché, a parte quelli là verdi e neri, bisogna tornare al 2004 con la Fortitudo del vostro attuale Capitano. Ecco, sminuire come ha fatto Lei un risultato unico in Italia da 17 anni mi appare piuttosto mistificatorio, probabilmente campanilistico, sicuramente lontano dalla realtà.

Milano trita allenatori? Assolutamente. Chi non vince salta, biennio dopo biennio. Filosofia precedente però. Ora nuova via. Non è certo l’Olimpia a defenestrare gli allenatori con lo scudetto sul petto oppure per 24 ore scarse, con uno spogliatoio ammutinato e senza alternative. Allenatori, per altro, costretti poi a “riciclarsi” a Istanbul, sponda Fenerbahce. Una dei roster più intriganti di Eurolega – la stessa competizione che la società da lei tanto apprezzata non riesce a raggiungere né per vie politiche, né sul campo -. A Milano ora c’è progettualità e stabilità, nel bene e nel male. Nella vittoria e nella sconfitta. Anche nell’anno in cui scadrà il contratto a Ettore Messina, forte però di un’opzione per altri due.

Milano non punta sugli italiani? Eppure lo scudetto 2014 aveva forti radici italiane – Gentile, Melli, Hackett – e nelle ultime due estati l’Olimpia ha acquistato il meglio che c’era sul mercato. Spoiler: Datome e Melli. Avrebbe potuto acquistare anche il vostro capitano – che si è offerto a Messina come io mi offrirei a Gal Gadot – ma il POBO ha preferito puntare – a torto o a ragione – su Punter e le altre guardie per non mutare un assetto trovato in fretta. Chissà perché avrebbe preferito andare a Milano che nella sua Alma Mater…

Poi è chiaro: con l’onore e l’onere di partecipare all’Eurolega e non alle altre coppette – quelle in cui Jordan Theodore può permettersi di maramaldeggiare come Pete Maravich -, non si possono aspettare all’infinito i giocatori. O produci, o ti siedi.

Non credo sia cambiato dai Suoi tempi questo concetto. Hackett è un discorso a parte e sappiamo tutti perché – qui, grazie al cielo, non ci sono atti giudiziari -. Felice che Fontecchio, retrocesso con la Virtus, sia finalmente esploso. Ancora più felice che Melli, ora figliol prodigo, sia diventato un giocatore decisivo peregrinando tra Trinchieri e Obradovic. Gli altri non mi pare siamo rimpianti da strapparsi le vesti o che giochino in Eurolega – la stessa competizione che la società da lei tanto apprezzata non riesce a raggiungere né per vie politiche, né sul campo -.

Per concludere, caro Bonamico, la sparata ha fatto parlare, generato click, e quindi siamo tutti felici. Ma i concetti espressi appaiono confutabili con la pipa in bocca e il camino acceso.

La attendo con simpatia ad altre tesi. Statisticamente prima o dopo ci troveremo d’accordo.

Cordiali saluti

18 thoughts on “La Visione del Guazz | Bonamico, le scrivo…

  1. Grande Guaz.
    Su un punto li trovi soprattutto d’accordo e sono le emozioni.
    Ci sono almeno 10 partite (e vittorie) di EL della scorsa stagione, più di una serie scudetto, che mi hanno emozionato come mai prima se non forse durante la serie scudetto con Siena.
    E le emozioni non hanno prezzo.
    Tutto il resto, incluso lo scudetto meritatamente vinto dalla Virtus, al paragone è noia.

    Non pretendo che per tutti sia stato così, ma a me perdere la serie scudetto ha bruciato tantissimo ma emozioni poco o nulla sia nella finale (persa) che nella semifinale con Venezia (vinta). Le ho guardate in parte anche dal vivo, ma non ero coinvolto neppure la metà di quanto lo ero in una qualunque partita gloriosa di EL.

    Infine un commento preventivo per chi dirà che Guaz è un tifoso e non un giornalista.
    È vero, sicuramente e ANCHE un tifoso e pure sfegatato, di quelli che ci guarderei la partita assieme.
    Ma soprattutto scrive qua su un sito di tifosi!!!
    E che cazzo, saremo liberi di lasciarci andare almeno qua!!! Saremo liberi di non essere obiettivi e razionali, ma tifosi emotivi e un po’ di parte?!

    1. Dei tanti articoli “La visione del Guazz” a me sembra molto analitico,fattuale,moderato, certo non può essere tacciato di partigianerie tifosoidi, persin troppo per la stima (come già detto) che nutro per quel simpatico e Bon-amico, non di Milano però, alla quale, sin dai tempi in cui “avrebbe” dovuto ricoprire il ruolo istituzionale di seconda voce Rai, non ha mai risparmiato i suoi velenosi strali, lascito delle antiche contese sul campo

      1. Sono d’accordo sul carattere analitico dell’articolo. A livello di contenuti mi sono già espresso, perché è pieno di banalità, in quanto Bonamico fa un elenco di “effetti”, senza andare ad analizzare le cause (e questo fa la differenza tra un polemista ed un esperto di basket). Guaz mette in evidenza, con chirurgica precisione, quanto il ragionamento di Bonamico viva di contraddizioni interne, per cui quello che si rimprovera ad Olimpia è presente in Virtus, semplicemente ad un livello inferiore. Poi leggo in giro ancora la supercazzola dei budget, quando è stato ampiamente dimostrato (Maggi stesso ne ha scritto in maniera esemplare) che il budget Virtus è proporzionato a quello Olimpia, al netto delle 25 partite in meno all’anno e della coppetta senza 9 doppi turni e playoff spaccaossa (pochi hanno notato come il Bayern in Germania abbia fatto la stessa fine di Milano, in condizioni di uguale superiorità apparente, perché Alba è una bella squadra da alta EuroCup, non certo da presenza stabile in EL, eppure…).

  2. Ho guardato tutte le 91 partite Olimpia della stagione scorsa su Eurosport player. In Eurolega mi sono goduto ogni partita, pure quelle perse erano interessanti. Tutto il resto è noia, la LBA ha meno appeal, per tacer della supercoppa e della coppa italia, che sono tornei solo italiani. Lo scudetto perso brucia soprattutto per la sconfitta secca e senza appello (vittoria meritata della Virtus). Speriamo che il terzo anno sia quello buono di Messina, dopo un campionato annullato per covid e uno perso. Ma soprattutto spero che vengano confermati i playoff di Eurolega, cosa torno a godere anche quest’anno, alla faccia di Bonamico.

    1. Il tema è molto semplice. Sei tifoso Visrtus, parli in un contesto di tifosi Virtus. Fin qui nulla di male. Sai perfettamente che non ti si fila assolutamente nessuno al di fuori della piccola provincia nella quale stai. Se vuoi avere visibilità oltre porta San Vitale hai un solo modo: parlare di Milano, meglio se male. Pirla noi, io in primis, a dargli corda…

  3. Io mi sono divertito ed ho goduto per 9 mesi. Poi ho sofferto per due settimane.
    Stagione fallimentare? Ma dai ?
    Scopare alla grande per 80 volte e fare cilecca 4 …ci faccio la firma

    1. Pensa, io metto la firma per fare 4 volte bene e 80 volte cilecca 😀

      Paragone definitivo!!!!!!!!!!!

  4. Banalizzando e, usando il suo stesso metro di giudizio, possiamo tranquillamente affermare che, la carriera del Sig. Bonamico, con squadre di club, sia stata FALLIMENTARE. 2 scudetti in 20 anni. Di Euroleghe, nemmeno l’ ombra.

  5. brutta scoppola in finale davvero ma stagione fallimentare no dai

    1. Grazie al Guazz per gli approfondimenti. Non credo che Bonamico avesse intenzioni premeditate nel criticare la stagione di Milano. Vero è che nel tempo si ricordano solo i successi ma obbiettivamente definire la stagione come di poco valore sembra azzardato, pur considerando la scoppola finale.
      Direi che la miglior risposta tocca alla ns squadra: riconfermando i play off di EL e, possibilmente, anche le f4. Sarebbe il segnale di definitiva consacrazione tra i grandi d’Europa.

  6. Non si puo’ paragonare Milano in Eurolega e Milano in campionato: sono due roster diversi (in campionato non possono giocare tutti gli stranieri), con ambizioni diverse (in europa l’obbiettivo e’ fare i playoff, in campionato e’ necessariamente vincere) e che affrontano una competizione con un livello di competitivita’ diverso (in europa tutte le partite sono complesse, in Italia l’unica attrezzata e’ la Virtus e un po’ Venezia). Milano in Europa ha fatto bene, forse molto bene e questo e’ indubbio. Milano in campionato ha completamente fallito ed in questo fallimento gravi colpe sono di Messina.

    Perdere e fallire sono due cose diverse, Messina non ha solo perso lo scudetto, ha fallito: in regular season e’ arrivato primo solo grazie al fatto che Brindisi ha preso il covid e perdendo due volte lo scontro diretto (sia in casa, che a Brindisi); nei playoff ha presentato in finale una squadra imbarazzante che e’ stata umiliata dalla Virtus; a livello di organico e gestione squadra, ha depauperato un patrimonio di giocatori italiani che non hanno visto il campo per l’intera stagione.

    Il fallimento – infine – e’ stato confermato dalla rivoluzione del roster avvenuta quest’estate, in cui e’ stato completamente rinnovato il gruppo degli italiani e cambiati due stranieri da quintetto come Leday e Punter oltre ad altri come Roll e Micov che sono stati considerati non piu’ utili al gruppo.

    Vediamo quest’anno se – al terzo tentativo – il POBO riesce a fare qualcosa di cui non vergognarsi.

    1. Disamina che non fa una piega. Condivido tutto anche il tuo nickname 👍👍

  7. Il patrimonio dilapidato di italiani quale sarebbe? Brooks e Moretti? Non scherziamo, dai. Concordo che Cincia e Moraschini avrebbero meritato più spazio ma non parliamo di patrimonio. Belinelli e Pajola sono un capitale, non certo Brooks e Moretti. Poi che si sia arrivati cotti è un dato di fatto e la responsabilità nella gestione dei minuti è tutta del coach, sono d’accordo.
    Lo zero-quattro è stato perentorio, nettoo, meritato. Tanti demeriti di Milano ma anche grandi meriti della Virtus che è passata indenne dall’esordio lampo del coach (sono cose che possono segnare uno spogliatoio, una stagione) e dalla delusione europea.
    Detto questo la stagione di Milano è stata, secondo me, più che positiva ed a tratti esaltante.

    I secondi sono i primi tra gli ultimi? Vero. Ma allora forse bisognerebbe avere 18-20 giocatori validi per fare bene in due campionati contemporaneamente, uno dei quali con trasferte lunghissime e giocando anche quattro gare in otto giorni. Non sono scuse, è la pura verità. Nessuno dei precedenti coach Olimpia che ha vinto lo scudetto è mai arrivato a fine stagione con 90 gare disputate. Non bravo Messina, dunque, ma la statistica dice che essere al top su due fronti è davvero difficile, non scordiamocelo. Guardate il Bayern che non ha vinto in Germania ma anche il Barcellona che ha vinto, ma contro un Real senza giocatori importanti e con un roster decisamente più limitato.

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