
Olimpia Milano-Reyer Venezia è una finale scudetto inedita, ma mette di fronte due tra i club più storici e vincenti degli ultimi anni. La Gazzetta dello Sport la presenta come una serie tra il talento profondo dell’Olimpia e il collettivo della Reyer.
Olimpia Milano-Reyer Venezia, la Gazzetta presenta la finale
Milano arriva alla finale da terza forza della regular season e con l’obiettivo del 32° scudetto, oltre che del triplete italiano mai riuscito. Venezia, quarta in stagione, cerca invece il quinto tricolore dopo aver eliminato la Virtus Bologna campione in carica.
Il primo tema è quello delle panchine. Peppe Poeta e Neven Spahija sono divisi da esperienza e percorso, ma accomunati dall’idea di aumentare ritmo e possessi. La Reyer ha costruito l’attacco più prolifico della Serie A, Milano ha invece i ritmi più bassi ma la miglior efficienza offensiva e difensiva.
Poeta ha indicato una chiave precisa: «Dobbiamo limitare le loro folate all’interno di ogni gara, muovere la palla e in casa provare a correre». Spahija ha risposto così: «Vogliamo limitare il loro talento. Abbiamo preparato le nostre cose in difesa, ma tanto dipende da loro».
Sul perimetro, secondo la Gazzetta, Milano ha più talento, fisicità, qualità e quantità. Leandro Bolmaro, Shavon Shields, Quinn Ellis, Marko Guduric, Nico Mannion e Armoni Brooks offrono risorse profonde, anche se l’Olimpia deve evitare di mandarsi da sola fuori giri.
Venezia, invece, vive di circolazione e collettivo. Attorno a RJ Cole, ci sono Ky Bowman, Denzel Valentine, Akwasi Yeboah, Kyle Wiltjer, Davide Casarin, Riccardo Moraschini, Jordan Parks e Leonardo Candi, in un sistema che funziona quando il risultato supera la somma delle parti.
Il duello tra stelle porta al confronto tra Armoni Brooks e RJ Cole. Brooks è stato nominato miglior giocatore della stagione e ha già inciso nelle elimination game contro Pallacanestro Reggiana e Brescia. Cole è stato ancora più prolifico, con 16,6 punti di media in Serie A e prove pesanti contro Tortona, Virtus e Milano.
Sotto canestro, il tema è Josh Nebo contro Amedeo Tessitori. Milano è definita una squadra verticale, costruita anche sui tagli in area del centro biancorosso e sulle letture di Zach LeDay e Pippo Ricci. Venezia è invece più “circolare”, ruota attorno a un centro vero e usa Tessitori come perno tecnico e fisico.
Le percentuali raccontano un’altra possibile chiave: Milano è stata prima in Serie A nel tiro da due con il 57,6%, mentre Venezia ha avuto grande peso a rimbalzo difensivo. Sul perimetro, attenzione anche a Parks e Wiltjer, rispettivamente al 44,2% e 41,4% da tre, con Ricci secondo in campionato al 43,8%.
La finale parte questa sera al Forum di Assago, con Gara 1 alle ore 20. Milano ha vinto entrambi gli scontri diretti in stagione, ma Venezia arriva con l’energia di chi ha già buttato giù dal trono la Virtus Bologna. Talento contro collettivo: il titolo passa da qui.

Di soliti, talento contro collettivo, vince il secondo. Ma vediamo.
3-0 o 3-1 per Milano in una finale senza storia.