Olimpia Milano su Darius Thompson: Un matrimonio che si è finalmente consumato

Alessandro Maggi 3

Darius Thompson e Olimpia Milano si sono finalmente trovati. Dopo essersi sfiorati per anni, il matrimonio è diventato realtà al termine di un percorso lungo, coerente, fatto di crescita continua e passaggi sempre più importanti nel basket europeo. E’ questo il tema del comunicato di Olimpia Milano sul giocatore che si chiude con: «Dopo essersi sfiorati per anni, il matrimonio si è finalmente consumato».

Thompson è nato e cresciuto a Murfreesboro, nel Tennessee, in una casa dove il basket era parte della quotidianità. Suo padre Lonnie è stato un buon giocatore a Middle Tennessee State negli anni ’80 e poi allenatore, costruendo una carriera tra Creighton, Middle Tennessee State, Tennessee State, Motlow State Community College e Cumberland University.

Darius, però, ha mostrato presto di avere un livello diverso. Alla Blackman High School ha guidato la squadra a una stagione da 30 vittorie e una sola sconfitta, prima di scegliere Tennessee, college di riferimento della zona e programma di primo livello guidato allora da Cuonzo Martin.

Il primo anno ai Volunteers gli ha dato il contatto con il Torneo NCAA, ma non lo spazio che cercava. Quando Martin lasciò Tennessee per California, Thompson cambiò strada e salì di livello, trasferendosi a Virginia da Tony Bennett, dentro un programma fortissimo e con compagni destinati alla NBA o al vertice europeo. Tra questi anche Devon Hall.

A Virginia restò due stagioni, giocando altre due volte il Torneo NCAA. Emergere, però, era complicato in un contesto così profondo e strutturato. Per questo scelse Western Kentucky per l’ultimo anno universitario, con l’obiettivo dichiarato di mostrare la propria versatilità.

La scelta pagò. Nel 2017-18 chiuse con 13.4 punti, 4.8 assist e 4.2 rimbalzi di media, trascinando Western Kentucky fino alla semifinale del NIT al Madison Square Garden contro Utah. Da lì è iniziata la scalata europea.

Il primo passo fu Leiden, in Olanda, dove Thompson dominò: MVP della Coppa d’Olanda e primo realizzatore della FIBA Europe Cup con 22.4 punti di media. Poi Brindisi, prima da guardia e poi da playmaker, con due stagioni di grande crescita e un ruolo sempre più centrale.

A Brindisi ha trovato anche un pezzo importante della sua vita personale, conoscendo Chiara, poi diventata sua moglie. Un legame che lo ha portato, anni dopo, anche alla Nazionale italiana e alla partecipazione agli Europei del 2025.

Il percorso professionale, intanto, continuava a salire. Nel 2021 l’esperienza al Lokomotiv Kuban con il debutto in EuroCup, poi l’esplosione definitiva al Baskonia. Nella stagione 2022-23 Thompson si è preso l’EuroLeague: secondo quintetto della competizione, 12.6 punti, 6.7 assist e 1.7 recuperi di media.

Da lì sono arrivati due anni all’Anadolu Efes, con una seconda stagione chiusa al 44.0% da tre, e poi Valencia, dove ha giocato la prima Final Four della carriera e vinto il titolo spagnolo.

Ora Milano. Un arrivo che non è solo un colpo di mercato, ma il punto di arrivo di una traiettoria costruita passo dopo passo. Darius Thompson arriva a Olimpia Milano all’apice della maturità tecnica, con esperienza, fisicità, visione e una responsabilità chiara: prendere in mano la regia del nuovo ciclo biancorosso.

3 thoughts on “Olimpia Milano su Darius Thompson: Un matrimonio che si è finalmente consumato

  1. Si si tutta la storia di Darius……ma, come mai, arriva proprio adesso che la sua carriera, le sue performance, sono in discesa? L’anno del contatto (3 anni fa?) erano viceversa in ascesa; allora, alla luce degli sviluppi scelse comunque bene, visto che Valencia è arrivata dove è arrivata, mentre in Olimpia le cose sono andate come…..sono andate, o sbaglio?

    Che uno come lui, ora come ora, ci possa guidare ad alti livelli, la vedo dura, comunque stiamo a vedere, non siamo qui ad osservarlo col fucile spianato puntato, ma……con occhio vigile SI !

    Vedere cammello pagare moneta, ora, la moneta è andata, vediamo se il cammello ci aiuterà ad attraversare il deserto di Euroleague nel quale siamo finiti…..

    1. In realtà lui scelse di andare all’Efes, che lo ricopriva d’oro, e l’avventura in Turchia non è andata benissimo. Valencia viene dopo, e lì concordo sul fatto che sia andata meglio.

  2. Thompson ha il vantaggio di essere tesserabile come italiano e questo sarà utile per l’unico obiettivo stagionale, la LBA.
    Per quanto riguarda l’EL potrebbe essere una buona 2°/3° opzione non certo il titolare (stesso discorso vale per RJ Cole) che al momento manca e certamente non verrà preso. Stesso discorso vale per la riserva del centro titolare e per l’ala piccola titolare (parlo sempre di giocatori da EL). Comunque quest’anno far bene (per far bene intendo arrivare ai play off) in EL non è un nostro obiettivo quindi il roster per la LBA è più che buono.

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