Sandro Gamba ha firmato come ogni martedì il suo Tiro Libero su Repubblica-Milano. Ecco la sua analisi.
Un quarto di finale quasi rilassante, almeno per quanto possa esserlo un turno di playoff, e c’è da dire che Trento ha giocato a livello dell’Armani per 38 minuti in Gara 3. Comunque, Milano ha fatto quello che doveva fare e con la giusta qualità, malgrado il guaio fisico che sappiamo e lo stato di forma non brillantissimo di qualche singolo.
Qui è la squadra che ha dimostrato di saper innalzare il suo livello di rendimento nel momento in cui era chiamata a farlo. Ricordiamoci di alcune versioni precedenti dell’Olimpia, di sfide che sula carta si presentavano con un pronostico obbligato, e in cui la squadra rischiava o finiva per affogare. Per incapacità di gestione della pressione a vincere, o perché erano saltati equilibri tattici. Stavolta, il rischio mi sembra molto lontano.
Io penso che troverà risposte anche da Micov e Tarczewski se dovesse — come credo – riportarli dentro le rotazioni. Non sono stati affatto bocciati, è il prezzo da pagare all’abbondanza ma non ci sarà bisogno di nessun recupero psicologico: hanno il mestiere e il fisico per tornare a incidere. Questa è un’Olimpia senza giocatori emotivi: io ne ho avuto qualcuno in carriera, da compagno o come coach, che era meglio togliere dal campo nelle serate decisive. In questa Olimpia non ne vedo, e in ogni caso c’è l’esempio di Hines e Rodriguez per capire come cogliere un’occasione.
