Cinque considerazioni su Olimpia Milano-Valencia | Si può andare avanti così? Meno alibi, più scelte decise

Alessandro Maggi 14
Moses Wright vs Valencia

E arriva anche l’1-9, con tutti i presupposti per continuare ad andare più a fondo. L’Olimpia Milano perde anche con il Valencia, è Cenerentola d’Europa, e la domanda sul fatto se si possa andare avanti così è inevitabile. Ma andiamo con le cinque considerazioni rapide su Olimpia Milano-Valencia.

Il copione

Sempre lo stesso. 2-20 per iniziare, con i fischi del Forum, 14-33 nell’ultimo quarto. E’ vero, la squadra concede 20 punti nei primi 4.30”, e 31 nei successivi 25’30”, ma i palloni nella pallacanestro si pesano. Non è come in altri sport dove un tempo vale l’altro, un minuto vale l’altro. Qui esiste il “crunch time”, come lo definisce EuroLeague. E l’Olimpia, nei crunch time, non sa che fare. L’Olimpia ora, senza Real e Dubai, negli ultimi 4’ è di -34. Fate voi…

Sotto le plance

Anche qui, tutto come sempre. 5/5 da 2 incassato sotto il ferro, 30-43 a rimbalzo, 22-17 sotto il canestro di Milano. E anche qui, quando conta, l’Olimpia non ne prende più mezza. La reazione stizzita di Diop, quando si ritrovare per le vie un Peters immobile dopo un errore del Valencia, dice molto, se non tutto.

Sulla stessa pagina

Ironizzare sul termine è fuori luogo, visto che è nel dizionario soprattutto inglese di qualsiasi allenatore. Ma chi è qui sulla stessa pagina? A vedere le ultime uscite, non Wright, non Thompson, non Peters. E già non abbiamo detto poco. La gara cambia con i Bolmaro e con i Diop.

Coach

Domanda d’obbligo, si può andare avanti con questo allenatore? L’1-9 è lì da vedere, EuroLeague è già finita al 6 novembre, non c’è mezza luce in fondo al tunnel. Perché si vedono sempre le stesse cose. La scollatura tra tecnico e parte dello spogliatoio, senza entrare nella misura della scollatura stessa, è evidente. Questo è il prodotto che si sta offrendo ai tifosi. Il nulla. Le possibilità, visto che Peppe Poeta deve avere un credito in questa società, sono due: o aiutarlo con cambiamenti profondi, o esonerarlo. A meno ad avviso di chi scrive.

Dirigenza

Seimila persone al Forum, fischi all’inizio e alla fine. Un’EuroLeague terribile dopo anni terribili. Che il 2022 fosse l’inizio di un calvario era impronosticabile. Ma qui siamo. Servono idee e interventi precisi, come detto, che possono essere con l’allenatore o con i giocatori. Basta alibi. Prima erano le scelte di Messina, poi il lascito di Messina, e ora siamo a novembre senza visti per la LBA, con le mani legate per opzioni e budget. Si doveva in primo luogo dire quello che si voleva essere: puoi essere underdog, operaio, con il “precisetti” Peters, un Thompson dalla “pancia piena”, un Wright svagato, “sua protesta” Guduric o il contrattone di Devon Hall in un roster dove c’è già Bolmaro? Pare di no.

14 thoughts on “Cinque considerazioni su Olimpia Milano-Valencia | Si può andare avanti così? Meno alibi, più scelte decise”

  1. Tutto vero. Ma dove si può pensare di andare con un presidente ke nn molto tempo fa ha dichiarato: siamo una squadra da Final Four. 🤦🏽😫😭

  2. Visto che Baiesi si è dichiarato responsabile della formazione di questa squadra, si dimetta e restituisca i soldi NON guadagnati finora.

    1. Fuori anche Stavro e Poeta, e proprietà subito in vendita. Senza una tabula rasa, non cambierà assolutamente nulla.

  3. …Maggi, solo per te, l’Eurolega è finita il 6 novembre…le prestazioni contro Partizan, Baskonia e Maccabi, erano più che sufficienti, per capire…

    1. Ciao Dario non illudiamoci. Ora scrive che è finita il 6 novembre, ma alla prima vittoria cambierà idea. Ormai lo conosciamo fin troppo bene.

  4. Anche il fatto che per la seconda partita casalinga di fila Diop debba rivolgersi al pubblico chiedendo di sostenere la squadra la dice molto.
    Come la dice molto il fatto che sia il secondo quintetto a dover dare una scossa alla partita mettendoci voglia e difesa.
    Come la dice molto che Diop e Ricci (con Bolmaro) risultino i migliori in campo, ossia 2 che fino a ieri non vedevano il campo in EL.
    Perdere per perdere almeno si faccia giocare chi ci mette voglia e dimostra attaccamento alla maglia…

    E no, non si può andare avanti così.

    1. Forse è un concetto troppo complicato per te, quindi te lo ribadisco: non è colpa di un singolo giocatore, è l’intero roster che fa pena, uno più pippa dell’altro. Bisogna azzerare tutto: dalla proprietà ai dirigenti, fino all’ultimo dei giocatori. Dai, non è difficile, ci puoi arrivare persino tu.

  5. Pur avendo una squadra non competitiva il problema principale è il timone. Inutile girarci intorno. Non aspettiamo anni per cambiare

    1. Magari il problema fosse solo il timone: saremmo già a buon punto! Qui mancano proprio le fondamenta. Se vogliamo cambiare davvero qualcosa, la proprietà deve vendere, Baiesi e Stavro se ne devono andare e va fatta piazza pulita nel roster. Azzerare tutto.

  6. I numeri non mentono, lo dice bene l’articolo, cominciare con un 2-20 e chiudere con un 14-33 è desolante. Il 30-44 a rimbalzo è un altro dato significativo, a cui si aggiunge di conseguenza il 60-74 come numero di conclusioni tentate, è ovvio che anche chi non ha visto la partita capisce che con queste cifre è impossibile vincere!

    Poeta dice di averle provate tutte, è un segno di resa, spetta alla società prendere provvedimenti, o cambiando il timone o fornendo al coach gli strumenti per raddrizzare la barca che affonda, e chissene frega se le speranze di post season siano praticamente azzerate, mancano ancora più di 20 partite europee, continuare a fare figuracce e prendere schiaffi non è più accettabile e non è rispettoso verso i tifosi Olimpia

    1. Più perdiamo, meglio è. Almeno anche i quattro gatti rimasti al Forum diserteranno una volta per tutte. Magari così la proprietà si renderà conto del proprio fallimento e si deciderà a vendere, cacciando finalmente a pedate Stavropoulos, Baiesi e Poeta, e azzerando una rosa imbarazzante. Basta con numeri, alibi e analisi inutili: la stagione europea è finita e fallita. È ora di pulire l’ambiente.

  7. Proprietà, dirigenti, coach e giocatori sono tutti sulla stessa pagina, l’elenco dell’ERRATA CORRIGE, l’elenco delle cose da terminare, da correggere e da sostituire.

    Per me non si può andare avanti così. Inutile andare sul mercato a buttare altri soldi, ormai l’obiettivo minimo stagionale, senza tenere conto delle tre coppette del nonno che gli ottimisti chiamano triplete (dei poveri), sarebbero i Play In di Eurolega e non sono più raggiungibili, neanche in sogno.

    C’è solo da capire la tempistica di fuoriuscita di Stavro e Baiesi e Poeta, per ritrovarci ancora a stagione in corso, finalmente, con un nuovo Pobo, due dirigenti e un coach con esperienza internazionale e liberi da qualsiasi vincolo con la gestione Messina, per arrivare al mercato estivo 2027 con le idee chiare, su chi tagliare (quasi tutti) chi tenere (pochissimi) e chi acquistare, gente dai ruoli precisi, tipo centri e play e non questo Messina-Poeta style dei misto-lunghi e portatori di palla che non ha mai sortito niente di buono, perchè vincere qualche trofeo locale di nessuna importanze grazie a un budget 3-4-5 volte superiore alla concorrenza e fare stabilmente schifo in Eurolega non mi sembra un grande esito.

    E se la proprietà nel frattempo volesse togliersi di torno e passare la mano a qualche imprenditore appassionato di basket e non di marketing autoreferenziale, perchè no? Giorgio Armani, nella sua eredità, metteva in conto la cessione della società entro un biennio dalla sua scomparsa, quindi fa parte dell’ordine delle cose. E visto il disastro attuale prima è meglio è.

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Next Post

Rick Pitino esalta Quinn Ellis: Non credo di aver mai allenato un playmaker così intelligente

Rick Pitino incorona Quinn Ellis. Il coach di St. John’s ha speso parole molto importanti per il playmaker britannico, ex Olimpia Milano. «Non credo di aver mai allenato un playmaker intelligente quanto lui. Vede svilupparsi sul campo cose che la maggior parte delle persone non vede», ha detto Pitino. Poi […]

Iscriviti