
Guido Bagatta, storica voce del basket italiano, è intervenuto a Tutti Convocati. Queste le sue parole riprese da Pianetabasket.
«L’importante è portare al basket gente che il basket non lo segue. Il basket in Italia è in una crisi pesante, è diventato l’ottavo sport. Per colpa sua, e per merito degli altri. Portare della gente intorno alla pallacanestro è importante. Il derby di EuroLeague, tra Milano e Bologna, era vuoto. Non esiste che quella partita non sia tutta esaurita con la fila fuori e i bagarini. Non esiste».
«Il problema del basket: è uno sport locale. A Treviso è pieno. A Scafati può essere pieno. Ma se da Treviso vai a Vicenza, già nessuno sa che cosa succede a Treviso. Uno sport di enclave, che non va in chiaro in televisione: il più grosso autogol che si è fatto il basket. Ci andrà, te lo dico io, il football americano italiano su Rai Sport. Hanno chiuso l’accordo: possibile che non ci riesca la pallacanestro? Il basket italiano che non va in chiaro è il principale motivo per cui nel basket la gente che non va a palazzo non sa nulla. Ieri sera a Sportitalia c’era il camp che fa Criscitiello. C’erano 40 ragazzi; su 40, quanti sapevano chi avesse vinto il campionato di basket in Italia? 3. Questa è la dimostrazione che bisogna fare subito qualcosa».
