Olimpia Milano post Trento | In attesa di Shields, quanto piacciono Biligha e Moraschini

Olimpia Milano post Trento che ha durata mai così breve, con oggi la squadra biancorossa nuovamente in campo alle ore 19

Olimpia Milano post Trento che ha durata mai così breve, con oggi la squadra biancorossa nuovamente in campo alle ore 19.

Le immagini dello stop di Shavon Shields

La partita

Durata 5’, un “no game” in versione Final Eight, che lascia ben sperare. Trento esiste sino al 12-17 a 4.52 dopo tripla di Gary Browne. L’Olimpia piazza subito un 8-0 che diventa 14-3 nel primo quarto, e tanti saluti se pensiamo già al +15 di fine primo tempo.

La cronaca della partita

Trento non ha saputo dare energia al suo match, con 11 rimbalzi offensivi concessi e 12 perse “provocate”, di cui tuttavia 8 nella ripresa a gara già compromessa. Energia sarà la parola d’ordine di questa sera per Lele Molin, anche se Trento non ha mai giocato due gare in 24 ore in stagione. A differenza di Milano.

Le scelte di Ettore Messina

Partiamo con 10 giocatori sopra i 13’, e 12 utilizzati. Messina ha deciso di rinunciare a Kaleb Tarczewski, Michael Roll e Vlado Micov, mandando in campo quella che dovrebbe essere la squadra dell’eventuale post-Colonia per inseguire lo scudetto. Non dimentichiamolo, dentro anche Kuba Woyciechowski per Davide Moretti.

Le pagelle di ROM

Il doppio play non sarà certamente d’aiuto per Andrea Cinciarini, solo 4’, ma il capitano sarà utile da questa sera, con il back-to-back che pretenderà gestioni serene di Sergio Rodriguez e Malcolm Delaney in vista della Germania. 

Piace, e non poco, questo Paul Biligha. 16’ in campo con 8+3 e una stoppata. In Italia il ballottaggio Hines-Tarczewski è possibile, soprattutto non dimenticando qualche minuto di Kuba. Il centro numero 19 ha presenza, costanza di rendimento, coraggio, e certamente caratteristiche simili a Kyle Hines che ne permettono un inserimento nel sistema Messina più agevole rispetto a Kaleb.

Le parole di Ettore Messina

Ricccardo Moraschini

Altro giocatore che ha preso la palla al balzo è stato Riccardo Moraschini, assolutamente pronto nei 19’ in campo ieri. Per lui 9 punti e 7 rimbalzi, e tanta aggressività. Un bel segnale, non tanto per l’importante degli italiani, quanto per l’importanza di Moraschini stesso.

12 thoughts on “Olimpia Milano post Trento | In attesa di Shields, quanto piacciono Biligha e Moraschini

  1. Le cose positive di ieri sera sono state molte, primo tra tutte la concentrazione per affrontare una serie da chiudere in fretta. Ottimo Moraschini finalmente sui livelli pre covid, Biligha conferma la sua bontà come back-up, si impegna e lotta meritando il timing che Messina gli concede. Dispiace e preoccupa l’infortunio di Shavon, ma non concordo con quanti hanno scritto che si sarebbe potuto evitare, impiegandolo meno. Sarebbe stato interessante in fase di presentazione del match che questi amici avessero scritto che Shields avrebbe dovuto giocare solo 15 minuti per evitargli infortuni, ma nessuno lo ha fatto. Quindi parlarne adesso è totalmente inutile ed indicare Messina quale responsabile dell’accaduto ingeneroso.

    1. Scusa ma non ti seguo.
      Non è che uno a tavolino decide, prima di una partita, quanti minuti debba giocare Shields o chi per esso. Cioè veramente tu chiedi che prima di una partita uno avrebbe dovuto scrivere qua “oggi Shields deve giocare max 15 minuti”, senza quindi vedere come questa partita si sarebbe sviluppata, con che dinamiche di punteggio, etc.? Al massimo potrebbe essere una speranza del tipo “speriamo che tutti diano il loro contributo di modo che i Shields della situazione non debbano essere spremuti”, che è poi la speranza che si palesa ad ogni partita di LBA da settembre ad oggi.
      Shields ieri poteva benissimo giocare 38 minuti, se questi 38 minuti risultavano necessari per vincere gara1. Ma siccome l’infortunio è capitato sul +24 a 4 minuti dal termine, ecco che allora uno, dopo aver imprecato alla sfortuna, logicamente afferma “però in quel momento della partita magari Shields poteva essere in panca”.
      E parlarne adesso non è inutile, anzi, è logico: dopo aver visto come la partita è evoluta, dopo aver visto il punteggio, il minuto di gioco e tutto il resto, è proprio in questo momento che si valuta ciò che è stato fatto e si può/deve esprimere il proprio parere. E, sinceramente, il parere che l’utilizzo di Shields in quel preciso momento della partita fosse inutile è anche mio.
      Poi questo non vuol dire criticare Messina o lo staff, semplicemente si prende atto di ciò che si è verificato e si esprime un parere considerato tuto il contesto. Messina in ogni caso può anche commettere degli errori, eh; non è che se si afferma che potrebbe anche aver sbagliato qualcosa è lesa maestà. Lui stesso ha ammesso di aver commesso un errore gravissimo a non chiamare time out nel finale di gara5 con il Bayern, per dire

      1. È da inizio anno che lottiamo contro l’ignoranza della ciurma del minutaggio. La tua posizione qui è ragionevole e sensata, non mi riferisco a te quindi, però io francamente non ne posso più di sentire certi commenti sull’utilizzo dei giocatori, sono troppo ignoranti per trovare spazio in un luogo teoricamente molto competente come questo.

        Vanno in campo atleti, non disgraziati che fanno fatica ad arrivare al palazzetto. E stare in campo serve a trovare sintonia, mettere a memoria muscolare i movimenti, ecc. In più, giocare 25 minuti a basso ritmo è infinitamente meno rischioso che giocare 15 minuti a mille. Non è possibile pensare che un giocatore di 26 anni senza problemi fisici debba essere preservato. Capisco non sovrautilizzarlo, ma tenerlo in naftalina non ha senso, non fa parte della dinamica di una squadra che deve trovare equilibri gara dopo gara.

        Ora, considerato tutto questo, non è che un allenatore, neanche uno come Messina, non sbaglia mai, ci può stare che faccia errori nella gestione. Ieri era la prima partita dei playoff, c’erano tutti i presupposti per schierare i migliori: la serie va impostata bene, c’è tempo per recuperare fisicamente per le F4 in caso di leggere infortuni, ecc. Certo, è facilissimo dire che “bastava toglierlo prima” perché non c’è alcun riprova del fatto che invece chi era in panchina in quel momento poteva infortunarsi anche peggio ma non l’ha fatto perché era in panchina. Sul +24 un infortunio a qualsiasi giocatore che non sia un panchinaro sparato avrebbe fatto dire alla gente “Eh ma perché era in campo?”, quindi l’unica era andare con Cinciarini, Brooks, Biligha, ecc. Bene, e se in 3 possessi Trento avesse recuperato 8 punti? E se Shields fosse stato a un timeout di distanza dall’andare in panchina? E se…

        Gara 1 dei playoff, giocatori giovani e sani, ritmo partita basso: va bene, il senno del poi è una figata, ma visto che è da inizio anno che sentiamo dire a ogni infortunio che era prevedibile, “bastava non metterlo in campo”, ecc. dubito ci sia dietro, per la maggior parte delle persone, un’analisi che vada oltre l’inabilità di comprendere la fatalità.

      2. Mr. Tate, però nel caso specifico di Shields la questione non è preservare Shields perchè 26 minuti di utilizzo sono troppi, la questione è: è proprio indispensabile lasciare in campo un giocatore molto importante per la squadra, molto importante per raggiungere gli obiettivi di vittoria prefissati, anche nei minuti finali di una partita stravinta, sapendo che il giorno successivo devi giocare nuovamente, ed il giorno dopo ancora, e tra 2 settimane siamo a Colonia e via dicendo? Ma non perchè stesse giocando troppo in termini di sto maledetto minutaggio e quindi fosse stanco o meno, ma semplicemente per non “andarsi a cercare la sfiga” rischiando che magari prendesse una botta, accusasse un mezzo infortunio in un contrasto durante un frangente di una partita in cui probabilmente il suo utilizzo non era necessario.
        Poi poteva infortunarsi Cinciarini ed il dispiacere sarebbe stato lo stesso, ma sappiamo tutti benissimo che un’eventuale assenza di Cinciarini non è paragonabile ad un’eventuale assenza di Shields.
        Trento recuperava 8 punti in 3 possessi? Ok, sarebbe stata comunque a -16, non è che sarebbe arrivata punto a punto, ed a quel punto reinserivi Shields & c. se necessario. In ogni caso, dopo l’uscita di Shields per infortunio Trento è rimasta a -20, anche perchè era abbastanza evidente (almeno a me) come avesse ormai data per persa la partita. E pure De Pol in telecronaca aveva affermato che Molin stava effettuando i cambi per “preservare” i giocatori in vista di gara2, cioè li preserva Molin che probabilmente tra 3 giorni ha terminato la stagione…

        Il suo infortunio è sfiga e mi pare che siamo tutti d’accordo, però sul +24 a 4 minuti dalla fine è ovvio che uno pensi “però, magari, si poteva evitare di averlo in campo in quella specifica situazione”; insomma, la sfiga di vederlo infortunarsi sul, che so, +6 non può essere pari a quella di vederlo infortunarsi sul +24 a 4 minuti dal termine , la reazione emotiva, il “ma tienilo in panchina che stiamo stravincendo!” ti scappa inevitabilmente.

        Insomma ieri si trattava di una questione differente rispetto a quella dei minutaggi (questione dei minutaggi che sinceramente ha stancato anche me, nel corso della stagione, ed ho anche avuto modo di esprimerlo).

      3. Fammelo dire chiaramente: non è che se Messina avesse fatto sedere Shields 5 minuti prima avrei gridato all’orrore eh. Io voglio solo fare da contraltare al quasi costante coro di chi è convinto che l’allenatore è un po’ un pirla e che sanno loro le condizioni esatte del roster. Ci sono mille situazioni da considerare e la maggior parte di queste non è aperta a noi.

        Se tu, Cap, mi dici “È sfortuna però Messina dovrebbe avere più fiducia delle seconde linee in questo mese caldissimo” io allargo le braccia e ti rispondo “Ci sta, sì”. Ma siccome da altri sono mesi che arrivano idee francamente divorziate dalla realtà dello sport, comincio a seccarmi (non con te).

        L’unico piccolo appunto che ti faccio è su Molin: Trento non ha alternative al turnover forzato e soprattutto erano sotto di 20. A quel punto è impensible non fare turnover perché loro sono cortissimi rispetto a Milano. Quindi, certo, Molin deve per forza preservarli, deve considerare la gara andata e recuperare energie. Però ripeto, è un piccolo appunto che non cambia la sostanza.

        Ultima cosa: se avete notato chi è rimasto fuori, avrete capito che Messina voleva essere sicuro di non avere sorprese in gara 1. Se lasciare in campo Shields è stato un errore (e magari lo è stato), probabilmente è stato figlio della volontà di impostare le partite per vincerle facilmente a ritmi bassi, così da non doversi porre il problema dei minuti.

  2. ragazzi, ma lo sapete che i giocatori si possono ( e succede) infortunare anche in allenamento???
    quindi che facciamo, non li facciamo allenare fino a Colonia???
    l’ho già scritto piu’ volte, giocare meno di 25 minuti a questo livello è pari ad un allenamento , quindi il rischio è lo stesso!

      1. Ormai gli schemi li conoscono, i muscoli ce li hanno, possono fare le sessioni in Zoom…

    1. Dinanzi ad un infortunio occorso in allenamento nessuno penserebbe e scriverebbe “X non doveva allenarsi”.
      Giocare nei minuti finali di una partita già vinta non è obbligatorio, è una precisa scelta, e farsi male proprio in quel momento porta inevitabilmente a fare considerazioni sul fatto che tale scelta potesse essere differente oppure no.
      E continuo a non capire il tirare in ballo il minutaggio di Shields. Ieri il buon Shavon avrebbe anche potuto aver giocato solo 10 minuti in totale, ma se si fosse fatto male sempre sul +24 a 4 minuti dalla fine diremmo le stesse identiche cose, perchè la quantità di minuti giocati conta zero, conta che era in campo in un frangente della partita dove il suo utilizzo poteva non essere indispensabile, indipendentemente dal fatto che fino a quel momento avesse giocato 5, 10, 20, o 35 minuti.

      Il discorso sui minutaggi, di cui si è abusato nel corso della stagione, c’entra zero con quanto accaduto a Shields ieri; lo riscrivo perchè vedo che si continua ad insistere, invece, su questo punto.
      La questione, ieri, è: un giocatore importante può essere lasciato fuori a 5 minuti dalla fine con più di 20 punti di vantaggio contro un avversario che ha dato per persa la partita, per evitare che, di sfiga, si infortuni proprio in quel momento? Messina avrebbe potuto effettuare una scelta differente? E partendo da qui ci si può confrontare, chi ne ha interesse, o si può saltare a piè pari la discussione se non interessa. Ma non si risponda, però, “25 minuti non sono tanti”, ecco, che nulla ha a che vedere con la questione.

  3. Non abbiamo certo paura di Trento, con tutto il rispetto per l l’avversario, se siamo concentrati e sul pezzo non c’è trippa per gatti.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Next Post

Lele Molin: In gara-2 non dobbiamo ripetere errori di superficialità

Lele Molin analizza il ko di gara-1 con Milano e lancia la sfida di oggi, in programma alle ore 19 al Mediolanum Forum d’Assago
Lele Molin Milano

Iscriviti

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:
Leggi articolo precedente:
Infortunio Shavon Shields
Olimpia Milano, il momento dell’infortunio di Shavon Shields

Il momento dello stop di Shavon Shields, che tanto ha agitato la notte dei tifosi di Olimpia Milano. Siamo sul...

Chiudi