Olimpia Milano post Pesaro | Il piacere di giocare insieme, l’attesa per Moraschini e Datome

Olimpia Milano post Pesaro colmo di buone indicazioni, e qualche punto interrogativo solo per evitarci la melassa

Olimpia Milano post Pesaro colmo di buone indicazioni, e qualche punto interrogativo solo per evitarci la melassa. I biancorossi, al doppio match point di Monaco di Baviera, ci arrivano nelle migliori condizioni possibili.

La partita

Una bellissima dichiarazione di Ettore Messina rende il senso: «La squadra è stata molto brava a giocare con orgoglio e a non accettare una sconfitta», che di questi tempi: «poteva anche non sembrare così grave».

Le parole di Ettore Messina

Non solo, perché non era stato semplicemente “versato il latte”, bensì era stata rotta anche la tazza, e rientrare dal -17 ha richiesto orgoglio, e sforzo. Che può esistere quando c’è il piacere di giocare insieme.

L’Olimpia ha avuto il piacere di “giocare insieme”, coinvolgendo undici giocatori sopra i 5’ in campo, e portando il solo Zach LeDay oltre i 20’ tra i “mammasantissima” di EuroLeague. 

In tutto questo l’avversario è stato ripreso in 15’, e lasciato dietro di 7 con nove giocatori a referto, e una certezza: l’mvp di questa stagione va scelto tra Zach LeDay e Darius Thompson.

Andrea Cinciarini

Nella sua Pesaro il capitano si presenta con 23’ di qualità, 5 punti e 3 assist e tanta attenzione difensiva.

Andrea Cinciarini è il simbolo, con Paul Biligha, di un gregariato che merita spazio, anche nei playoff, anche quando, si spera, i playoff si alterneranno con una meravigliosa esperienza in terra tedesca.

Le pagelle di ROM

Servono le seconde linee, oggi più che mai, e Milano ha seconde linee che hanno vinto in carriera. Cosa non da poco.

Riccardo Moraschini e Gigi Datome

6 minuti in campo per Riccardo Moraschini con lo “0” ad ogni statistica individuale (ma -8 di plus/minus), 7 minuti in campo per Gigi Datome, con un fallo commesso e un rimbalzo conquistato e -6 di plus/minus.

Per il treno che corre ecco gli unici due “ritardatari”, Davide Moretti escluso, ma le storie sono ben diverse, e la fiducia resta alta.

La cronaca della partita

Il capitano di Italbasket, mvp delle ultime Final Eight di Coppa Italia, vive un lungo momento di flessione dopo aver toccato l’apice tra gennaio e febbraio. Passaggi a vuoto per un giocatore che ha già dimostrato di essere un riferimento nei momenti che contano, anche in maglia Olimpia Milano.

Più complessa la situazione di Riccardo Moraschini, che dopo i 10 rimbalzi con il Real Madrid, e gli 11 punti con il Bayern, ha visto da fine gennaio crollare i suoi numeri. Per lui dieci conclusioni tentate nelle ultime dieci gare disputate in EuroLeague, una sola gara in doppia cifra, con tre zero per concludere, nelle ultime nove di LBA.

Un problema di fiducia, che ha intaccato anche l’attenzione difensiva, e con Ettore Messina il tutto produce inevitabilmente presenze a singhiozzo in campo. Non certo disistima, e allora da questo si deve ripartire: servono cuore e palle, quel che Morasca ha sempre messo in gioco.

10 thoughts on “Olimpia Milano post Pesaro | Il piacere di giocare insieme, l’attesa per Moraschini e Datome

  1. Non ho dubbi ritroveranno se stessi e torneranno ai massimi livelli. Questa secondo me, è un’annata speciale dove il solo limite è il cielo.

  2. Alla fiducia ci credo poco. Penso proprio che il fisico al momento non sussista i ritardatari.

  3. A parte Moretti, a mio avviso inadeguato ad alti livelli, questa è la conferma che gli italiani devono e possono avere più minuti in LBA e che Messina ha sbagliato a non farla prima questa scelta. Spero che per il futuro serva….

    1. Sinceramente non capisco in cosa consista l’errore di Messina.
      In LBA gli italiani sono sempre stati schierati (anche solo per il fatto che vi è un obbligo regolamentare), poi il giocare 1, 5, 10 o 20 minuti dipende da loro e loro soltanto, ossia da come scendono in campo. Il Moraschini di ieri, semplicemente disastroso, giustamente è stato tenuto in panca dopo la prima breve apparizione; Biligha e Cinciarini sono invece scesi in campo con l’intensità giusta? Bene, Messina gli ha concesso minuti senza alcun problema.
      Mi sembra un concetto semplice: se lo meriti giochi i tuoi bei minuti, altrimenti ti siedi in panca.

      1. Tutto condivisibile però mi spieghi come possono i giocatori italiani ad acquisire fiducia in se stessi giocando poco o niente e sapendo che al primo errore vengono messi in panchina senza più entrare?

      2. Ma non è vero, come mai Biligha è sceso in campo “bene” ieri se allora, seguendo il tuo ragionamento, non ha mai in precedenza acquisito fiducia perchè sempre panchinato subito?
        Ma veramente pensate che Messina non sia il primo che, se potesse, farebbe rifiatare quei 5 minuti di più i suoi big in LBA se solo le riserve garantirebbero un livello adeguato ogni volta che vengono chiamate in causa?
        Il fatto è che spesso e volentieri gli italiani scendono in campo e non sono in grade di dare alla squadra quell’apporto che gli si chiede.

  4. Non possiamo trattare Moraschini e Datome allo stesso modo: Datome è arrivato da noi per dare cose importanti in minuti importanti essendo un campione; Moraschini, che campione non è, dovrebbe dare una mano nelle rotazioni. In questo momento entrambi non riescono a dare ciò che è loro richiesto

  5. Io insisto col dire che anche Brooks non è al limite della sufficienza…..

    1. Brooks ormai sono tre anni che non è al limite della sufficienza…

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