VL Pesaro vs Olimpia Milano | Messina: La partita che mi aspettavo

Il commento del coach biancorosso, dopo il successo in terra marchigiana: “Loro hanno giocato più sciolti del solito”

Così Ettore Messina ha commentato il successo sofferto contro Pesaro: “È stata la partita che mi aspettavo. Alla VL è arrivato Giancarlo e quando una squadra cambia allenatore, c’è sempre una reazione emotiva. Hanno giocato più sciolti, rispetto alle partite precedenti, per noi non è mai facile andare in trasferta, quando bisogna vincere, se non si fa canestro“.

Il finale ha deciso il match: “Abbiamo trovato risorse da Riccardo Moraschini e Sergio Rodriguez, importante anche la zona 3-2. Abbiamo preso una vittoria su un campo dove storicamente facciamo fatica“. 

Un commento sulla squadra di casa: “Mi aspettavo da loro una partita come questa, con più aggressività mentale. Le ultime partite sbagliavano anche canestri con cinque metri di spazio, oggi hanno fatto di più. Si sono presentati diversi da quelli che erano stati sino ad ora“. 

5 thoughts on “VL Pesaro vs Olimpia Milano | Messina: La partita che mi aspettavo

  1. Milano ha vinto contro Pesaro come vincono le squadre nettamente più forti: senza spremersi, senza veramente ingaggiarsi nella partita, né in attacco né in difesa, ma andando di conserva secondo quello che serviva man mano. Facendo il minimo indispensabile.
    Di conseguenza la partita è stata brutta.
    Del resto se fai 71 punti a una squadra che di media ne concede più di 90, beh… la partita non può che essere brutta.

    Direi di più: Milano ha vinto come vincono le squadre nettamente più forti quando sono in crisi.
    Perché questa è una squadra in crisi di gioco.
    Lo dicono i 71 punti segnati con grande fatica a una squadra che mediamente ne concede più di 90, lo dice il fatto che la partita l’ha risolta uno dei nostri campioni, Chacho Rodriguez, di prepotenza, come fanno i campioni che giocano nelle squadra nettamente più forti.

    I campioni come EL Chacho tendono ovviamente a prevalere sempre, è per questo che sono campioni, ma diciamo che in una partita con una differenza tecnica così grande, anche l’impianto della squadra si sarebbe dovuto mostrare.
    Non è stato così, ed è il segno della crisi.

    Mi dispiace molto sentire quelli che dicono ci vorrebbe questo, ci vorrebbe quello – riferendosi a giocatori prestigiosi.
    Balle.
    Lo dimostrano proprio queste partite, dove la presenza di altri campioni sarebbe irrilevante se l’impianto fosse buono. Se il sistema permettesse a tutti di dare il proprio meglio.
    Non lo è al momento: da una parte i giocatori sembrano non capire, dall’altra il carisma di Messina non si è tradotto in un sistema comprensibile da loro.
    Insomma squadra e allenatore non si sono ancora incontrati, ed è questa la crisi.
    Oggi abbiamo giocato molto più semplice, rispetto al solito, ma il risultato in termini di canestri non è cambiato.
    Su questo non ci piove.

    Ma il ragionamento è, e deve essere molto più ampio.
    Se vuoi divertirti, vedere squadre che dominano in scioltezza, con campioni che fanno spettacolo, allora vai a guardare le partite di Bologna Virtus. Vedi Teodosic su una squadra senza pressioni, costruita per lui, con la fiducia assoluta dell’allenatore a cui va bene qualsiasi cosa lui faccia, e sarai accontentato.
    Vedrai lo spettacolo di un play e un centro in sincrono perfetto, che inventano entrambi: il play le traiettorie, il centro l’atletismo.
    Però credo che chiunque si renda conto che in Eurolega la splendida coppia Teodosic Hunter non andrebbe lontano, anche se hanno altri giocatori di gran calibro, come Marcovic.
    Anche il tifoso più sprovveduto, che si è divertito a vedere Milos il Mago, si rende conto che un torneo come quello europeo è altra cosa.

    Il lavoro di Messina a Milano è tutto in quella differenza.
    Siamo agli inizi e vincere è diventato importante, anche in Italia, per non restare in ritardo.
    E allora vinci da squadra superiore in crisi: giocando brutte partite che badano al sodo fino all’eccesso.
    Intanto stai costruendo l’impianto che ti permetterà di continuare a competere anche in Eurolega.
    Perché siamo in crisi, è vero, ma in Eurolega siamo messi ancora benissimo, sia chiaro.
    Siamo in piena competizione.

    La crisi: squadra e sistema Messina devono fare un passo uno verso l’altra, devono fondersi.
    Perora non ci riescono e in campo si vede – talvolta anche nei risultati.
    Io dico però che questi sono gran professionisti, e troveranno la soluzione.
    Non ne dubito.

    1. Palmasco docet.

      Anche io trovo semplicistico e stucchevole parlare di tagli e innesti dopo 3 mesi. A meno che gli infortuni di Guda e Nedo siano davvero molto seri, io sono contrario ai cambiamenti in corsa, non sarebbe serio.

      E credo (spero) che Messina, i giocatori e la società mostrino la coerenza, la professionalità e la dedizione di squadra che abbiamo visto in questi mesi. Solo tra loro e solo tra le mura della palestra e solo con molto lavoro possono uscirne e migliorare.

      Ogni altra via è da dilettanti poco seri.
      Questo è il mio modesto parere.

    2. Riesci a discutere anche un giocatore come Teodosic..Bologna non è solo Teodosic ma ha un sistema di gioco che valorizza Teodosic e non il contrario..poi è naturale che l’allenatore dia più responsabilità a Teodosic essendo il leader ma scrivere o fare intendere che Bologna sia solo Teodosic è riduttivo..e infine è naturale che in Eurolega farebbe fatica ma la squadra è stata costruita certamente non per fare l’Eurolega altrimenti avrebbero formato un altro roster

  2. Bei commenti, condivisibili. Complimenti.
    Non comprendo bene invece cosa sia successo in questi ultimi venti giorni. Dopo la stupefacente vittoria con il Barcellona sembravamo una squadra solida, con una identita’, anche se Mack e White erano ancora in ritardo. Nelle ultime gare sembra essere mancato tutto: difesa di squadra, scioltezza in attacco, rabbia agonistica.
    So che le stagioni sono lunghe e che i “su e giu'” di risultati sono inevitabili ma mi preoccupa vedere e leggere che dopo tre mesi di lavoro ci siano ancora troppe cose da sistemare, assimilare.
    So che il lavoro paga, che staff e ragazzi sono professionisti seri ma fatico a giustificare questo attuale calo, questa “abulia” tecnica. Non dico che non funzioni nulla e so che anche certi infortuni abbiano un peso, pero’…..

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