Marko Guduric: Messina mi ha sostenuto, ma era sotto pressione. Poeta? Troppo buono, ma ha il suo stile

Alessandro Maggi 6
Marko Guduric Messina Poeta

Marko Guduric è tornato a parlare della sua stagione a Olimpia Milano nel podcast serbo 6.75. Il giocatore biancorosso si è soffermato in particolare sul rapporto con Ettore Messina e sul passaggio di consegne a Peppe Poeta, offrendo una lettura molto diretta di quei mesi.

Marko Guduric su Ettore Messina

Su Messina, Guduric ha raccontato un’esperienza personale positiva: «È qualcosa che avevo sentito anche io prima di andare lì, ma davvero, per il breve periodo che ho passato con lui e fin dalla nostra prima telefonata, tutto ottimo. Il meglio possibile, almeno nei miei confronti».

Il serbo ha poi aggiunto: «È stato un periodo breve, tre o quattro mesi in tutto, ma top. Davvero professionale. Ha avuto comprensione per la mia situazione con l’infortunio dopo l’Europeo dell’anno scorso. Ho ricevuto tanto sostegno da parte sua e un paio di volte abbiamo avuto colloqui in cui mi ha chiamato nel suo ufficio». Guduric non ha voluto entrare nelle esperienze degli altri giocatori: «Per quanto mi riguarda personalmente, posso dire solo il meglio. Poi quello che hanno vissuto gli altri, che tipo di esperienze hanno avuto, riguarda loro».

Il tema della pressione su Messina, però, è emerso con chiarezza: «Si vedeva molto che era sotto pressione lì. Tutto quello che abbiamo seguito negli anni, i risultati, la mancanza di risultati, ha inciso. Lui aveva comunque programmato di lasciare il club a Peppe a fine stagione, perché Peppe era stato preso anche per quello, ma penso che a novembre non sia più riuscito a reggere».

Guduric ha raccontato anche il momento in cui Messina comunicò la decisione alla squadra: «Se non ricordo male avevamo giocato a Trieste, avevamo perso, e abbiamo fatto un viaggio di ritorno di sei ore in bus. Durante quel viaggio aveva già avvisato il club e deciso. Il giorno dopo, nella riunione, ci disse che nella partita precedente di EuroLeague, mentre saliva le scale verso il palazzetto, aveva capito che non ce la faceva più». Secondo Guduric, Messina fu molto aperto con il gruppo: «Ci disse che aveva pensato se uscire o meno, poi era uscito, ma in quel momento aveva capito che non poteva più continuare. Aveva questa pressione. Ce lo disse tutto apertamente».

Dopo l’addio alla panchina, Messina è rimasto comunque vicino alla squadra, pur senza interferire: «Era lì, è rimasto con la squadra, anche se non era più l’allenatore. È stato un po’ strano, ma non si è fatto vedere agli allenamenti per due o tre mesi, per non rendere la situazione scomoda per Peppe e per tutti. Però era presente per qualsiasi cosa servisse».

Marko Guduric su Peppe Poeta

Sul cambio con Poeta, Guduric ha spiegato di non aver pensato subito al proprio ruolo: «Onestamente non ho avuto il tempo di riflettere sulla mia posizione. Per come era iniziata la stagione, pensavo solo a guarire, a curare i problemi che mi portavo dietro dall’estate e dall’Europeo».

Il giocatore ha raccontato anche un passaggio importante prima del cambio tecnico: «A novembre, proprio prima del cambio di allenatore, avevo parlato con Messina e ci eravamo accordati perché avessi dei giorni liberi durante la finestra della Nazionale e saltassi anche la partita successiva contro il Baskonia. In quei dieci giorni, due settimane, ho fatto terapie e lavoro extra».

Da lì, secondo Guduric, la stagione è cambiata anche per una condizione fisica migliore: «Poi Peppe è diventato allenatore e la mia stagione è migliorata con quel cambiamento, ma ero anche più sano. Penso di aver giocato una seconda parte di stagione discreta». Sul sistema tecnico, però, Guduric non parla di rivoluzione: «Non è cambiato molto. Non ha cambiato tanto. Però non era facile per lui, onestamente. Era la prima volta in quel ruolo in EuroLeague».

Di Poeta, Guduric sottolinea soprattutto l’impatto emotivo: «Sì, l’energia era tanta, soprattutto all’inizio. Questo succede spesso quando cambia un allenatore, nelle prime partite. Però lui ha davvero quell’energia ed è sempre positivo». Poi una frase molto interessante sul carattere del nuovo coach: «Forse è troppo buono. Gliel’ho detto anche io. Forse in alcune situazioni è troppo buono. Ma lui dice: io sono fatto così, non posso urlarvi contro».

Guduric ha spiegato di averlo persino invitato a essere più duro in certi momenti: «Gli ho detto un paio di volte: se serve, urla anche contro di me, così magari svegliamo un po’ la squadra. Però va bene, ha il suo stile». Il confronto con altre esperienze è naturale: «Io forse sono un po’ abituato alla nostra mentalità. Ho avuto tanti allenatori e molti erano di quella scuola. Per questo mi sembrava strano: tutto bello, tutto tranquillo. Ma ognuno ha il suo stile».

La chiusura di Guduric è una riflessione più generale sul rapporto tra giocatori e allenatori: «Nella mia carriera ho imparato che non esiste un solo modo giusto. Ognuno ha la sua visione. La cosa importante è che tutti i giocatori accettino quella visione, che siano sulla stessa pagina. Quando succede, qualsiasi sistema può essere buono e vincente».

6 thoughts on “Marko Guduric: Messina mi ha sostenuto, ma era sotto pressione. Poeta? Troppo buono, ma ha il suo stile”

  1. Sul Poeta troppo buono non so, sono giudizi che spettano ai giocatori. di sicuro dovrebbe essere più deciso con gli arbitri in Eurolega, se non proprio cattivo almeno provi a farsi rispettare.

  2. Siamo passati da uno perennemente incazzato ad uno che sorride sempre.

    La vera scommessa di questa stagione sarà proprio il coach, che dovrà cambiare approccio.
    Non penso sarà vincente la gestione dei 2 quintetti con cambi prefissati indipendentemente dall’andamento della partita.
    Ha un roaster con molti giocatori che possono giocare in + ruoli (o per vederla in negativo senza un ruolo preciso), serve la massima flessibilità per capire partita x partita a chi dare + spazio e a chi darne meno.
    Così come serve flessibilità per capire quando tempo dare ai debuttanti di EL prima di accantonarli fuori rotazioni o fuori rosa, ma al tempo stesso non possiamo permetterci di perdere partite per farli ambientare.

    E’ una gran bella sfida per Peppe, che dalla sua ha il fatto che nessuno lo caccierà, indipendentemente dai risultati. Olimpia Milano è il paradiso degli allenatori professionisti.

    1. Nessuno caccerà Poeta perchè chi potrebbe cacciarlo è stato a sua volta scelto da Messina, e come si può sconfessare chi ti ha assegnato un lavoro ben retribuito.

      Finchè management e coach e un giocatore strapagato che non si può tagliare scelti da Messina resteranno, EM continuerà a fare danni anche da ex.

      Per voltare pagina servirà probabilmente una nuova proprietà con un nuovo management.

  3. …due anni…5,4 milioni di euro netti…
    Eternamente grato al pastore…

  4. Messina la pressione “insopportabile “, che addirittura gli impediva di salire le scale dallo spogliatoio al campo di gioco, se l’è andata a cercare. Doveva rendersi conto che il doppio ruolo che ha preteso (unico in Europa) ha rovinato se stesso e soprattutto l’Olimpia Milano. Doveva capire molto prima (a novembre 2023 dopo le figuracce in E.L.) che il suo ciclo a Milano era finito. Ha voluto allungare il brodo per altri tre anni..e le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti.
    Per quanto riguarda Guduric è solo l’ ennesimo giocatore ingaggiato già infortunato. Una costante dell’era E.M.
    Non bisogna essere degli espertissimi di basket per capire che Poeta, in E.L. è ancora un novellino.
    Speriamo che avendo un roster di 16 giocatori sappia fare le giuste rotazioni riaparmiando i migliori per le partite di E.L.
    Cmq la confusione tra E.L., NBA Europe e i vari fondi americani regna sovrana…
    Gli interessi economici hanno sovrastato di gran lunga quelli di una sana competizione sportiva……….

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