
Olimpia Milano post Maccabi, una vittoria importante in una gara importante, e solo questo basterebbe per chiudere qui il commento.
I biancorossi l’hanno vinta di cuore e talento, controllando il match dal secondo quarto e gestendo un finale non semplice contro una squadra reduce da un ottimo momento.
Grazie al solito Olympiacos, che se non ha gli arbitri dalla sua perde anche con il Monaco, la classifica resta immutata, ma se crederci è arduo, provarci è comunque un obbligo.
Lo si deve fare per tante ragioni, soprattutto per riportare passione attorno ad una squadra mai così sola. I mesi ad Allianz Cloud sono stati il momento più buio dell’era Armani, la speranza è che il ritorno al Forum possa dare uno slancio di calore ritrovando l’amore vero, quello degli abbonati.
No, il Lido non è stato un fortino in cui costruire un’impresa. I numeri sono stati spesso terribili, per scelta societaria, per scomodità logistica. Una pagina orribile da chiudere. Tornando al campo, Milano ha fatto valere la sua superiorità.
Nel pitturato con Josh Nebo, contro le tanti ali israeliane, sugli esterni con la gestione di Quinn Ellis, la difesa di Leandro Bolmaro, un paio di guizzi di Marko Guduric, il talento di Zach LeDay, e… Shavon Shields.
Spesso criticato, anche in eccesso, il danese ha messo le due triple che hanno deciso la partita. Così, chirurgico, silenzioso, a griffare la gara della speranza. In certi momenti si va dai fuoriclasse, lui lo è. Con tutti i suoi difetti.


No, Shields, non è un fuoriclasse , è un grande giocatore ma i fuoriclasse sono completamente altra cosa.
Noi, giornalisti e tifosi, pensiamo di esser pieni di fuoriclasse, ma poi quando ci confrontiamo con l’Europa prendiamo schiaffi a piene mai con I nostri fuoriclasse, che sono solamente buoni ottimi giocatori.
Un elemento lampante è il calcio, dove da anni tutti vengono considerati top star e fuori classe, e poi la nostra nazionale non riesce neanche a qualificarsi ai Mondiali e facciamo figure assurde in giro per l Europa.
Shields è stato un grande giocatore, quando con la sua esplosività e gambe riusciva regolarmente a battere il suo uomo in 1vs1 e arrivare al ferro, e quando dietro difendeva come pochi altri in Europa.
Oggi questo due dimensioni di cui sopra si sono molto affievolite, per ragioni anagrafiche, e Shields vede il suo impatto molto ridotto, limitandosi al tiro da 3 e spesso al tiro dai 4-5 metri che però non sempre entra, non essendo la sua specialità.
Pur essendo io un grande fan di Shields, non lo categorizzo assolutamente nei fuoriclasse, ma in quei giocatori che se utilizzati a modo in un contesto vincente può anche dare un contributo importante.
Buon week end a tutti !
Se Poeta dovesse anche solo qualificarsi per i play-in laddove il pastore ha fallito per ben 3 anni consecutivi nonostante il colpo del secolo (Mirotic) mi farò una marea di risate. Non succede ma se succede….
Shields è sempre motivo di confrontation, anche aspro, no, non è un campione, ma è uno che ha dato tanto alla maglia Olimpia; adesso ha bisogno di minuti in panchina per guadagnare ossigeno e ripresentarsi decisivo in campo (che non può essere lo scellerato hero mode al quale spesso ci sottopone)