
Donatas Urbonas non è convinto della profondità di Olimpia Milano. Nel nuovo episodio di BasketNews, il giornalista lituano ha definito la panchina biancorossa un possibile “roller coaster”, ovvero una montagna russa.
Donatas Urbonas boccia la panchina di Olimpia Milano
Il ragionamento parte da un’ipotesi di quintetto titolare credibile: Darius Thompson, Devon Hall, Marko Guduric, Alec Peters e Moses Wright. Da lì, Urbonas guarda alla second unit e cita RJ Cole, Leandro Bolmaro, Jason Burnell, Pippo Ricci e Devin Booker.
«Penso che anche loro siano un roller coaster. Hai RJ Cole al debutto in EuroLeague, Leandro Bolmaro, Jason Burnell. Un altro rookie. Gianpaolo Ricci, un giocatore che è sempre stato lì per loro da 4, e Devin Booker, che è un solido centro di riserva da avere. Quindi tanti giocatori non provati, due veterani», le parole di Urbonas.
Il giudizio viene poi rafforzato da un’altra osservazione: «Mi manca un po’ di qualità nella loro profondità». E ancora: «Non sarei molto ottimista nel mantenere un grande vantaggio quando tutti questi giocatori entrano in campo. Quindi sì, è un roller coaster».
Una lettura severa, che mette il dito su un tema reale della nuova Olimpia Milano: il peso della panchina e l’impatto di giocatori chiamati a dimostrare subito il proprio livello in EuroLeague. RJ Cole è alla prima esperienza nella competizione, Jason Burnell è un altro rookie europeo al massimo livello, mentre Bolmaro resta un giocatore di talento ma ancora in cerca di piena continuità. Ricci e Booker rappresentano invece la quota esperienza. Il primo conosce perfettamente ambiente, ruolo e gerarchie, il secondo offre solidità come cambio del centro, ma secondo BasketNews il mix complessivo non dà ancora garanzie totali.
Va però aggiunto un punto importante. Nella valutazione della panchina, considerando Thompson, Hall, Guduric, Peters e Wright come possibile quintetto titolare, manca Garrison Mathews. L’ex NBA, firmato da Olimpia Milano con un contratto 1+1, è un profilo che può cambiare sensibilmente la lettura della second unit. Mathews porta tiro, fisicità, volume dall’arco e sette stagioni di esperienza NBA. Non è un dettaglio marginale in una panchina che, senza di lui, appare più sperimentale e meno definita. La sua presenza può alzare qualità, spacing e pericolosità offensiva del secondo quintetto, oppure permettere a Peppe Poeta di mischiare subito le carte tra titolari e riserve.
Il punto resta aperto. Olimpia Milano ha costruito un roster profondo, ma con diverse scommesse tecniche e di adattamento. La stagione dirà se quella panchina sarà davvero una montagna russa o se, al contrario, diventerà una delle armi della squadra. Per ora, il giudizio di BasketNews è chiaro: talento e opzioni ci sono, ma la continuità della second unit resta una delle domande principali attorno alla nuova Olimpia Milano.

I nomi sono importanti, soprattutto della prima unità, ma forse più sulla carta di quanto poi saranno in campo, perché in un basket moderno deciso dagli esterni, ai nostri esterni mancano punti nelle mani…
La seconda unità ancora meno – ammesso che queste siano davvero le unità reali, e non è detto affatto.
Mi sembrano tutte scelte soprattutto difensive, quindi con un’idea di gioco a interdire, per supplire alla scarsa qualità in attacco.
Per me questo è un triste passo indietro, un tuffo verso un gioco noioso, di punteggi scarsi.
Basterebbe poi uno squilibrio minimo nel sistema difensivo, per trovarsi con imbarcate difficili da recuperare.
Ricordando anche che né Messina né Poeta ci hanno entusiasmato per il modello di sistema difensivo adottato…
Ovviamente parlo di Europa.
Per il secondo triplete basterebbe farli giocare tutti fuori ruolo, per divertimento, tale è la superiorità del roster su tutte le altre squadre italiane.
Se contassero solo i nomi allora giocherebbero per anni sempre i soliti giocatori. Credo che ci siano molti rookie el in giro che devono essere messi alla prova e se hanno una guida corretta e un gruppo coeso possano fare molto bene.
Mathews cosa può dare? E chi lo conosce? Uno bravo come Brooks ci ha messo 1 anno per farlo capire (o perlomeno quel genio di Messina ci ha messo 1 anno per capirlo)
Sul resto le perplessità di Urbonas, anzi, per gli amici di ROM, Donatas, sono le nostre, con in più un quesito che rimane inevaso:
cosa ci fa ancora quel pippone di Booker nel roster?!?
Manca sia quantità in alcuni ruoli che qualità in altri ruoli, sarebbe sorprendente che questo mix zoppo performasse più della scorsa stagione (e parliamo di Euroleague, ben che ci vada in Italia continueremo a spadroneggiare)
Forti coi deboli e deboli coi forti, questa sembra essere la dottrina di ArmaniGroup applicata al Basket
…no, no Fab, Messina, non ci ha messo un’anno a capirlo…tanto è vero che, solo dieci giorni prima, di gettare la spugna, lo ha tenuto dietro la lavagna ( per 42 minuti ) a Istanbul…
…Urbonas, ha scoperto l’acqua calda…( la profondità del roster, di Olimpia Milano ) detto questo, una squadra, con pochi punti nelle mani, gioco forza deve inserire, almeno nel secondo quintetto, il ” tiratore seriale ” Garrison Mathews.
Probabilmente avete ragione…..quel genio di Messina…..