Sì, Olimpia Milano-Virtus Bologna è la rivalità che sognavamo

Viaggio verso Bologna con la sensazione di essere all’inizio di un’era. Un sogno personale, un’analisi: l’Olimpia è più forte, la Virtus più consapevole

Un viaggio verso Bologna, con la sensazione di essere testimone del primo capitolo di un nuovo libro. Un nuovo libro di grandezza per il basket italiano. Una nuova «Grande bellezza» per il nostro movimento.

Come in quel film, che mi colpì per la lucentezza che solo un sogno di gioventù può donare al ricordo, il desiderio è di ritrovarmi tra molti anni a sfogliare le pagine della mia esistenza, celebrando gli anni della sfida tra Olimpia Milano e Virtus Bologna. Come Milano-Varese, Milano-Cantù, Basket City. Il meglio.

Un “meglio” che non ho vissuto, un “meglio” che per questo ho ricercato a tutti i costi negli ultimi anni,  spesso perdendomi in colossali inganni, come poteva essere la Cantù di Dmitry Gerasimenko.

Ho sempre creduto che la “bellezza” fosse quella a portata di mano, quella che puoi vivere nel quotidiano: la rivalità è nei confini, oltre ci sono sogni bellissimi, più patinati, quasi meno reali.

Ho così seguito con massima attenzione e totale sostegno ideale la crescita del progetto Zanetti a Bologna. La Virtus è la rivale giusta: per storia, seguito, impatto sul basket europeo.

Massimo Zanetti è l’uomo giusto, per potenziale economico e necessità di primeggiare.

E anche Luca Baraldi è la figura giusta, perchè sa muoversi, parlare, provocare (benedetta sia l’alleanza politica di oggi venendo a mancare un grande uomo politico come Livio Proli).

E poi c’è Sasha Djordjevic, l’uomo dell’illusione tricolore di Lino Lardo, uno dei più grandi talenti passati a Milano, uno che Milano non la lascerà mai. 

Un viaggio verso Bologna, pensando anche alle forze in gioco. L’Olimpia Milano è più forte, lunga, esperta di un certo livello di basket. La Virtus Bologna ha il più grande talento europeo e forse del mondo, e una convinzione superiore dei propri mezzi.

La Virtus Bologna ha instillato il dubbio nel progetto scudettato di Ettore Messina, ma l’Olimpia in Italia è tornata a correre e l’avversario ne sente il fiato sul collo. Non a caso tenterà un nuovo assalto ad Awudu Abass con, pare, già l’accordo con Brescia a portata di mano.

Un viaggio verso Bologna, con il massimo rispetto per la storia, ma con la testa solo sul presente. D’altronde, nel mio accidentato percorso cestistico, fatto di improvvisi amori e lunghi distacchi, serbo forse un solo ricordo.

Stagione 1995-1996, la Buckler del compianto Alberto Bucci (scandaloso che la Next Gen Cup non porti il suo nome), reduce da tre scudetti in fila, domina la stagione regolare con Claudio Coldebella, Arijan Komazec, Paolo Moretti, Orlando Woolridge, Augusto Binelli, Roberto Brunamonti, Riccardo Morandotti e Flavio Carera. 

L’Olimpia Milano, però, vince la Coppa Italia, perde la Korac di un soffio, e ai playoff ci arriva con tutto un altro passo. In semifinale scudetto finirà 3-1, con i gli ultras a intonare canti di festa negli ultimi minuti di gioco, anticipando la sirena.

Ferdinando Gentile, Dejan Bodiroga, Rolando Blackman, Gregor Fucka, Paolo Alberti, Flavio Portaluppi, Alessandro De Pol, Davide Cantarello, Marco Sambugaro. Bogdan Tanjevic. In finale nessuno potrà cantare «E Sale, Sale, e Carlton Myers». Fu il “mio” primo scudetto.

8 thoughts on “Sì, Olimpia Milano-Virtus Bologna è la rivalità che sognavamo

  1. un maggi poetico, introspettivo. come si diceva per doc j, il basket è… poetry in motion. suerte.

    1. grandi ricordi…. ed oggi in verità lo sappiamo le pecore si contano a maggio ma caro messina ad oggi l’è tutto sbagliato tutto da rifare

  2. Il mio ricordo Olimpia-Virtus rimarrà per sempre la sconfitta in finale scudetto del 1984, con la gara 3 costretti a giocarla senza Menego squalificato (decisione scandalosa, con Porelli grande manovratore). Partita quasi rimessa in piedi con l’atletismo di Antoine Carr, ma poi decisa dallo 0-2 di Bariviera ai tiri liberi. Penso una delle sofferenze più grandi da tifoso (certo, insieme a Grenoble). Come dice Agassi in ‘Open’, le sconfitte ti rimangono dentro più delle vittorie…

  3. Virtus Olimpia per me e’ il Basket. Ho ricordi di sfide con Varese, Cantu’,anche Siena, ma la rivalita’ con le V nere e’ quasi sacra, per me. Desidero fortemente una finale di sette gare tirate tra Milano e Virtus. E tutto il movimento cestistico italiano ne gioverebbe, da questa nuova rivalita’.

    Maggi: grazie per la poesia ed i ricordi che hai evocato in me!

  4. Bologna è una vecchia signora dai fianchi un po’ molli, quindi va attaccata lì

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