Olimpia manifesto di Marx: il Socialismo reale

guazzoni 13

La vittoria contro il Fenerbahce è l’ennesima dimostrazione di valore di Milano, a ranghi pieni, in Eurolega

“Uno spettro si aggira per l’Europa […]”. Non è più il Comunismo di Karl Marx ma l’Olimpia Milano di Ettore Messina, vero manifesto del Socialismo reale. Non una tribù barbarica che si impone con la forza bruta. Un gruppo che vince con le idee, con la filosofia teorica che si traduce in pratica con le interpretazioni dei talenti. Un Principe qui (Shields, di Danimarca), un Sindaco là (Micov, per risollevare Milano), una coppia di presidenti emeriti (Datome e Hines), ma un vero Soviet senza egoismi. Per la Patria, товарищи!

Zach LeDay

Prendiamo Delaney. Lo ammetto. Il suo acquisto mi aveva lasciato un po’ così. Mi sembrava, nei modi, un Mike James 2.0. Invece in campo è altra pasta. Si vede che non sente la necessità di tirare 15 volte a partita. Ed è un fit perfetto per un roster che ha altre bocche da fuoco incredibili. Il noi prima dell’io. Non ho mai visto una squadra vincere senza questo concetto marchiato nel cervello. E ogni sera questa Olimpia ha un protagonista diverso perché tutti si mettono a disposizione di tutti. Ed è uno spettacolo. Un tassello ognuno per formare un grande mosaico. Stile Monumento di Buzludža. Ecco, la Bulgaria non è proprio il modello a cui mi ispirerei per la seconda metà del ‘900 ma meglio che niente.

Fenerbahce vs Olimpia Milano
Gigi Datome contro il Fenerbahce

Digressioni politiche a parte, la vittoria alla Ulker Arena lascia solo un sapore dolce. Con una prova maiuscola di Datome, segno che la condizione sta tornando dopo l’infortunio. Molto toccanti tutti gli omaggi che gli hanno tributato, anche se a distanza. Cadono tabù e fa sempre bene all’umore. Potevamo andare sotto per la loro stazza, come successo con Pana e Barcellona, ed invece abbiamo imparato in fretta. Ora si resta a Istanbul e si affronta l’Efes (rabbiosa) con pace e serenità, con la testa sgombra e il cuore saldo: arriviamo da due vittorie su tre trasferte consecutive, abbiamo un record solido (8-5), la crescita a pieni ranghi è evidente. Lo dico? Il meglio, mi sa, deve ancora venire…

Ps. Ipotesi definitiva: dentro lo zainetto di LeDay c’è una damigiana di VodkaRedBull. Anche quella migliora l’umore…

13 thoughts on “Olimpia manifesto di Marx: il Socialismo reale

  1. Il grande ostacolo da superare adesso è la continuità, come rilevato da molti, Sandro Gamba in testa con un articolo piuttosto esplicito.

    Che bello sarebbe vederli giocare così anche domani, forti e duri e tosti, con una soluzione per ogni contromossa, con una stoffa invisibile che lì lega uno all’altro, come i neuroni del sistema nervoso.
    Giocare così: non vuol dire giocare come contro il Fener, perché Efes è tutt’altra partita, ma vuol dire metterci di nuovo tutto quello che abbiamo, con intelligenza e spirito d’adattamento, e portare a casa una partita che se giochiamo così, possiamo davvero vincere!
    Sarebbe uno spettacolo meraviglioso, il regalone di natale, il primo vero segno di una nuova grandezza raggiunta.
    Dai stoffa invisibile, che sei nascosta nello zainetto di Zach, entra in campo con noi domani!
    A las seis y media de la tarde 🙃

    Continuità che tra parentesi e come discorso di sottofondo, manca un po’ dappertutto in questa edizione di EL.
    Forse solo CSKA la sta trovando, ma solo adesso.
    A guardare le avversarie di Milano, quelle battute come il Bayern, quelle subite come il Pana, oggi le critiche che abbiamo subito su quelle partite sembrano piuttosto ingiuste.
    Il Bayern, che troppi hanno voluto liquidare come una vittoria facile e scontata, siamo stati tra i pochi a batterli…
    Il Pana che ci è costato l’accusa di grave discontinuità, ha portato il Real Madrid al secondo supplementare, dopo essere stato sotto perfino di 14 punti…
    Quello che voglio dire mi sembra chiaro.

    Ciò detto, e ben detto, la continuità resta un tema importante e centrale.
    Va bene batterlo, e batterlo a fondo, ma sempre ricordando che in campo ci sono gli avversari, e che nessuna squadra è banale in EL.
    Domani pomeriggio però, giocando come contro Fenerbhace, con continuità, Efes possiamo batterli e farci dire che non erano quelli dell’anno scorso, che quest’anno era facile, che la vittoria non conta – le solite balle che sentiamo da chi rosica perché vinciamo e diamo spettacolo!

  2. Guaz un mito! Collettivo sarà sempre più forte ed imprevedibile dagli avversari che l’individuo. Come sostengono da sempre le grandi menti di questo sport, il basket fondamentalmente è difesa e gioco di squadra, e i nostri ne sono magnifici interpreti. Grande Amata Olimpia.

  3. La continuità, almeno per noi, è anche legata alla disponibilità di avere 10/11 giocatori integri e in grado quando entrano di non abbassare la qualita’ ma anzi, come ieri, dare una spinta alla partita.
    Per cui è una questione di testa ma anche di gambe.
    Ieri si è visto forse per la prima volta che quando ne hai 10 in grado di tenere il campo il sistema messina funziona alla grande. Finora non è stato così per cui tenere la continuità è stato un problema.
    Ed ad oggi, come dici tu Palmasco, solo il CSKA (che a me non piace come gioca) e il Barcellona ci sono riusciti (Bayern un discorso a parte ..vediamo se tiene)
    D’altronde ci sono 200 minuti in una partita e se dieci giocano sono 20 a testa. Ma come sappiamo questo è un conto da “ragioniere” perchè è lo svolgimento della partita e delle mosse anche degli avversari che determinano chi sta in campo piu’ o meno.
    La soluzione che alcuni propugnano è allargare in roster (Pointier, Huertel, e ci riprendiamo Nedovic) ma chi mastica basket, budget, e teambuilding, sa che questo è irrealizzabile e forse controproducente.
    Chi lavora con i gruppi ha ben presente l’importanza degli equilibri interni che, se si spezzano, si rompe il giocattolo.
    Quindi la mia posizione la sapete : si va avanti con questi e si cambia una pedina solo se cade il mondo.

    PS: ieri ho visto il Pana e non sono così scarsi e mi è piaciuta anche Mack

  4. Se comincia a giocare con continuità anche Tarcisio, non penso abbiamo bisogno di altro.
    Visto ieri che difese ha fatto su DeColo?
    Una in particolare nel primo quarto,con 4 -5 scivolamenti, per accompagnarlo ad un tiro in uscita dall’area.
    Certo, qualcuno dirà che DeColo era appena rientrato da un infortunio, ma è sempre un 5 che difende su di un 1.
    Deve solo ritrovare fiducia.
    Anche in attacco è migliorato, sta cominciando a farci vedere in più occasioni un discreto tiro dalla media, se Re Hynes lo mette sotto la sua ala e gli dona un po’ dei sui segreti spalle a canestro, potrebbe veramente diventare un giocatore veramente valido a livello di Eurolega.

  5. Come fate a dire che Tarczewski è migliorato in attacco? Con un upgrade nel ruolo di centro le F4 sono assicurate. Ovvio come dice Iellini la continuità passa anche attraverso la salute dei giocatori. Non avremmo perso con il Chacho con il il Pana e a Barcellona non saremmo crollati in quel brutto modo.

  6. Dasvidanja tovarish Tarczewski è un’atleta formidabile e può diventare per struttura e riflessi un pivot formidabile, lasciamolo crescere nel giardino di Messina e ci stupirà tutti. La continuità è anche mia opinione, deve essere l’obiettivo prioritario. La bacchetta di direttore d’orchestra sta benissimo in mano a Delaney e gli orchestrali stanno raggiungendo l’affiatamento necessario. Ad majora

  7. Bell’articolo!!! Colto perfettamente lo spirito di questa squadra. e, comincio a dirlo senza balbettare :-)), il merito è di Messina.

  8. @iellini Ottimo, ieri Rodriguez, Delaney, Hines, Datome erano riposati. Stanchezza e lucidità non vanno d’accordo.
    C’è poco da fare, bisogna mettersi in testa che qualcosa in Lega A bisogna sacrificare.

  9. il Guaz ha centrato l’essenza di questa Olimpia: IL NOI PRIMA DELL’IO. Chiaro e semplice, una dichiarazione di intenti che non lascia dubbi. Ed è in questa visione che continuo a credere che Kaleb arriverà, non con una prestazione da “io” ma con un impegno “per noi”. E quando tutti giocheranno “per noi” allora nascerà una grande Olimpia che entrerà nei nostri cuori come quelle di Iellini Brumatti Kenney, o di D’Antoni Premier Meneghin.

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