Olimpia Milano post Varese | Difficoltà evidente, e le risorse in soffitta

Alessandro Maggi 5

Olimpia Milano post Varese che si porta dietro interrogativi sul momento della squadra, e sulle implicazioni per gli impegni futuri

Olimpia Milano post Varese che si porta dietro inevitabili interrogativi sul momento della squadra, e sulle implicazioni che tutto questo avrà sugli impegni futuri.

La gestione del momento

Kaleb Tarczewski in tribuna con Paul Biligha, 25’ per Kevin Punter, 21’ per Shavon Shields, 23’ per Kyle Hines, 23’ per Gigi Datome, 0’ per Davide Moretti, 12’ per Riccardo Moraschini, 7’ per Andrea Cinciarini, 9’ per Jakub Wojciechowski.

I giocatori di riferimento non hanno ripreso fiato, quelli di contorno non hanno guadagnato spazio, la squadra ha perso contro una squadra di livello medio-basso del nostro campionato (lo dice la classifica) e il primato alla fine della stagione regolare è seriamente a rischio.

La cronaca della partita

In tutto questo, in EuroLeague, il trionfante accesso ai playoff, che tale resta, si inquadra nelle terrificanti prestazioni con Barcellona, Baskonia e Panathinaikos. Quale strada sta prendendo questa Olimpia Milano per uscire dalla difficoltà?

Non certo dar fondo a tutte le forze potenziali a disposizione. 

La forma di Punter e Moraschini

Kevin Punter, con Michael Roll ai box, e un Davide Moretti evidentemente non idoneo neanche per un match di bassa classifica, è oggi l’unica guardia a disposizione di Ettore Messina.

Shavon Shields, al contrario, rientra in un reparto dove troviamo Vlado Micov e Riccardo Moraschini, quasi sempre utilizzato da play in questa stagione, prima di un abbattimento dello spazio dalla prima positività al Covid-19.

I due giocatori sono probabilmente il “bersaglio” (senza polemica alcuna, sia chiaro) di Ettore Messina quando dice «in questo momento qualcuno non ha le gambe, e questo è comprensibile». 

Eppure, le soluzioni per ritrovare “le gambe”, potrebbero anche esserci. Andrea Cinciarini ha dimostrato ieri di essere l’unico oggi in grado di “spingere” una transizione, permettendo anche minuti da “2” al Chacho per liberarne il talento al tiro. Visione ovviamente parziale, visto che il giocatore ha visto il campo solo per 7’.

Le pagelle di ROM

Al tempo stesso, Riccardo Moraschini, traslando da “3”, può concedere minuti di difesa e aggressione al ferro. Ieri, vero, l’approccio è stato complicato.

Piccole soluzioni, sia chiaro. Perché la stagione è massacrante, per tutti i club di EuroLeague, e tutti i club di EuroLeague hanno grattacapi nei loro campionati nazionali.

Al tempo stesso, per questo nascono roster estremamente profondi. Attualmente, tre o quattro elementi non vengono considerati “idonei” per un match con Varese, squadra di fondo-classifica. Chiuso comunque con una sconfitta.

Il futuro

Inutile comunque parlare oggi di soluzioni immaginarie. L’Olimpia Milano affronterà i prossimi playoff nazionali con una rotazione a nove uomini, se non meno.

Il primo pensiero sono i playoff di EuroLeague, che questo gruppo vuole vivere “al massimo”. Non sono parole nostre, ma quanto meno di Gigi Datome.

In un momento delicato, a metà stagione, la squadra ha prodotto il 6-1 decisivo in EuroLeague e quindi alzato con massima serenità la Coppa Italia al cielo.

Le parole di Ettore Messina

Lo staff è di primo piano, il condottiero di razza illustre, i giocatori al momento più in difficoltà (Punter e Shields) hanno l’età dalla loro parte, e i vari Micov, Datome e LeDay (quest’ultimo reduce da un infortunio) non possono che vedere in ascesa la loro parabola stagionale. Infine, c’è un Malcolm Delaney prossimo al rientro da un infortunio che non ne ha influenzato le ultime settimane, ma l’intera stagione.

Una struttura di primo piano, per una squadra di primo piano, da inquadrarsi in un calendario studiato a tavolino in pre-season, e che non può che ritrovare in questi giorni un nuovo picco di condizione.

Chi centra gli obiettivi merita fiducia, non certo polemiche. Preserviamo l’unico gioiello insostituibile, Kyle Hines, e guardiamo con serenità ad un futuro che attendiamo da 7, lunghi, anni.

5 thoughts on “Olimpia Milano post Varese | Difficoltà evidente, e le risorse in soffitta

  1. È dalla sconfitta con il Barcellona, con l’unica eccezione di Belgrado, che questa squadra gioca male, anche nelle risicate vittorie. Personalmente la ritengo una questione di testa e di carichi di lavoro. Le gerarchie sono chiare ma non tutti le accettano, e non solo tra i tifosi o presunti tali, sembra. La qualità del lavoro di squadra risulta appannata, le cose da fare sono chiare sia in attacco che in difesa, ma chi le deve eseguire arriva con qualche decimo di secondo e qualche centimetro dalla posizione sbagliato. Per portare avanti la stagione non c’è che il lavoro, il duro lavoro. Spero che fra due mesi rivedremo della nostra paura di non farcela.

    1. Prima di dare alle stampe i tuoi editoriali ti consiglio di controllarli: sono sempre pieni di strafalcioni: quando ti leggo devo sempre avere la penna rossa in mano 🤣🤣🤣🤣

  2. Mi piace il tuo atteggiamento orientato alla forma, la sostanza in fondo è sopravvalutata

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