
EuroLeague Basketball presenta il suo piano industriale per i prossimi dieci anni. Un progetto da 3,4 miliardi di euro di distribuzioni previste ai club partecipanti, con l’obiettivo di raggiungere 648 milioni di ricavi commerciali annui e un valore complessivo di Lega e società superiore ai 13 miliardi entro la fine del periodo.
Il piano, approvato da tutti i 13 club azionisti, tra cui Olimpia Milano, nasce dalle decisioni assunte nell’incontro del 6 ottobre sul Lago di Como e rappresenta la risposta strategica della competizione europea alle sfide economiche dei prossimi anni, mentre prosegue il confronto con NBA Europe.
EuroLeague, 3,4 miliardi da distribuire ai club
La cifra principale riguarda i 3,4 miliardi di euro che EuroLeague prevede di distribuire alle squadre nell’arco di dieci anni. Di questi, 2,2 miliardi dovrebbero arrivare dai ricavi generati dalla competizione, mentre 1,2 miliardi sarebbero legati alle quote d’ingresso delle nuove franchigie. L’obiettivo è raggiungere, entro il decimo anno, 648 milioni di euro di ricavi commerciali annui. EuroLeague sottolinea come il proprio fatturato commerciale sia già cresciuto di cinque volte nell’ultimo decennio.
Quindici offerte per le nuove franchigie
Uno dei passaggi più significativi riguarda l’espansione. EuroLeague dichiara di avere attualmente sul tavolo 15 offerte vincolanti, per un valore complessivo di 1,2 miliardi di euro. Il piano prevede due possibili finestre di espansione, nel 2027 e nel 2031, attraverso un sistema di franchigie destinato a modificare progressivamente la struttura economica della competizione. Le quote d’ingresso garantirebbero nuove risorse da distribuire ai club, in aggiunta ai ricavi commerciali ordinari.
Un valore complessivo superiore ai 13 miliardi
Secondo le attuali stime, il valore collettivo dei club con licenza è di 1,8 miliardi di euro, mentre quello della Lega ammonta a 1,4 miliardi. Il passaggio al modello delle franchigie dovrebbe comportare già dalla stagione 2026-27 un incremento immediato del 25% delle valutazioni. Entro dieci anni, EuroLeague prevede che il valore complessivo degli attuali club con licenza raggiunga 5,4 miliardi, triplicando quello attuale, mentre la valutazione della Lega dovrebbe arrivare a 7,98 miliardi, pari a 5,7 volte il valore di partenza.
La somma delle due componenti porterebbe a circa 13,4 miliardi di euro. Si tratta, naturalmente, di proiezioni legate alla realizzazione del piano industriale.
La sostenibilità economica e il futuro dei club
Un altro tema centrale riguarda la sostenibilità finanziaria. Attualmente, secondo EuroLeague, soltanto il 40% circa dei club con licenza opera in condizioni considerate economicamente sostenibili. L’obiettivo è portare tutti i club a questa condizione entro la conclusione della prima fase del piano. «Un numero crescente dei nostri club ha raggiunto negli ultimi anni una gestione finanziaria sostenibile, con il 40% attualmente in questa situazione», ha dichiarato Xavi Puyada, direttore finanziario di EuroLeague Basketball. «Tutti i club considerano la piena sostenibilità una priorità assoluta e il piano industriale decennale la mette al centro».
Sono previsti anche un rafforzamento delle norme di Financial Fair Play, investimenti tecnologici attraverso Euroleague Basketball+ e un maggiore sostegno alla costruzione e modernizzazione delle arene tramite VenueCO, nuova struttura dedicata a finanziamenti e competenze per gli impianti.
I numeri recenti vengono considerati incoraggianti: i ricavi medi da giornata di gara sono raddoppiati negli ultimi tre anni, mentre quelli commerciali sono aumentati del 50% nello stesso periodo. Per Olimpia Milano e gli altri club azionisti, il progetto rappresenta soprattutto la prospettiva di valorizzare le proprie partecipazioni nella competizione e aumentare progressivamente i ricavi. Una strategia che EuroLeague intende perseguire attraverso l’espansione, la trasformazione in franchigie e una maggiore sostenibilità economica.