Buongiorno Olimpia | Senza 5+5 o 6+6 quanti italiani avremmo in LBA? Pochissimi

Le prestazioni di Simone Fontecchio ieri mattina, e Achille Polonara in quel di Belgrado, riaccendono sempre le discussioni sulle regole

Le prestazioni di Simone Fontecchio ieri mattina, e Achille Polonara in quel di Belgrado, riaccendono sempre le discussioni sulla valenza delle regolamentazioni di LBA e sull’opportunità di “rilanciarsi” all’estero.

E’ un dato di fatto: Achille Polonara a Sassari, e Simone Fontecchio a Reggio Emilia, si sono ritrovati in mano offerte da squadre di EuroLeague, e questo per loro ha rappresentato un’opportunità incredibile, che hanno saputo cogliere. Un’opportunità che altri giocatori nostrani, penso ad Awudu Abass, non hanno ad esempio avuto.

Secondo dato di fatto: le regolamentazioni sui giocatori “autoctoni” a roster nei campionati nazionali esistono in Italia e in tutti i massimi campionati europei, VTB sovranazionale inclusa. In Spagna si devono avere 4 giocatori nazionali.

E proprio in ACB, due anni fa, si è denunciato il fatto di come solo il 27% dei tesserati sia spagnolo, aprendo una crisi generazionale abbastanza inquietante per quello che da anni è il movimento guida del nostro basket.

Insomma, nella vita servono opportunità, che si devono poi sfruttare. Ma servono anche regole. Il 5+5 o 6+6 di LBA è la soluzione? No, non più, visto che si crea anche una classe di giocatori “usa e getta”, tesserati solo per ragioni di regolamento, scegliendo “quel che c’è” per rispettare le regole. 

Ma chi davvero ha un progetto sugli italiani? Oggi la Fortitudo Bologna, nel nome di Jasmin Repesa, tessera Gabriele Procida, ma anche Simone Fontecchio giocava a Milano per… Jasmin Repesa. Contano idee, e capacità di aspettare senza correre dietro al risultato.

Al tempo stesso, senza 5+5 o 6+6, quanti giocatori italiani avremmo in LBA? Pochi, pochissimi. Perchè comunque, idee e capacità di aspettare latitano. Sono queste le parole chiave.

3 thoughts on “Buongiorno Olimpia | Senza 5+5 o 6+6 quanti italiani avremmo in LBA? Pochissimi

  1. A chiunque abbia un minimo di raziocinio appare del tutto evidente come la legge sui Panda tende a castrare in maniera irrimediabile i giocatori italiani. Quelli con un po di talento e spirito di iniziativa (Belinelli, Gallinari, Datome, Melli, Flaccadori, Fontecchio, Della Valle, Polonara, Hackett solo per citare i nomi più noti in attività) vanno a giocare anche all’estero. Quelli più scarsi o meno intraprendenti galleggiano nella mediocrità forti di un passaporto che garantisce loro un più che discreto “reddito di cittadanza” senza nemmeno troppi grattacapi…
    Personalmente sarei per un regime 100% free, in un contesto professionistico credo sia la strada migliore, ma se proprio dobbiamo salvaguradre i panda credo la via spagnola (4 autoctoni = 30% del roster medio) sarebbe applicabile da subito e rappresenterebbe comunque un miglioramento. Avremmo comunque un minimo garantito di 4X16= 64 panda…

  2. Certamente ne avremmo di meno, ma non dimentichiamo che quasi tutti i migliori italiani sono o sono stati all’estero nella parte migliore della loro carriera. E non penso sia solo questione di soldi, credo che Milano o Bologna possano permettersi un Fontecchio, un Polonara o Spissu. Bisogna anche credere a quello che si fa e rischiare sui nostri, sui giovani piuttosto che su stranieri attenti solo a prendere un euro in più. Ma non è un atteggiamento normale in Italia dove si cerca l’usato sicuro per non rischiare la faccia.

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