Domenica 4 luglio, domenica 11 luglio. Abbiamo vissuto una settimana da Dio. Da Belgrado a Wembley, con un altro italiano a farsi strada a Wimbledon sino alla finale.
Mancavano alle Olimpiadi, con il basket, dal 2004. Non avevamo mai giocato una finale del torneo di tennis più prestigioso, avviato nel 1877. Non alzavamo la Coppa Europa (che pare più un’urna funeraria) dal 1968, a Roma.
E’ stata una settimana da Dio, figlia di sforzi individuali e collettivi, ma soprattutto sportivo-agonistici. Non politici. Non è cambiato nulla, fuori, a livello organizzativo, tennis a parte.
Non poteva cambiare certo con la Pandemia, ma l’urgenza deve rimanere. Non è un discorso pessimistico, non è un riportare tutti “sulla terra”. Ma se questi risultati non sono figli del cambiamento siano motori del cambiamento. Con un sorriso, tutto può sembrare possibile.

Questo è lo spirito giusto!