Ettore Messina: Per lunghi tratti abbiamo giocato bene

Le parole del coach biancorosso, dopo il successo sul campo della Germani

Così Ettore Messina ha commentato il successo sul campo della Germani Brescia, con la quale ha superato Dan Perteson per il numero di vittorie in Serie A: “Abbiamo vinto una partita difficile contro una squadra che ha dimostrato di essere molto viva e anche molto fisica. Per lunghi tratti abbiamo giocato bene, pur ruotando tantissimi giocatori, poi ci siamo un po’ complicati la vita da soli nel quarto quarto sul più venti, quando ci siamo un po’ rilassati e abbiamo anche pagato un po’ la stanchezza del post-Mosca”.

11 thoughts on “Ettore Messina: Per lunghi tratti abbiamo giocato bene

  1. Senza intenzione di offendere gli amici bresciani, direi che in campo s’è vista una squadra sola, Milano, che ha fatto la partita quando ha voluto, e ha lasciato il guinzaglio lasco quando era in modalità scrimmage.
    Lo dico con rispetto per Brescia, ma anche per il furore agonistico dell’Olimpia che è una cosa splendida.
    Quando decidono di giocare sono una potenza.

    Complimenti anche al bambino del Chacho, che pur essendo appena nato, evidentemente lo fa dormire: uno spettacolo Sergio Rodriguez, e a marcarlo c’era un vecchio volpone come Moss, non Mike James 😉
    29 punti in 20 minuti – speriamo che non scoppi a maggio, come ho visto scrivere in giro.

    15 assist, ma 15 palle perse dicono che senza Delaney il trattamento della palla non è lo stesso al quale siamo abituati in stagione.
    Però Moraschini ha offerto finalmente una prova che lascia qualche speranza sul suo ricovero, soprattutto nelle letture, nella capacità di attaccare il ferro creando per i compagni, anche se non aveva davanti la difesa del Barcellona, però gli spazi li vede e vede le letture.
    Bene. Finalmente.
    Finalmente è tornato Brooks, m’è piaciuto molto.

    La mia impressione, mi dispiace dirlo, è che certo Micov non sia ancora nella condizione migliore, ma purtroppo, in un certo senso, ed è quello che mi spiace dire, il gioco della nostra squadra nel frattempo l’ha un po’ superato.
    Non è il tiro che non gli entra, non è il fisico che ancora non lo assiste come potrebbe, è proprio che le sue opzioni di gioco appartengono a un passato di questa squadra diverso da quello del presente che intanto si è costituito: quindi le sue magie di professore non sono più così lampanti proprio nelle letture – sembra di vedere i vecchi filmati coi giocatori in pantaloncini all’inguine, mentre intanto la squadra gioca triangoli in continuazione che offrono soluzioni per tutti.
    Può essere che mi sbagli e spero di sbagliarmi, e non sarebbe la prima volta, ma mi sembra che Micov sia meno in sintonia col gioco della squadra di quanto invece non abbia un problema di forma.
    Vlado noi ti aspettiamo, e se sono un po’ ingrato, perdonami.

    Hines ha trovato il primo centro che atleticamente gli può star dietro in Burns, un po’ l’ha sofferto: me ne sono accorto quando in un atto d’orgoglio ha provato a sfidarlo e s’è palleggiato sui piedi.
    E anche possibile che abbia deciso di desistere un po’, visto che Burns menava come un fabbro. Le Day gliene ha ridata qualcuna…
    Nel ruolo di 4 siamo tornati coperti, speriamo di restarlo.

    Fiammata di Biligha e tanto basta direi.
    Cinciarini ormai non segna neanche morto ed è un peccato, anche perché lo battezzano e vederlo nascondersi nell’angolo da dove sappiamo che non tirerà mai, è un po’ una pena.

    La caratteristica di Milano che ho visto di più in questa vittoria contro Brescia, è sicuramente la capacità davvero potente di fare pagare all’avversario qualsiasi sfumatura di errore.
    Così come è stato con CSKA su ben altro livello, appena ci mettevamo a giocare a creare vantaggi, boom! Eravamo sopra di 10 con grande pulizia e soluzioni limpide e multiple.

    Uno spettacolo!
    Grazie a tutti.

    1. Purtroppo devo confermare in pieno la sensazione su Micov. Però insomma, vuol dire che Milano sta volando avanti, questa è una grande cosa.

  2. A malincuore anche per me il professore appare in ritardo rispetto all’evoluzione del team. Credo però avremo ancora bisogno della sua saggezza in alcuni frangenti. Se come prevedo venerdì il Barcellona ci impedirà di fare il nostro gioco il suo cambio di passo e le esitation nei pressi del canestro potrebbero risultare preziose. Staremo a vedere se in questa fantastica squadra saprà ricavarsi il suo posticino.

  3. Vi ricordate quello che sulla riva del fiume aspetta che passino….
    Questo è quello che farò io con i vostri giudizi ingrati e ingeneroso su Micov.
    Micov non si tocca sia per rispetto (ricordatevi cosa ha fatto in questi anni), sia perché ha avuto un annata terribile e bisogna avere pazienza ed aspettarlo, sia perché vedrete ci sarà ancora utile nel leggere situazioni e partite in cui le cose non gireranno.
    C’è sempre troppo fretta nel mettere in naftalina i campioni

    1. Io non credo che Micov stia facendo male, credo piuttosto che la squadra abbia fatto un salto in avanti straordinario e l’impatto di un giocatore come Micov è cambiato molto. Per me non è questione di aspettarlo, va bene anche oggi, è che mentre l’anno scorso spiccava, oggi è nel gruppo. Non perché lui non va bene ma perché il gruppo è salito moltissimo di colpi

      1. Solo per dire, spero brevemente, che Mr. Tate qui sopra ha interpretato perfettamente il senso di quello che ho scritto, e lo esprime meglio di quanto abbia fatto io.
        Non intendo affatto “mollare” Micov, ci mancherebbe, il professore è il professore e anch’io lo tengo stretto volentieri e sono certo che farà ancora molte cose utili alla nostra squadra, spesso nei momenti critici, come ha sempre fatto.

        Ho notato però che una volta, quando la palla gli capitava in punta, i giochi Olimpia ripartivano da lì con un innesto di nuova creatività da parte sua, che nella maggior parte dei casi risultava decisiva.
        Adesso questo succede di meno, a parte ovviamente le condizioni fisiche di Micov – la “ruggine” -, a me pare che intanto la palla in punta non gli arrivi più tanto – arriva a Hines – e quando gli arriva sull’ala del lato forte, Micov è meno un perno centrale dell’ultimo giro dei giochi – (la palla nelle sue mani non riparte avvelenata da una sferzata di creatività letale per gli avversari, come ci aveva abituato).

        Come ha sintetizzato Tate meglio di me, non è che lui sia meno professore, è che intanto che lui non c’era il gioco della squadra si è evoluto e, aggiungevo, la modalità creativa di Micov di colpo appare “lenta”, e sembra non avere la stessa efficacia di quando tutta la circolazione di palla della squadra era più lenta e seguiva percorsi più obbligati.
        Micov è appunto il professore, quindi ci sta che riprendendo l’abitudine a giocare con loro ci arrivi presto anche lui, lo credo e lo spero, ma per il momento secondo me c’era da segnalare il suo apparente ritardo.

        Oggi invece i migliori di Milano, ed il salto secondo me è stato questo, non hanno sequenze di gioco obbligate, ma molteplicità di scelte offerte da una specie di triangolo che viene eseguito dalla squadra, del quale sanno cogliere l’opzione migliore.
        Il gioco allora sembra più fluido, più veloce, più dinamico, le opportunità da cogliere più semplici.

        È chiaro che è questo il motivo che ha messo fuori gioco gente ancora molto valida come Cinciarini, Tarczewski, il motivo che costringe Moraschini a lottare duro per tenere la testa fuori dall’acqua e dentro il campo – ma ieri contro Brescia l’ho visto finalmente ai suoi standard, a cominciare da una difesa veramente eccezionale sul play molto più piccolo di lui – e il motivo per cui purtroppo Moretti sembra disperatamente inadeguato.
        Il punto è, come ho detto, che Moretti ha talento, ma fisico a parte, questo è veramente un altro gioco rispetto a NCAA, e soprattutto lo è in una squadra come la Milano di Messina. Capirlo al volo, senza averne esperienza, si è rivelato quasi impossibile per Cinciarini che pure ha una carriera e una storia alle spalle, figuriamoci per Moretti…

      2. Guarda palmasco, non mi sono permesso di dire che interpretavo il tuo pensiero perché mi sembrava presuntuoso ma ero convinto che la pensassi così anche tu. Io magari l’ho sintetizzato ma tu lo stai spiegando meglio: Micov è un esempio di giocatore clamoroso, proprio per quello c’è entusiasmo per una squadra che sembra andare a un passo superiore rispetto al suo. Io non ho il dato sui possessi ma io credo che l’Olimpia voli quando ne ha tanti, perché si vede proprio che certe giocate di puro talento vengono permesse dai rimbalzi e dal fatto che la squadra corre. In questo tipo di gioco Micov va benissimo ma meno bene di altri. Non è un essere tristi perché Micov si è imbrocchito (certamente non è così) ma un essere felici perché il livello si è alzato in maniera spettacolare.

      3. Ehi, Mr. Tate, va bene che ormai faccio paura, ma insomma ero serissimo quando ho detto che hai interpretato il mio pensiero e l’hai espresso meglio.
        Bene così 😁

  4. Il sistema triangolo adottato da Jackson nella Chicago delle meraviglie ed adattato da Messina è l’essenza del sistema offensivo dell’attuale Olimpia. Necessita di giocatori reattivi e di alto QI cestistico, per sua stessa natura, come nel sistema difensivo devi capire dove andrà la palla e soprattutto dove saranno gli avversari e i tuoi compagni non ora ma tra un istante. Shield novello Scottie Pippen è l’interprete migliore oggi disponibile per questo sistema. Aspettando il nostro Michael ci godiamo questi momenti di paura supremazia.

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