Marco Bonamico, è stato ospite di Sport Club, e ha detto la sua su Olimpia Milano partendo dal tema italiani: «Non c’è stato un miglioramento del livello di Bologna. Ma questo è tipico di Milano. Milano non ha mai creduto negli italiani, questo è evidente».
Proseguendo sul tema, si arriva a Nicolò Melli: «Adesso ha preso Nicolò Melli, che potenzialmente è un giocatore di primissimo livello in Europa. Questo va ricordato, è un giocatore solido, importante anche quando non fa canestro, e fisicamente l’ho visto molto bene»
«Ora La domanda è un’altra: riusciranno a reggere la pressione che Ettore Messina metterà sulla squadra dopo non aver vinto il campionato l’anno scorso? Hanno fatto sì una buona EuroLeague, potevano andare in finale ma non ci sono andati».
A quel punto a Bonamico viene chiesto se la scorsa stagione sia stata, per Olimpia Milano, un fallimento: «Non ha vinto niente, è evidente. Non è una vittoria se si arriva alle Final Four, si vince quando si arriva primi».
E si arriva a questa stagione: «Sulla carta Milano è molto forte. Però lo è sempre stata negli ultimi sette/otto anni, e in realtà ha portato a casa molto meno di quello che avrebbe potuto».
Bonamico ne cerca le cause: «Le ragioni sono molteplici. C’è stato un cannibalismo di allenatori. Scariolo mandato via quasi fosse la causa del disastro. Pianigiani, eccettera. Milano ha mangiato, masticato allenatori, giocatori. Mezza Serie A, Fontecchio compreso, è passata da Milano. Fontecchio è stata mandato via come un bagaglio a mano della Ryanair».

Come dicono a Bologna: ma va a cagher
Un paio di considerazioni anche condivisibili in mezzo ad una marea di banalità.
Arrivare al tiro dell’ultimo secondo per conquistare le FF di Eurolega dopo anni in cui l’Olimpia ha visto i playoff col binocolo non mi sembra un fallimento, e lo stesso vale per la finale scudetto.
Condivisibile l’affermazione di Bonamico per cui Milano ha tritato per anni allenatori e giocatori quando la responsabilità principale era della gestione Proli e condivisibile la critica per cui Milano valorizza poco gli italiani ed ha vinto meno di quello che avrebbe potuto vincere.
Comunque sia, Milano non è la Siena del doping finanziario che comprava il meglio in Europa e vinceva tutto sempre.
L’Olimpia è cresciuta col sostegno di Giorgio Armani, cercando di sposare la gestione finanziaria di budget sostenibili coi risulati sportivi. Proli è stato un buon gestore ma di basket capiva poco e rifondava ogni anno, come se il basket fosse una collezione di moda da presentare.
Ora è il terzo anno di Messina, ma il primo è stato vanificato dal covid, e l’Olimpia ha trovato stabilità gestionale e prestazionale.
Personalmente sono molto soddisfatto di coach Messina. Attraverso la sua mano si vede il progetto sportivo e la sua impronta manageriale di successo acquisita nel corso di una carriera formidabile, comprensiva anche dell’avventura NBA a San Antonio. Mi sento sicuro sapendo che c’è lui sul ponte di comando. L’hanno scorso ci ha fatto godere per 9 mesi.
Poi anche lui è un uomo e le squadre sono composte da uomini e caratteri per cui tutto è perfettibile e sbagliare qualcosa è umano.
Ma il chiacchericcio di Bonamico meritava un analisi cosi ponderosa?
Bonifico non è ne è mai stato un buon amico dell’Olimpia. Non perde occasione per vomitare fiele sulla società. Chi lo ha intervistato conosceva già le risposte ed era ciò che voleva sentirsi dire. Faremo rimangiare ad entrambi la loro m…a vincendo e con gli italiani in evidenza .
Bonamico parla da acerrimo nemico ma sugli allenatori e giocatori italiani ha straragione (esclusa la m***a senese che a Milano non avrebbemai dovuto mettere piede, ma Johnny Ganassa sta al basket come Malgioglio alla patata)
Condivido l’equazione finale.
Potrebbe guardare con occhio più obiettivo ed autorevole (sigh!) anche la sua Virtus no?
Han mancato tutte le occasioni importanti della scorsa stagione, Supercoppa – Coppa Italia – Eurocup, tranne lo scudetto dove, come direbbe lui “questo è evidente”, l’Olimpia è arrivata senza energie.
Percui il 4-0 certamente meritato (in campo c’eran quelli!) assumerebbe un significato sempre importante ma diverso…”questo è evidente”
Poi si deve essere scordato di come una società modello, perfetta, con dirigenti arguti come la Virtus sia riuscita ad esonerare/riprendere in una settimana per poi riesonerarlo a fine stagione, Djordjevic, un allenatore talmente penoso che ora è in Euroleague…. “questo è evidente”.
Malamico, Malamico, telefonare Markovic, ahn già, questo invece è “partente”
Che Milano non ha mai creduto negli italiani corrisponde alla verità ma riguarda anche le precedenti gestioni non solo quella attuale; sul giudizio di Melli non credo che ci siano obiezioni da fare; sulla pressione credo che ce l’abbia anche Messina visto che lo scudetto era l’obiettivo numero uno della stagione 2020/2021 e lo sarà anche per la stagione 2021/2022 come sempre dichiarato dallo.staff tecnico e dai giocatori; che arrivare alle Final Four di Eurolega non è una vittoria sarà anche banale ma è verità perché vince solo la prima; che negli ultimi 7/8 anni Milano sulla carta è sempre stata forte ma ha portato a casa molto meno di quello che avrebbe potuto corrisponde alla realtà come anche che è una piazza che ha bruciato tanti allenatori vedi Scariolo vedi Banchi vedi Repesa vedi Pianigiani con gli ultimi 3 che hanno pure vinto lo scudetto al primo anno durante la loro gestione. Quindi che Bonamico sia un amico o un nemico della nostra società non importa ma a mio parere le sue considerazioni sono condivisibili.
Il problema reale di queste dichiarazioni è che si parla degli effetti, e non delle cause. Io non voglio neanche entrare nel merito delle dichiarazioni: se ci fosse un merito in queste dichiarazioni, lo affronterei, ma non è questione di contenuti, bensì proprio di metodo. Durante la lettura, mi è tornata in mente una canzone degli Afterhours dei bei tempi andati, che testualmente recita:” Se c’é una cosa che è immorale, è la banalità”. Ecco, la sto mentalmente fischiettando da quando ho finito di leggere quelle dichiarazioni, altro non ho da dire.
P.S.: la canzone si chiama “Bianca”, per chi volesse spenderci qualche minuto, è tempo ben speso.
analisi in parte corretta (Milano trita allenatori e giovani promesse) ed in parte assurda. Aver vinto supercoppa e coppaitalia, essere arrivati alle F4 di El ed in finale di LBA non è bilancio da perdenti ma da ottima squadra che ha tappato malamente l’ultimo capitolo di una splendida stagione. Se avesse visto giocare il Fontecchio milanese l’avrebbe cacciato a male parole pure lui…. poi in un’altra realtà Simone si è ritrovato, vedremo col Baskonia se la crescita diventerà conferma o resterà incompiuta.