
Nel giorno del via delle LBA Finals 2026, Pippo Ricci è il protagonista di “Uomini e Canestri”, la rubrica di Luca Chiabotti su Repubblica-Milano. Ecco alcune dichiarazioni del capitano biancorosso.
Sull’attesa
«Non nascondo che aspetto la partita di stasera dalla semifinale persa l’anno scorso dice – non è mai scontato giocare la finale, la vivo come una cosa bella, guadagnata. Quando sbatti la faccia, come nel 2025 contro la Virtus, poi riparti solo per poter riprovare la gioia e le emozioni della vittoria. Abbiamo lavorato tanto per riuscirci, affronto la mia quinta finale come una novità perché non mi sento mai arrivato»
Sulla stagione
«Non aver fatto bene in Eurolega condiziona tutto l’ambiente: quattro anni senza playoff si sentono nell’aria che respiriamo. Non siamo soddisfatti, ognuno di noi voleva far meglio in Europa però dobbiamo trasformare questa insoddisfazione nella voglia di scrivere un pezzo di storia di questa società».
Sulle voci di mercato
«Succede ogni anno da quando sono a Milano: a marzo si comincia a parlare della squadra dell’anno successivo. E’ ovvio che i club debbano programmare il futuro, ma è una cosa che odio: detesto le voci di mercato. Dobbiamo convivere con questa situazione, concentrarci solo sul presente: c’è chi ci riesce meglio, chi fa più fatica. Se qualcuno ha già firmato per l’anno prossimo, sono contento per lui, ma io penso solo alla squadra di adesso. Onestamente, sono convinto che ognuno all’Olimpia oggi abbia un solo obbiettivo: vincere lo scudetto e lasciare il segno a Milano»
Sulla finale
«Una finale è sempre tosta, condizionata dall’emotività. La Reyer ha talento e fisicità, dovremo imporre il nostro gioco, l’aggressività superiore, essere capaci di accendere il nostro pubblico perché, un Forum infuocato, è un fattore fondamentale. Veniamo da playoff solidi dove, forse un po’ tardi, abbiamo capito come essere più cinici nei momenti decisivi e limitare i cali di concentrazione. E’ tutto nelle nostre mani: le cose positive le devi fare accadere. Il fattore campo, il roster più profondo, la maggiore esperienza non ti fanno vincere da soli. Dobbiamo scrivere il nostro destino, non possiamo aspettare che qualcuno, o qualcosa, lo faccia per noi»

La storia si fa in Europa non in Italia quando l’esito è scontato.
Dire “Riscrivere la storia” mi sembra come se, il settimo cavalleggeri, nel suonare la carica, usasse il piffero, credendo però di suonare la tromba…..
Ah Ricci! Impavido Capitano, battessimo la Reyer, avremmo fatto il nostro, nulla di più (manco la soddisfazione che solo la Virtus ci poteva dare)
Quindi questo scudetto vale poco e ora ancora meno perché non c’è la Virtus. Strano modo di ragionare.
Quindi se si vince non gioire e se si perde arrabbiarsi. Mah….
Ricci a chiuso la bocca , con le prestazioni e non a parole, a quanti ne hanno chiesto a gran voce l’epurazione, stagione molto più che dignitosa da parte del capitano
Concordo