
Il 9 settembre sono stati pubblicati i due testamenti di Giorgio Armani, da oggi, venerdì 12, sono noti. In questo caos di notizie e considerazioni, partiamo da alcuni dati certi.
I due testamenti sono del 15 marzo e del 5 aprile. Il primo tratta soprattutto i beni patrimoniali del Re, il secondo il futuro del Gruppo Armani.
Alla Fondazione Giorgio Armani va l’intera proprietà di Giorgio Armani Spa: il 9,9% di azioni in proprietà, 90% in nuda proprietà delle azioni di cui l’usufrutto è assegnato a Pantaleo dell’Orco, ai tre nipoti dello stilista e alla sorella Rosanna.
Pantaleo dell’Orco, per tutti Leo, presidente del CDA di Olimpia Milano, avrà il 40% dei diritti di voto nell’azienda di moda fondata dallo stilista. Il 30% dei diritti spetteranno alla Fondazione.
Ma arriviamo al futuro della Fondazione. Tra gli oneri, decorsi i dodici mesi e entro diciotto dall’apertura della successione, si dovrà cedere una partecipzione pari al 15% del capitale della società ad un gruppo operante nella moda e nel lusso.
Nel testamento si indica la priorità di Gruppi come LVMH (Louis Vitton), EssilorLuxottica (dove Giorgio Armani aveva partecipazione) e L’Oreal.
Al terzo anno, e fino al quinto, allo stesso gruppo proprietario del 15% potrà essere ceduta un’ulteriore quota azionaria dal 30% sino al 54.9%. Ovvero sino al passaggio della maggioranza delle quote. In alternativa, se questa cessione non dovesse andare a buon fine, dal terzo all’ottavo anno si dovrà passare alla quotazione delle azioni su un mercato regolamentato.
In questo ultimo scenario, la quota residua della Fondazione non dovrà mai essere inferiore al 30.1%. Ed è la Fondazione ad avere, tra i suoi principi fondanti, la gestione etica, lo sviluppo del nome “Armani”, la coerenza con stile, immagine e comunicazione, l’attenzione all’innovazione, il mantenimento di adeguato livello di investimenti per lo sviluppo dei marchi, una gestione finanziaria equilibrata.

https://www.corriere.it/economia/moda-business/25_settembre_12/testo-integrale-testamento-armani.shtml?refresh_ce
Grazie Skip interessantissimo
Un saluto
Dal testamento non si evince niente se non il ruolo centrale di Dell’Orco.
Ripeto il ragionamento già fatto”
Armani ha fatto un dono alla città ed anche a sé stesso rilevando e seguendo appassionatamente la squadra in questi anni.
Ora la speranza è che Dell’Orco voglia rispettare questa volontà visto il legame con Armani e la vicinanza alla squadra.
Credo che paradossalmente la scelta di Messina e la sua presenza sia importante e possa essere una garanzia per il futuro, non più come allenatore ma come dirigente.
Naturalmente queste sono supposizioni, ma penso che ci sia una logica nelle scelte di questi anni. L’attenzione era puntata più nel creare una organizzazione che potesse continuare anche dopo
la morte di Armani. I risultati sportivi non erano il criterio principale nella valutazione di Messina.
Può non piacere ma oggi in questo momento avere Messina sia un punto a favore per la continuazione del supporto della società.
Avere oggi un management ed un coach nuovi con un Dell’Orco impegnato su mille fronti sarebbe drammatico.
Quindi? Questa è la tua opinione, NON LA VERITÀ ASSOLUTA. È inutile che tenti di spacciare il tuo ragionamento come unica verità. Impara a rispettare l’opinione altrui.
Beh sicuramente nel testamento non poteva esserci un aspetto di lascito riguardante la società di basket che se non erro è parte integrante del progetto Fondazione insieme ad altre attività divulgative, peraltro Olimpia almeno per metà dei costi si autofinanzia con sponsor e media. Quello che mi pare interessante eventualmente per il futuro della squadra di basket lo troviamo nei punti sotto riportati.
e) nei limiti consentiti dalla legge e per il miglior conseguimento delle finalità istituzionali della Fondazione, // far sì che la gestione della Società e di tutte le altre società da essa eventualmente partecipate sia svolta // in conformità ai “Principi Fondanti” di seguito indicati:
(i) gestione delle attività in modo etico, con integrità morale e di correttezza; //
(ii) priorità allo sviluppo continuo a livello globale del nome “Armani”; //
(iii) attenta politica di diversificazione e segmentazione dei diversi marchi aziendali, mantenendo // coerenza nell’attività stilistica, di immagine di prodotto e di comunicazione; //
(vi) cauto approccio ad acquisizioni volte unicamente a sviluppare competenze non esistenti // internamente da un punto di vista di mercato, prodotto o canale; //
(vii) mantenimento di adeguato livello di investimenti per il continuo sviluppo dei marchi; //
(viii) gestione finanziaria equilibrata e limitato ricorso ad indebitamento finanziario; //
È interessante che ad una mia ipotesi uno risponde nel merito e l’altro che non sa leggere scrive di pancia ..eppure se avesse letto il preambolo che dice ” naturalmente queste sono supposizioni” si sarebbe risparmiato la solita figura ma d’altronde gae è sempre gae: una sicurezza
Hai dimenticato il “ma” successivo che cancella il preambolo. Non fare il furbo perché il tuo modo di scrivere è provocatorio e ormai tutti ti conoscono a parte qualche tuo simile che ti segue (e fortunatamente sono pochissimi). Infatti anche quando il blog è “tranquillo” come ora il tuo intento è solo provocare.
Sinceramente trovo alquanto bizzarro tutto questo morboso voyeurismo su quelle che sono le disposizioni testamentarie di Giorgio Armani,anche perché presumo che nessuno di noi possa ( ahimè) vantare alcunché su tutta quella montagna di miliardi di euro di cui tanto si vocifera.
Per quanto poi le sorti del nostro amato club che dire,se un giorno non farà più parte del gruppo Armani troverà certamente un altra fonte di sostentamento e non e’ assolutamente detto a priori che sarà necessariamente un downgrade rispetto ad ora,tutt’altro.
P.s.intanto Germania vs Finlandia all’intervallo 61-47,difficilmente rivedemo l’ennesimo miracolo di questa allegra brigata,ma never say,never again…