E’ la Virtus Arena che rade al suolo Milano: figuraccia biancorossa, Bologna domina

Disastro Olimpia Milano. La luna di miele di Peppe Poeta si chiude alla Virtus Arena: che batosta per i biancorossi

Disastro Olimpia Milano. La luna di miele di Peppe Poeta si chiude alla Virtus Arena: la squadra biancorossa, contro un avversario in netta emergenza, tocca subito il +15 ma viene rapidamente sbriciolata da chi ha più voglia, entusiasmo, lucidità.

Altro che radere al suolo la Virtus Arena, altro che sfruttare la netta superiorità sotto il ferro: la Virtus, è vero, aveva bisogno di qualcosa di speciale che è il 7/9 da 3 del secondo quarto e i 17 punti toccati da Alston ad inizio ripresa, ma c’è anche altro.

E si chiama fragilità. Quella vista in questi tre anni abbondanti con Ettore Messina, e ripalesatasi a Bologna: bastano pochi canestri per cambiare le carte in tavola, per smettere di cercarsi, di coinvolgere i lunghi, di tenere un primo passo in difesa.

97-85 il finale ed ennesimo girone di andata in EuroLeague chiuso con un record negativo. Dopo due vittorie in Italia, Milano perde anche per la prima volta in stagione con la Virtus. E tutto questo comporterà nuove ore di riflessione sul roster biancorosso.

Lorenzo Brown, non solo per colpa sua, è oggetto estraneo, probabilmente dalla prossima gara avrà minuti Nico Mannion, colpevolmente lasciato a guardare. E anche l’assenza di copertura al ferro fa riflettere, con un Booker troppo molle in campo e Dunston spettatore. Riflessioni, nella notte del cappotto.

La partita

Che si racconta molto rapidamente. Olimpia che parte segnando 27 punti, andando anche a +15, giocando con tranquillità e leggendo bene le linee di passaggio sugli esterni.

La Virtus è 0/4 da 3 inizialmente, senza i centri e con il suo miglior marcatore sugli esterni out, ma con Hackett da 3 chiude alla lunga bene su Brooks, nel secondo quarto gioca più coesa, riesce a coinvolgere di più gli esterni, segna 7/9 da 3 la ribalta.

Qui emerge la solita fragilità che la cura di Peppe Poeta non pare aver sopito: Milano non coinvolge i lunghi, tiraccia da 3, in difesa non tiene un primo passo venendo travolta. 40-20 il parziale in 12’, 61 punti concessi in meno di 19’, -15 toccato clamorosamente quando poi alla Virtus Arena vengono espulsi due sostenitori a bordocampo, tra cui un il vicepresidente bianconero Sermasi (che dice di aver solo trattenuto il compagno di posto, va detto).

Non sono certi ingredienti che possono cambiare una squadra così sulle gambe: la Virtus con i 22 di Morgan tocca ancora il +15 a 6′, e i titoli di coda di una gara da dominare arrivano con largo anticipo. Ma al contrario. Un ko che fa male, che rischia di invalidare settimane di timida risalita, che comportano nuovi ragionamenti di mercato.

24 thoughts on “E’ la Virtus Arena che rade al suolo Milano: figuraccia biancorossa, Bologna domina

  1. Sì una sconfitta molto brutta, di mollezza, confusione, scollamento.
    Una sconfitta che lascia dei dubbi, tanti, che speriamo vengano diradati presto.

  2. Che vergogna , una squadra senza palle ma piena di palloni gonfiati con in panchina uno Purtroppo non adatto a questo livello

  3. Mi chiedo se la “strategia del sorriso” di Poeta contempli l’indicazione di non difendere, magari per non far male agli avversari. Oggi inguardabili tutti, contro una squadra che bastava non farla correre e controllare l’area. come nel primo quarto.

  4. Abbiamo tanto criticato Messina e ci stava ma ad oggi temo stia progressivamente emergendo l’inadeguatezza al momento di Poeta per questi livelli. La lezione presa questa sera da Ivanovic con le assenze è molto pesante e significativa.

  5. Hackett gira la partita, poi per Bologna una passeggiata, noi “drammatici”…….peggio che col Bayern, …..uummmmmm……. meglio che mi taccio!!

  6. Già finita la luna di miele col Sommo Poeta. Scelte sbagliate continue con Guduric Brown Booker improponibili, Shields e Leday inesistente, una regia scadente anche di Quinn e Red Mamba sempre a sedere. E questo dopo analoghe prestazioni con Baskonia e Dubai.
    Ridatemi Ponte

  7. Partita di cui ci si può solo vergognare, che pagheremo cara anche nelle prossime e che riapre la discussione sulla reale consistenza, non tanto e non solo tecnica ma soprattutto caratteriale, di questo gruppo. Senza difendere oggi non si vince contro nessuno in Eurolega, e per dedicarsi a quella serve carattere che evidentemente latita.

  8. A caldo:
    Guduric deleterio e Shields poco meno, troviamo che ce li prende
    Poeta in confusione (i due sopra troppo in campo, Nebo troppo poco, solo lui si è salvato, in una partita che si doveva e poteva vincere) perché in un marasma simile non ha provato Mannion o anche Dunston ?
    Dopo il primo quarto, crollo totale, come mai ?
    Last but non least: ormai tutte le squadre giocano una difesa asfissiante su Brooks, perché non si studiano schemi che lo possano liberare al tiro ?
    Fra Dubai e Bologna due occasioni di risalire buttate via malamente, vabbè, anche quest’anno l’EL è andata, a meno di miracoli.

  9. Adesso che non c’è più il parafulmine Messina come la mettiamo cari odiatori di uno dei migliori coach della storia del basket italiano?

    1. Ma per favore…. la partita di oggi non rivaluta i 3 anni di’ pessima pallacanestro giocata con Messina .
      Pena abbiamo fatto oggi e pena facevamo con Messina

    2. la mettiamo che nonostante il disastro lo score di Poeta è migliore di quello di Messina sia EL che in LBA. Questi sono fatti.

  10. Abbiamo giocatori sopravvalutati, Shields e LeDay su tutti direi, almeno oggi come oggi. Poi, purtroppo per noi e per lui, un allenatore inadeguato che non sa leggere le partite, quindi quando il piano A non funziona più, non sa cosa fare. Fare l’amico dei giocatori, quello che non si arrabbia, quello che vuole dialogare con i giocatori, a questi livelli non si va da nessuna parte. Un altro alibi dato ai giocatori. Però i cosiddetti tifosi dell’Olimpia questo volevano, come del resto anche la redazione di questo sito. Come si vede è tutta colpa di Messina, così come di Obradovic al Partizan. Chi è causa del suo male, pianga se stesso, e credo proprio che piangeremo molto nei prossimi mesi

    1. Messina era il problema ma Poeta non era la soluzione. Baiesi sai cosa fare. Al Bayer avete fatto bene insieme.

  11. Contro mezza Virtus, 97 punti concessi. Dal +15 del primo quarto al – 15 del terzo, un differenziale di 30 punti contro un avversario senza 3/5 del quintetto titolare. Giocatori che non avvertono il minimo senso di urgenza. Ha fatto comodo indicare Messina come capro espiatorio, ma le responsabilità dei continui fallimenti non sono mai di una sola persona. Comunque stasera abbiamo avuto la conferma che anche quest’anno guarderemo gli altri giocare la post season.

  12. La nostra non è una squadra facile da allenare!
    Per essere grandi difensori si deve avere una capacità di concentrazione più alta del normale, direi quasi un’intelligenza più alta del normale per ascoltare i consigli, studiare gli avversari, non essere egocentrici, ma al servizio della squadra, essere stabili ed equilibrati, oltre che buoni atleti.
    Guardate Pajola e Hackett, difficilmente di testa non sono sul pezzo, o Melli e Hall.
    Noi ne abbiamo pochi (forse solo Bolmaro, la cui assenza pesa). E abbiamo invece diversi buoni giocatori, ma non solidi sotto il profilo della stabilità mentale.
    Messina faceva fatica ad allenarli proprio perché mancavano elementi solidi; e alla lunga li ha logorati, ha tolto brillantezza ed entusiasmo, ma manteneva una struttura difensiva riconoscibile e nei momenti migliori la palla in attacco toccava più mani di quanto non succeda adesso.
    Poeta ha bisogno di tempo e di crescere, di prendere sicurezza; ad oggi non c’è una identità chiara di squadra. La sensazione è che mediamente utilizziamo meno secondi per arrivare ad una conclusione, ma tutto dipende da come ci arriviamo. Per il momento (a parte proprio il primo quarto di oggi) restiamo una squadra che non dà assolutamente l’idea di essere solida né particolarmente lucida.
    Guduric fa un tipo di lavoro che dovrebbe invece limitare, non è un primo facitore di gioco, può essere invece importante come finalizzatore o passatore ad azione già imbastita.

  13. Delusione assoluta dopo 10 minuti di illusione.
    Umiliati da una squadra con assenze importanti, senza grosso peso sotto canestro.
    Non c’è stato sorriso nè sul viso del coach nè su alcuni giocatori in panchina.
    Oggi Poeta ha pagato il voler sostenere a tutti i costi alcune scelte discutibili.
    Booker, poca roba anche oggi, troppo in campo
    Guduric, inconsistente portatore di palla, in campo con 4 falli che prende tre canestri facili da sotto
    Non chiamare mai time out quando la squadra inizia ad annaspare.
    Gestione della panchina molto schematica, cambi prevedibili, quasi a tempo.

    Pensavamo di essere a buon punto e invece si torna al Via. Senza ritirare la gratifica.
    Parco della Vittoria è di nuovo lontano.

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