La visione del Guaz | E Uno… A casa loro…

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E Uno… A casa loro, nella loro arena senza anima e senza storia. C’è gusto per le tante parole dette (solo da loro), per le tante lamentele (solo loro), per le accuse (solo loro)

E Uno… A casa loro, nella loro arena senza anima e senza storia. C’è gusto per le tante parole dette (solo da loro), per le tante lamentele (solo loro), per le accuse (solo loro) quando il buon gusto per un periodo terribile per l’intera umanità avrebbe consigliato toni più pacati. Amen, sono scelte di stile. Per cui Armani è famoso in tutto il mondo, i caffettari non risulta.

Bella squadra la Virtus che ci darà tanto filo da torcere. Atletica dove serve, talentuosa negli esterni. Alibegovic gran player: sarà un nostro rimpianto in un roster comunque davvero profondo. Ma noi abbiamo i vincenti: il quarto periodo di Datome è da Treccani (da Bagina, secondo gli esperti del Twitter), la bomba di Rodriguez dopo 38′ opachi sottende la presenza di “Los Cojones” (mancava solo il gesto di Cinciarini: a proposito, vogliamo parlare della sua garra?), Hines (troppo basso, sempre secondo gli esperti del Twitter) fa una gara mostruosa per chi davvero ne sa di pallacanestro (pick and roll finale a parte). “Winners just win”, la chiosa nelle storie di Instagram di Sir Kyle, da oggi “My Lord”.

Modesto parere: Olimpia sempre in controllo tattico, nonostante lo stop per Micov che ti regala un milione di soluzioni offensive diverse (specie quando da 3 ti porta in post). Bologna rientra con la complicità dei fischietti che legalizzano l’O.K. Corral nel terzo periodo e permettono un body language quantomeno “discutibile” del duo serbo, Djordjevic (uno che ha l’Olimpia nel mirino perché punta a tornarci un giorno)-Teodosic (proprio bella la sua gara, sempre clutch nelle finali e quando conta). Immaginate quelle proteste fatte da Tarczewski: lo avrebbero minimo-minimo mandato a giudizio al Tribunale dell’Aja come criminale di guerra…

Due le domande che mi ronzano in testa senza risposta.
1) Perché Delaney mvp della finale? Boh
2) Dove può realisticamente arrivare questa Milano in Europa se riuscirà a mantenere questa difesa per 40′ senza black-out e per 90 partite?
Intanto mi godo il primo successo di Ettore Messina. In barba ai negativi del tifo.

12 thoughts on “La visione del Guaz | E Uno… A casa loro…

  1. Delaney é stato nominato MVP della Supercoppa, non della finale, mi pare.
    Alibegovic piace anche a me, ma ha già 25 anni, non é un ragazzino, anche se lo sembra. quindi é un giocatore fatto e finito, con margini di crescita relativi, non certo un talento in erba di prospettiva. E allora secondo me i rimpianti diminuiscono (anche se averlo al posto di Biligha sarebbe stupendo!).
    Per il resto concordo assai sull’atteggiamento eccessivo di Teodosic, che con il suo fascino sempre piangente, ma in realtà rabbioso, si é permesso intemperanze con gli arbitri che avrebbero condannato molti altri giocatori al tecnico in diverse occasioni. Il che rende la vittoria ancora piú gradevole…

  2. Tante cose che rincuorano per il futuro, difesa in primis e lo spirito di squadra che vuol dire rispetto dei compagni e dell’ allenatore.
    Spiace che in un giorno di festa ci siano cosi tanti commenti negativi tanto da far pensare che non siano veri

  3. Daccordissimo su questo. “Bologna rientra con la complicità dei fischietti che legalizzano l’O.K. Corral nel terzo periodo”. Arbitraggio da querela. Vergogna!
    Per me gli arbitri hanno condizionato pesantemente la partita, altrimenti erano 20. Anche la semifinale è stata condizionata e il sorteggio pilotato.

  4. Uhooo!!! Che goduria. Parole sante Arbitri, Teo, uccelli del malaugurio, tutto vero e tutto finito nel migliore dei modi, altrimenti sai i peana. Peccato il ragazzo abbia un cognome che finisce in ic e abbia creduto alla favola che in Olimpia i giovani italiani vengano mangiati e i vecchietti bolliti come in. URSS, messa in giro artatamente da Bologna. Erre UNO! Strada lunga e tortuosa. Ma solo i sentieri più impervi portano ai luoghi incantati e se arriveremo a. 40 minuti di culo basso e braccia alte ci prenderemo le nostre porche soddisfazioni

  5. 2 gare toste, vere, vinte con la difesa, la coesione, la capacità di stare in partita anche se i tiri non girano bene, la durezza mentale di chi non cede un centimetro all’avversario. Per me Hines su tutti, Datome splendido nella finale ed il tiro del Chacho, ma il plauso va alla squadra intera che non ha mai ceduto ad una Virtus che le ha provate tutte per farci uscire dal tracciato che sarà il nostro distintivo di stagione: difesa difesa difesa, recuperi e attacco armonico alla ricerca del tiro migliore.
    Non un cattivo inizio, 8 vinte su 8 e coppa a casa.

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