
Roberto Premier boccia l’attuale Olimpia Milano. L’ex guardia delle Scarpette Rosse, campione d’Italia e d’Europa con la squadra di Dan Peterson, ha analizzato il difficile avvio di stagione dei biancorossi in un’intervista concessa a Simone Paparusso per Mi-Tomorrow, soffermandosi soprattutto sui limiti fisici e sulla mancanza di gioco di squadra.
«Mi dà l’idea che la squadra sia un po’ debole a livello fisico. Altre squadre, come Dubai, sono super attrezzate», ha spiegato Premier. «Manca la bestia sotto canestro: c’è un buon centro, ma tante volte è fuori dall’arco, perché se va sotto canestro viene sovrastato. In un’Eurolega dove gli arbitri lasciano giocare, la tecnica conta meno dell’aspetto fisico: per crearti lo spazio devi lottare». Il giudizio sulle prospettive europee è altrettanto severo: «Pesano l’amalgama da trovare e le due sconfitte in casa. La stagione è lunga, ma una partenza così è un handicap abbastanza forte. Per Milano la vedo molto dura».
Premier non ritiene però che il problema principale sia l’assenza di un leader: «Non credo sia questione di leader. Il leader è quello che fa i trenta punti, ma che mette anche i compagni in condizione di fare canestro facilmente. Il gioco di squadra, oggi, è poco: quelli che vincono, vincono per questo, non perché hanno i giocatori più forti». Un passaggio riguarda anche il ruolo dell’allenatore e la gestione del gruppo: «Dan Peterson all’80% lavorava sulla psicologia dei giocatori. Jasikevičius, allenatore del Fenerbahçe, a bordocampo urla non perché gli sta antipatico quel giocatore, ma per far capire che altrimenti non si va da nessuna parte. E infatti il Fenerbahçe arriva sempre in fondo».
