Andrea Pecchia, ala della Pallacanestro Cantù, è stato protagonista ieri su Repubblica-Milano nell’intervista concessa a Luca Chiabotti per «Uomini e Canestri». Ecco alcuni passaggi.
SU OLIMPIA MILANO
«Giocare lì era il sogno da quando ero piccolino, è stata un’esperienza che mi ha insegnato molto, soprattutto tecnicamente, l’impegno che ci veniva richiesto, allenandoci 5 volte la settimana, era quasi professionistico»
SULLO SCUDETTO 2016
«Ma non posso sentirlo mio, non facevo parte davvero della squadra. Ero quello che aveva la maglietta senza il proprio nome dietro che veniva portato in panchina per raggiungere la quota minima degli italiani…»
SU CANTU’
«A Cantù spesso mi rinfacciano di essere milanese ma non potrebbe essere altrimenti vista la rivalità. Adesso per me il derby è Cantù-Milano, non viceversa come una volta anche se entrare al Forum è sempre una grande emozione e affrontare l’Olimpia non è una partita come le altre. Però è molto bello far parte della ricostruzione di una società storica come Cantù, con la gente che senti tanto vicino. Per me rappresenta una opportunità straordinaria»
