
Ettore Messina, nel dopogara del nuovo ko interno con il Valencia, ha fatto il punto sugli infortunati. E le notizie sono pessime. Di seguito le sue dichiarazioni.
«Per Diop sapremo domani». Il centro infatti si è fermato poco prima della palla a due, nella fase di riscaldamento.
Pessimi gli aggiornamenti su Lorenzo Brown: «Ne avrà ancora per almeno tre settimane, Nebo immagino almeno per altre due mentre LeDay potrebbe rientrare alla fine della prossima».
Zach LeDay dovrebbe quindi essere il più “vicino” al rientro in campo, comunque dopo il prossimo doppio turno con Barcellona e Paris Basketball.

Ma se prendi giocatori vecchi e già rotti……e cerchi di rimediare con una Sestina per il superenalotto………dove credi di andare caro EM ? Niente avviene per caso. Per caso ( dove per caso si intende sfortuna) puoi perdere 3/4 partite a stagione. Collezionare la quarta figura di m…. in EL….non succede per caso. Questa si chiama INCAPACITÀ.
Sintesi perfetta, incredibile come ci sia ancora qualcuno, e anche su questo blog purtroppo, che insiste a non capire i clamorosi e conclamati fallimenti gestionali di EM (visti i budget a disposizione) e lo difende sempre e comunque…
@ Alberto purtroppo non è incredibile .È un non tifoso Olimpia che ha sicuramente degli interessi a farlo ….Non lo difende certo per scopi umanitari. Chi capisce minimamente di basket sa’perfettamente che EM nella sua versione Olimpia e nello specifico negli ultimi 3 anni (4 con questo in corso) è INDIFENDIBILE.
Perché sono pessime? Su Nebo e Zach tutto come previsto (fino al prossimo infortunio di Josh); su Brown meglio averlo fuori che in squadra, anzi meglio sarebbe andare sul mercato per sostituirlo
Diop? Sestina farà la sua parte anche nel pitturato 🤣🤣
Per il resto tutti bene, vero?
Poi c’è il misterioso caso Mannion, finito, anche in mancanza di Brown, in fondo alle rotazioni, pensate che Ettore gli preferisce (da play!): Ellis, Guduric, Shields e pure Armoni! Fossi in lui chiederei di essere ceduto……
Men’s sana in corpore sano: ma se la mente è frustrata, stressata, costretta, può il corpo essere sano?
Soprattutto il corpo di un’atleta, tirato al massimo, al limite, per una mente che gli chiede ogni possibile risorsa disponibile.
Soltanto pochi sciocchi possono credere ancora che la Milano di Messina sia un ambiente sano, favorevole, nutriente.
Le menti in quella squadra quindi non riescono a sostenere la domanda limite posta dal corpo, che si rompe.
Non so, per esempio, mettiamo che tu sia Diop: quando giochi fai il tuo, spesso anche bene, non capisci quindi perché ti vengano negate opportunità di giocare nelle circostanze e nelle sfide che sarebbero nei tuoi mezzi.
Vuoi che sottoposta a questo stress la mente non cortocircuiti, e il danno lo mostri un corpo tirato al limite?
Come lui tanti altri, in questo lazzaretto cronico che è la Milano di Messina.
E come può essere favorevole e nutriente un ambiente che dispone del meglio, ma invece è soltanto tutto proclami e retorica, che non riesce a raccogliere il frutto che a gran voce ha affermato di volere e potere cogliere, che sbaglia tutte le partite decisive, che inganna i suoi abbonati, che non entusiasma, che perde partite storiche proprio di fronte al proprio pubblico, senza lottare?
Non può esserlo.
E allora l’incidente continuo degli infortuni – perché in effetti tale è, incide – l’incidente degli infortuni non è la conseguenza della sfortuna, magari forse dell’ira degli dei, ma certamente è il prodotto del disagio di un riccone che ha una macchina di lusso, ma non riesce a mollare la frizione come si deve, e resta fermo.
E “mollare la frizione come si deve” è metafora pertinente, mi pare 🥲
mettiamo che tu sia Diop e ti infortuni durante il riscaldamento, non credi sia normale non vedere il campo nella partita di ieri?
Non posso mica pretendere che tutti capiscano quello che scrivo, bellezza.
Mettiti in coda, non sei il solo
allora scrivi meglio la prossima volta 🙂
Palmasco perdonali , la perspicacia non si compera in negozio. Del resto nemo profeta in patria, e i lecchini prospereranno comunque, nonostante le evidenze