
Nell’intervista concessa a Repubblica-Milano, Peppe Poeta ha parlato anche della costruzione del roster di Olimpia Milano per la stagione al via.
Sulla composizione del roster
«Da giocatori con potenziale. Col fuoco dentro. Che possano integrarsi al meglio con chi è rimasto. È vero, abbiamo perso la verticalità di Nebo, il talento di Brooks, di Leday, di Shields che ringrazio perché da capitano mi ha dato una gran mano. Abbiamo provato a trattenerli ma sono andati a guadagnare anche il quadruplo altrove, segno che a Milano i giocatori li valorizziamo e che l’Olimpia può essere approdo e trampolino»
Sui singoli giocatori del roster
«Prendiamo R.J., il nostro playmaker che da Venezia porta estro ma è nuovo a livello Eurolega. Con lui e la taglia e l’esperienza di Thompson abbiamo pensato a una regia senza giocatore unico di riferimento, ma un pacchetto con soluzioni diverse cui potrà dare una mano Hall, che al Fenerbahce ha giocato tanto da play e può marcare quattro ruoli, portandoci la leadership persa con Shields. E occhio a Burnell nei due ruoli di ala, giocatore intenso a ogni contatto, ogni allenamento, sempre col coltello tra i denti. La sua energia, simile a quella di Bolmaro potrà compensare qualche calo mentale: sono ragazzi che contagiano tutti con il loro agonismo, e in Eurolega il 50% delle partite le vinci così».

Mamma mia!
Poche idee e ben confuse, come si dice.
Pochi giocatori che fanno tante cose, senza farne una davvero bene, spostamento del quadro di riferimento quasi continuo, armiamoci e partite.
Ma ha ragione lui, per l’Italia basta e avanza, anche Poeta come allenatore del resto, per l’Europa contentiamoci di carezzare un sogno…
Del resto col peso del milione e spicci di Brown, il gruppo Armani mica può permettersi di spendere.
Ci dobbiamo contentare di sognare e di usare parole inventate da altri in altri sport, tipo: triplete.
Bello, eh sì, bello…
Thompson è veramente scarso. Mannion, italiano , 3 volte. Andava tenuto.