Cinque considerazioni su Olimpia Milano-Dubai | Osceni per tre quarti, osceni in difesa. E Milano scappa dall’Olimpia

Alessandro Maggi 5
Olimpia Milano Dubai

Della rimonta di ieri sera ci teniamo solo un minimo segnale. Dopo tre quarti osceni, vedevamo nelle dimissioni o nell’esonero di Peppe Poeta l’unica soluzione. Perché quello che si è visto per 30’ era minimamente comprensibile solo con una totale sconnessione irreparabile tra squadra e allenatore. I restanti dieci minuti non illudono né salvano qualcosa. In un calendario folle, tutti alzano il piede dall’acceleratore. Milano si è presa solo quello che Dubai le ha lasciato. Le briciole. Ma si è visto qualcosa di simile all’amor proprio. Che non rivaluta nessuno, ma ci fa credere ancora che il tema in sé non sia l’allenatore. Ecco cinque considerazioni dopo Olimpia Milano-Dubai.

La partita

Numeri e andamenti sparsi di una prestazione a lungo neanche minimamente degna di una squadra di professionisti in EuroLeague. +11? 16-0 incassato in meno di 4’ dopo quello concesso al Real solo due giorni prima. A 6.36 del secondo quarto, dal 18-7 che è già diventato 18-23, sei 34-37 solo perché Bolmaro ne segna 11. Dopo 15’ Peppe Poeta ha utilizzato tutti e 12 i giocatori del roster, ad inizio secondo tempo inizia lo show del p&r centrale, dove Moses Wright viene meno. Subito 12-0 Dubai e -17, a 3.20 del terzo sei a -20, nel finale Bolmaro va per schiacciare e manda il pallone sul tetto e poco dopo Guduric penetra e va a terra. In uno show dove l’extra-pass è meglio di un tiro aperto, improvvisamente dal 70-90 il match va sul 82-93 a 4.29 del quarto. Sul -8, la tripla del -5 va a Booker con 90’’ da giocare. In tutti i possessi successivi non si costruisce nulla.

Garrison Mathews

Nel primo tempo si prende 4 falli su tiro da 3. Neanche fosse Marco Belinelli. La prima tripla, va detto, la segna nel quarto quarto, dove ce la mette tutta. Il tiro dall’arco resta un problema per questa squadra. Sul lato sinistro rispetto al canestro Milano è 0/6 dopo il primo quarto, 0/9 a fine primo tempo e 1/11 alla fine del terzo. Visto che è il punto che batti di più, non è il massimo, non dimenticando che Cole prende una sola tripla come Thompson, e Peters neanche una a quarto. Sia chiaro, i tiri sono brutti, perché la squadra non costruisce una mazza, dovendo sempre attaccare da metà campo visto che prede un canestro a possesso.

Difesa

Oscenità. 29 punti presi nel primo, 27 nel secondo, 27 nel terzo. Dubai fa 6/6 sotto il ferro, Milano 1/1. Wright non legge un p&r centrale che sia uno, venendo umiliato per lunghi tratti da Kabengele. Ma come si può credere che questa squadra svolti a livello difensivo? A metà ottobre, non si è visto mezzo segnale.

Spettatori

5.891 presenze al Forum. In cui si contano gli abbonati a prescindere, non crediamo che tutti fossero presenti. Speriamo che in proprietà qualcuno, non da ieri, si faccia delle domande su tutto quello che si è sbagliato. Nella costruzione delle squadre, nel sostegno a giocatori di riferimento, nel rapporto con abbonati e tifosi. Ne parleremo, ma in primo luogo ci vuole senso di urgenza anche in proprietà. Milano sta scappando via dall’Olimpia.

Rotazioni

Poeta ha dato dei segnali. Ha provato tutti i giocatori del roster, è partito con Burnell e Cole in quintetto andando 18-11 con 7 del play, ha ottenuto un ingresso in campo di Bolmaro molto motivato sino al terzo fallo arrivato troppo velocemente. Poi si sono alternati troppi quintetti, qualcuno è stato lasciato fuori troppo a lungo, e qualcuno troppo in campo. Ci sono dei tentativi, ma la soluzione è molto lontana.

5 thoughts on “Cinque considerazioni su Olimpia Milano-Dubai | Osceni per tre quarti, osceni in difesa. E Milano scappa dall’Olimpia”

  1. R.J. Cole nelle dichiarazioni prepartita ha detto “Se tutti siamo con il coach…..” lasciando intendere, se la traduzione è stata esatta, che la squadra o alcuni elementi remano contro (Guduric? Peters?) e, di solito, in questi casi si esonera l’allenatore (anche se è solo parzialmente colpevole).

  2. Il destino è avere un Forum con 3-4 mila presenze al massimo… e sarebbero anche troppe. Come abbonato che ha rinnovato “al buio” prima delle LBA Finals mi sento preso in giro… ho un senso di totale apatia verso questa squadra e società. Sono riusciti, in diversi anni, a farmi passare la passione e vergognare per aver fatto l’abbonamento… ieri quasi speravo di prenderne 30 e più per completare l’umiliazione e spingere i ciechi e sordi dirigenti a intervenire se il tirocinante in panchina non si fosse dimesso… adesso c’è l’alibi della rimonta, la foglia di fico per continuare con questo scempio. Barzelletta per barzelletta, transerei tutti gli indegni ectoplasmi che sono in campo e farei “tanking” per ripartire da zero la prossima stagione ma con gente seria, non questa accozzaglia di figurine sia a livello di campo che fuori dal campo.

  3. Prima di arrivare a quel vergognoso 16-0 non si poteva chiamare time out? Non era la prima volta per cui il coach dopo i primi due errori in attacco e la palla persa miseramente avrebbe dovuto capire cosa stava per succedere. Invece nulla. Allora anche questo è un segnale che lui che dovrebbe essere il più lucido si fa travolgere a dimostrazione che non è allenatore da Milano e da Eurolega

    1. Poeta ha iniziato con un quintetto rivoluzionato e l’ha tenuto troppo a lungo… appena presa la prima parte del break (0-5 o 0-6 non ricordo) doveva chiamare minuto e fare i primi cambi, iniziare a inserire giocatori freschi in un contesto fino a quel punto positivo… invece fa i cambi a blocchi, automatizzati, mettendo in campo gente depressa che magari in un contesto più energico può avere l’orgoglio di fare qualcosa di utile. I cambi sono arrivati con il break concluso e a quel punto ti ritrovi in campo gente apatica e impaurita dalla propria ombra.

  4. Potete analizzare tutto quello che vi pare, ma il problema non è un coach inadeguato, giocatori senza né capo né coda o dirigenti incapaci: è la proprietà che non sa neanche cosa sia il basket. Finché non si toglieranno dalle balle, i risultati saranno sempre questi.

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