
Il trasferimento di Josh Nebo al Barcellona poteva avere un finale diverso. Secondo Sport5, nelle ultime settimane il Maccabi Tel Aviv ha lavorato concretamente al ritorno del centro americano, prima che il club catalano chiudesse l’operazione dopo il dietrofront di Moses Wright.
Il contesto è noto: Nebo aveva un accordo con il Barcellona, ma le difficoltà del progetto blaugrana avevano aperto una finestra di incertezza. La stessa finestra che ha portato Moses Wright a uscire dall’intesa con i catalani e a firmare poi proprio con Olimpia Milano. Dentro quel vuoto si sarebbe inserito anche il Maccabi, pronto a riportare a Tel Aviv uno dei lunghi più apprezzati delle ultime stagioni gialloblù.
Secondo la ricostruzione israeliana, i contatti tra Nebo e il Maccabi sarebbero stati molto avanzati. Il giocatore avrebbe mostrato disponibilità a tornare, e anche il club avrebbe valutato seriamente l’operazione, considerata una possibile risposta forte alle difficoltà incontrate sul mercato dei centri. A frenare tutto è stato il nodo economico. Nebo avrebbe chiesto circa 2.9 milioni di dollari a stagione, mentre Olimpia Milano deteneva una clausola di buyout da 900.000 dollari per la sua uscita (in realtà dovrebbe essere più bassa, ndr). Il Maccabi sarebbe stato disposto a pagare il buyout e a offrire al giocatore circa 2.2 milioni di dollari annui.
Nebo, sempre secondo Sport5, avrebbe poi abbassato la richiesta a 2.7 milioni, lasciando comunque tra le parti un divario di circa 500.000 dollari. Una distanza che, in un mercato dei lunghi sempre più povero e costoso, non è stata colmata. Nel frattempo il Barcellona, dopo aver perso Moses Wright, non poteva permettersi un secondo colpo mancato nel reparto centri. Da qui la decisione di pareggiare le richieste economiche del giocatore e chiudere definitivamente l’operazione, impedendo a Nebo di “scappare” verso il Maccabi.
Per il club israeliano resta una grande occasione mancata. Il Maccabi continua infatti a cercare due centri, ma il mercato offre sempre meno profili con esperienza comprovata in EuroLeague. Nebo rappresentava una soluzione pronta, conosciuta, già inserita nella storia recente del club e in grado di cambiare subito il livello del reparto. Per Olimpia Milano, invece, l’incastro ha avuto un peso decisivo: l’uscita di Nebo verso Barcellona ha liberato risorse e ha fatto parte del meccanismo che ha portato Moses Wright in biancorosso. Una delle grandi sliding doors del mercato EuroLeague.

Un bel chissenefrega, bye bye Nebo!
…diciamo che, ( in questo periodo storico ) è sicuramente meglio vivere a Barcellona, rispetto a Tel Aviv…se poi, l’offerta degli spagnoli, era impareggiabile, meglio ancora…( per lui )…
Se Nebo ha sganciato 600 mila euro per liberarsi dall’Olimpia, doveva avere in tasca una proposta,indecente e magari il rimborso parziele o totale dell’indennizzo all’Olimpia come entry bonus al Barca.
Comunque, sono professionisti e hanno una carriera che salvo infortuni e salvo eccezzioni dura fino ai 35 anni. Ovvio che cerchino di monetizzare al massino. Akele l’ha fatto con un triennale in Olimpia, dove vedrà la panchina o poco più. Stesso discorso per Tonut, che a Milano ha visto la sua carriera di MVP Lba (a Venezia) imboccare la china discendente, eppure ha rinnovato con l’Olimpia senza lamentarsi. Segno che i soldi contano.
Non capisco perché sorprendersi che per un giocatore contano i soldi. Tutti i giocatori guardano il lato economico prima di tutto non certamente solo Nebo nonostante a me non piace né come giocatore né come persona.