
Darius Thompson ha preso la parola nel corso della festa di fine stagione del Valencia, a poche ore dal trionfo in ACB a Barcellona.
Il futuro play di Olimpia Milano non ha parlato del futuro, ma è stato sul grande orgoglio della sua esperienza in maglia taronja: «La cosa più importante di questa squadra è stata la nostra qualità diffusa. Tutti ci avevano praticamente dati per spacciati fin dall’inizio. Se guardi tutti i ranking, ci vedono all’ultimo posto o al penultimo.
Non ci importava granché di quello che dicevano. Saremo andati là fuori a lottare ogni giorno senza prestare attenzione a quello che dicevano gli altri, in sostanza».

Proprio l’estate scorsa disquisivo con il mio amico Giorgio De Sisto su Mannion perché lui sosteneva che quest’ultimo nel giro di 3 anni sarebbe diventato un campione e che all’età di Thompson i suoi numeri sarebbero stati migliori. Com’è è bizzarro il destino che vuole che sia proprio Thompson a prendere il posto di Mannion. Premesso che a me nessuno dei due piace, Mannion giocatore sopravvalutato, non ha mai fatto lo step successivo per diventare non dico un campione ma almeno un giocatore da EL, quest’anno addirittura è stato scavalcato quasi subito da un esordiente (Ellis), mentre Thompson non è un campione ma cmq è un giocatore che riesce sempre a stare in orbita EL nonostante i suoi limiti.