Marta Bollini ci racconta il Valencia: una macchina da punti, ma con qualche problema sotto canestro

Alessandro Maggi 2

Il nuovo Valencia Basket di Xavi Albert si presenta a Milano (domani, ore 20.30) con un bilancio di 6-3 in Eurolega e 4-2 in campionato. Due successi e uno stop la scorsa settimana per i taronja: vittorie in casa contro il Fenerbahce e nella fredda trasferta di Andorra, sconfitta al Palau Blaugrana contro il Barça, bestia nera dei valenciani.

Se contro i turchi la squadra di Albert ha stupito coach Jasikevicius per la capacità di catturare rimbalzi, in terra catalana il match le è sfuggito di mano per dettagli, come già accaduto in altre due occasioni: in semifinale di Supercopa (87-86) e in Liga Endesa (89-86). Tutta un’altra storia l’ultimo incontro, vinto 79-111 dagli uomini di Albert, trascinati da Saint-Supery, autore di una prestazione maiuscola con 17 punti e 6 palle recuperate, e da un ottimo Brooks.

Campioni di Spagna in carica e vincitori della passata edizione della Supercopa, gli spagnoli sono una vera e propria macchina da canestri, con 99 punti di media in Liga Endesa e 97,1 in Eurolega. Eccellente anche il dato delle palle perse: appena 7 a partita nel campionato iberico, molte meno delle altre formazioni di Eurolega (Baskonia 11,5, Barça 13,2, Real Madrid 13,3), e 10,3 in Europa.

Roster profondamente rimaneggiato, a partire dalla panchina, con l’addio a sorpresa di coach Pedro Martinez, l’unico allenatore capace di portare il Valencia al titolo in Liga Endesa (2017 e 2026). A prendere le redini della squadra è il suo vice Xavi Albert, valenciano classe ’87, da sempre nell’orbita del club della Capital del Turia. Per lui è la seconda esperienza da capo allenatore, dopo la breve parentesi dell’aprile 2024, quando fu chiamato a sostituire l’esonerato Mumbru.

Tra i tanti addii (Badio al Panathinaikos, Pradilla al Real Madrid, De Larrea a Dallas, Costello ai Chiba Jets in Giappone, Key al Fenerbahce, Lopez-Arostegui al La Laguna Tenerife, Thompson all’Olimpia Milano, Nogues all’Asisa Joventut), spicca su tutti quello di Jean Montero, MVP dei playoff di Eurolega e Liga Endesa, approdato in estate all’Olympiacos.

A raccoglierne il testimone è TJ Shorts, eletto ieri dall’Eurolega MVP del mese di ottobre con 17,1 punti, 5,7 assist, 1,8 rimbalzi e 20,7 di PIR a partita: è il secondo taronja a ricevere il riconoscimento, dopo Kalinic. Profilo diverso da Montero, ma stesso impatto da leader e trascinatore. Per il play ex Panathinaikos e Paris appena una palla persa in sei giornate di campionato, dopo aver stabilito il record di zero perse nelle prime cinque, con 21 assist e 79 punti.

Tra gli innesti di maggior impatto c’è l’ex Olimpia Armoni Brooks, in grande crescita nelle ultime partite. Buoni gli avvii di Corbalan e Cardenas, alla prima esperienza europea: Cardenas era già a Valencia nel finale della scorsa stagione, ma senza scendere in campo in Europa.

Tra i reduci dell’anno scorso, degno di nota l’avvio di Sako. Il pivot francese, in costante miglioramento, è determinante sotto canestro: nell’ultimo match contro Andorra ha catturato il 34,5% dei rimbalzi disponibili. Fatica invece a carburare Taylor, pilastro su cui i taronja hanno deciso di puntare per costruire la squadra di quest’anno. Altalenante il rendimento di Moore.

Saranno assenti Mirotic, altro ex Olimpia, e Reuvers, mentre resta in dubbio la presenza di Gueye. Una situazione che complica le cose sotto canestro per gli spagnoli, costretti ad affidarsi a Sako, Rivero e a un Ostetkoswi che fatica a convincere. Sfida dunque apertissima quella di domani all’Unipol Forum, con l’Olimpia chiamata a reagire e il Valencia a consolidare un ruolo importante nella massima competizione europea.

2 thoughts on “Marta Bollini ci racconta il Valencia: una macchina da punti, ma con qualche problema sotto canestro”

  1. Valencia è l’esempio perfetto di come oggi sia impossibile programmare roster a lungo termine se non si dispone di una certa capacità economica, trovandosi letteralmente depredati dei migliori giocatori al termine di una stagione fantastica, ma che con capacità di scelta dei nuovi giocatori (condizione necessaria nel momento in cui, appunto, non hai possibilità di competere con certi stipendi fuori scala), assemblando al meglio caratteristiche ideali per il basket odierno, si può essere comunque competitivi senza dover sorbirsi le inutili litanie di chi si lamenta che il “il quintetto base dell’anno precedente è stato smembrato”.
    Complimenti a loro per l’egregio lavoro svolto negli anni.

    1. Se all’Olimpia si continua a fallire, la colpa è della proprietà Armani, colpevole fin dal suo avvento di affidare la parte sportiva a dilettanti allo sbaraglio.

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Next Post

"Semplicemente inaccettabile". Il Piccolo, che bordate ad Alex Mumbrù

Il Piccolo oggi in edicola titola: «Mumbrù, la caduta di stile contro un arbitraggio equo». Il quotidiano giuliano non le manda a dire dopo le polemiche post Virtus Bologna-Pallacanestro Trieste di lunedì sera. Leggiamo Lorenzo Gatto: «Chi vive e segue la pallacanestro sa benissimo quanto, storicamente, le cosiddette big siano […]
Alex Mumbrù

Iscriviti