Cska vs Olimpia Milano | Il Dossier di una gara da reggere fino allo sprint

Alessandro Maggi

Cska vs Olimpia Milano sarà la prima gara del sedicesimo round: lo scout, la storia di Daniel Hackett, i ricordi di Dimitris Itoudis, le armi di Messina

Cska vs Olimpia Milano sarà la prima gara del sedicesimo round di EuroLeague, alle ore 18 di domani allo Sports Palace Yantarny di Kaliningrad, enclave omonima tra Polonia e Lituania sul mar Baltico. 1.304 chilometri da Milano rispetto ai 2.285 di Mosca.

Cska, lo scout di Sportando

L’estate è stata sanguinosa per quanto prevista, e per coach Dimitris Itoudis è arrivato il tempo della ricostruzione, secondo filosofie e equilibri ben diversi rispetto al recente passato. 

Nessuna stella di prima grandezza di EuroLeague, nessuna superstar Nba (a parte, forse, Kosta Koufos), ma talento potenziale in abbondanza. Il gioco delle sostituzioni? Cory Higgins, aspirante mvp della scorsa stagione, per l’ala Darrun Hilliard e il tiratore Janis Strelnieks. 

La star Nando De Colo per la guardia Ron Baker (esclusa dal roster di VTB, buon difensore). Il dinamico Othello Hunter per il più talentuoso, ma anche vincolante, Kosta Koufos. Il genio del Chacho Rodriguez per l’esplosivo, in tutti i sensi, Mike James. 

Il tiratore Alec Peters per il più completo Johannes Voigtmann. Una squadra più forte nel pitturato (sono rimasti a Mosca Kyle Hines, Nikita Kurbanov e Joel Bolomboy), con quintetti di grande impatto fisico, ma per la prima volta colma di “se”. 

Se Mike James saprà mettere il suo talento anche al servizio della squadra, se Ron Baker saprà essere difensore di impatto e risorsa in attacco, se Darrun Hilliard saprà dare continuità alla sua intermittenza, se Kosta Koufos saprà essere dominante, allora…

Daniel Hackett, il mondo del grande ex

Daniel Hackett sarà il grande ex della gara di domani. Ecco parte dell’intervista concessa in estate a chi scrive per Sportando.

Ricordo il primo contatto con Dimitris Itoudis, ero a Trieste. L’impatto è stato importante: mi ha subito chiarito l’idea di quel che potevo dare, di come potevo aiutare. L’avvio di stagione non è stato semplice, ma il rapporto è stato chiaro, diretto, ho richiesto alcuni colloqui individuali e lui non si è mai sottratto. Parliamo, sportivamente, di uno squalo, di un uomo di grande competitività, duro, severo, lavoratore

Essere cercato dal Cska era un’opportunità irrinunciabile, una soddisfazione innegabile. Stavo lavorando ad un accordo con l’Unics, con Claudio Coldebella il discorso era avviato, poi è arrivato Itoudis

Sono più completo, a livello mentale, a livello tecnico. Si tratta di capire il gioco, di conoscere gli avversari, è maturazione totale, definita e conclusa qui al Cska. A livello fisico non sono più esplosivo come ai tempi di Siena, di Pesaro, ma grazie al lavoro con Sandro Bencardino al Bamberg ora mi sento molto bene anche fisicamente dopo qualche acciacco di troppo

Il primo anno all’Olimpia è stato una guida per me qui a Mosca. Non dovevo essere un primario terminale offensivo, dovevo inserirmi e sostenere i compagni con un ruolo differente. Poi ritorna il concetto di crescita, vissuto con Itoudis e il suo staff: vengo raramente battezzato e sono più responsabile. Dopo il p&r devo continuare ad attaccare, devo essere aggressivo, perchè questo aiuta le stesse prime opzioni offensive a levarsi un po’di pressione dalle difese

Dimitris Itoudis e EuroLeague

Il coach del Cska ha fatto il suo esordio in EuroLeague da capoallenatore il 17 ottobre 2014, nel successo di Berlino per 84-64 del suo Cska: «Fu speciale. Ero nel giro da anni, ma il debutto è un’altra esperienza».

Il coach greco è stato assistente nel Panionios e quindi al Panathinaikos, anche sotto Zelimir Obradovic con 5 EuroLeague vinte. Paok e Banvit sono state poi la rampa di lancio.

Sono stato in EuroLeague per tanti anni, ma l’esordio da capo allenatore non puoi dimenticarlo. Come si ricorda il primo maestro e il primo allenatore, io ricordo la prima partita

Non ero nervoso, anche se mi aspettavo di esserlo. Il palazzetto era molto affollato, il pubblico tedesco crea sempre una bella atmosfera

A Berlino Itoudis ha vinto un titolo con il Pana nel 2009 da assistente, e uno da capoallenatore nel 2016: «Una città interessante, ho davvero molti bei ricordi lì»

Abbiamo preso subito il comando del match, poi lo abbiamo ceduto, quindi lo abbiamo ritrovato. Nel complesso abbiamo controllato la partita, anche se l’Alba era squadra ambiziosa con Obradovic (Sasa, ndr) come capo allenatore

Abbiamo segnato 84 punti alla fine, sei giocatori in doppia cifra, Hines era arrivato a 8 punti. Praticamente tutti avevano segnato molto, una gara buona che diceva molto del nostro lavoro

Da lì 15 vittorie in fila in EuroLeague e 15 in fila in VTB. 30 gare senza sconfitte sino a gennaio: «Se non ti senti pronto, fai un altro lavoro».

Cska vs Olimpia Milano, le armi di Messina

Finite le celebrazioni, diciamo le cose come stanno. Questo è il Cska meno “esperto” degli ultimi sei anni e forse meno talentuoso. E’ una squadra in ricostruzione dopo l’addio di Nando De Colo e Sergio Rodriguez su tutti, ma anche di Cory Higgins.

Via i re e via il potenziale successore, con tutto in mano a Dimitris Itoudis. Anche qui, diciamoci la verità: il coach greco aveva un foglio di via sino alle Final Four di Vitoria. Lì si è riguadagnato la conferma, ma in caso di assenza di titoli a fine stagione, il problema si riproporrà.

Ovvio, tutto gira intorno a Mike James. Che Itoudis lo gestisca meglio o peggio di Simone Pianigiani, il concetto è lo stesso: il fenomeno di Portland è centrale a Mosca come a Milano un anno fa.

Mancheranno Will Clyburn, out per tutta la stagione, e Mikhail Kulagin. Resta il peso di una squadra più atletica con elementi come Darrun Hilliard e Nikita Kurbanov, e più intelligente nel reparto lunghi pensando a Kyle Hines.

Poi c’è il fattore tiro: Andrey Vorontsevich e Johannes Voigtmann possono fare malissimo dalla distanza portando Luis Scola, Kaleb Tarczewki e Arturas Gudaitis a inseguimenti senza sosta. Il tutto senza dimenticare Daniel Hackett e Janis Strelnieks.

E l’Olimpia Milano cosa può dare? A Mosca solo volontà di restare attaccata alla partita per poi giocarsi tutto nel finale. Fondamentale sarà la presenza mentale di Sergio Rodriguez nel confronto con Mike James. E qualche minuto di talento da Nemanja Nedovic. Sempre che sia disponibile.

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