Sandro Gamba: La vicenda Messina-Sacchetti-Petrucci non mi piace

Sandro Gamba ha firmato ieri, su Repubblica-Milano, il consueto editoriale «Tiro libero» dal titolo: «Una primavera di gioco e tattica»

Sandro Gamba ha firmato ieri, su Repubblica-Milano, il consueto editoriale «Tiro libero» dal titolo: «Una primavera di gioco e tattica».

Una settimana non solo di vittorie e soddisfazioni, non solo di imprese come quella di Mosca. Ma di progressi. Organizzati. Pensati e portati a termine da quel gran programmatore, da sempre lanciato nel futuro, che è Ettore Messina. 

Miglioramenti individuali e preparazione tattica di due partite molto diverse tra loro, quelle col Cska e a Brescia, entrambe controllate per 40 minuti (o giù di lì), ma con uomini e minutaggi diversi. È ormai chiara a tutti la bontà della stagione. 

È evidente che non si tratti soltanto di abbondanza e qualità di giocatori, ma anche di capacità di metterli insieme, di dare un ruolo a ciascuno, di saper pescare ogni volta risorse diverse: in questo, credo che gli anni in Nba abbiano dato al coach una dimensione in più, perché vivere tutte quelle stagioni al livello più alto, con quel volume di impegni e quei roster che ormai sono chilometrici, gli abbia insegnato qualcosa che a noi allenatori europei era in parte sconosciuta. 

Abbiamo assistito, soprattutto domenica, a qualche rinascita. Quella di Brooks è la più eclatante: sembrava proprio che gli avessero rifatto l’abito buono, così brillante e presente il buon Jeff non lo ricordavamo da tempo. Visto l’atleta e il difensore che è, l’ala italo-americana è uno che ti può far vincere partite decisive anche al piano superiore. 

E vanno registrati con piacere i segnali di presenza di Moraschini, di Biligha e dello stesso Cinciarini, tutti capaci di dare una piccola mano, di ricordare che i giocatori italiani con dimensione internazionale ci sono, anche se pochi. 

Qui mi permetto un inciso, visto il mio passato: la vicenda che ha coinvolto i miei amici Sacchetti e Messina e le panchine di Italia e Olimpia è una pagina che non mi piace. Mi ricordo dei salti d’umore del presidente federale Petrucci fin dai tempi in cui era segretario generale. E posso essere d’accordo anch’io sul fatto che Ettore sia il più bravo di tutti. 

Ma la Nazionale ha bisogno di decisione e di chiarezza. Se è circondato dall’incertezza, il ct si sente provvisorio, non ci mette l’anima. Deve essere certo del suo posto, anche se considerato di medio livello, anche se prende decisioni in contro tendenza. Questo balletto fa male a tutti. 

L’Armani, ovviamente, fa bene a tenersi stretto quello che ha. La Nazionale, a mio avviso, pure.

3 thoughts on “Sandro Gamba: La vicenda Messina-Sacchetti-Petrucci non mi piace

  1. Concordo con il Sandrone nazionale: certe faccende vanno gestite con stile. Mi riferisco alla nazionale.

  2. Petrucci, che ricerca continuamente a destra e a manca presunti “colpevoli” della situazione tragica del basket italiano, non si rende conto (o, probabilmente, fa finta di non rendersi conto) che il principale colpevole è proprio lui. Ma, come abitualmente avviene in Italia, invece di riconoscere le proprie colpe e dimettersi, lasciando posto ad altri, si mantiene ben saldo alla poltrona continuando imperterrito ed impunito a far danni.
    Sacchetti è un Signore, con la S maiuscola, oltre che un ottimo allenatore, che avrebbe dovuto andarsene sbattendo la porta e facendo una pernacchia nei confronti di Petrucci.
    Tiferò Italia come mai prima d’ora affinchè Sacchetti riesca a qualificarsi alle Olimpiadi ed ottenere lì un grande risultato, alla faccia del suo presidente. Ed a quel punto, che se ne vada esclamando alla Marchese del grillo “Io sono io e voi (FIP) non siete un cazzo”. Si prenderebbe 90 minuti di applausi nonchè la mia stima imperitura.

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