OAKA in fiamme: Efes vince Gara 2, rissa verbale, proteste e birre sui neonati. E ora la serie è 1-1

Alessandro Maggi 2

Una notte da tregenda ad Atene. Tutto quello che è successo, in campo e fuori, in una folle gara-2 di EuroLeague Playoffs

Panathinaikos Efes

Una notte da tregenda ad Atene. Il Panathinaikos crolla nel finale e l’Anadolu Efes, guidata da uno straordinario Shane Larkin e dalla calma glaciale di coach Luca Banchi, firma la sorpresa più eclatante di questi playoff: 76-79 in Gara 2, serie sull’1-1 e fattore campo ribaltato. Ma il punteggio è solo la punta dell’iceberg.

Per oltre 30 minuti, OAKA canta e sospinge i verdi. Il Panathinaikos controlla il match, gioca con aggressività e sembra avere in mano anche il secondo atto della serie. Ma nel quarto periodo arriva la svolta. L’Efes si scatena con un parziale da 29-16, orchestrato da un Larkin formato MVP: 20 punti e 5 assist, quasi tutti negli ultimi 10 minuti. Accanto a lui brillano Vincent Poirier (16+10) e Dozier (14+5 assist).

Nel finale incandescente, Nunn sbaglia il primo tentativo per pareggiare, segna la tripla del -1 a 18″ dalla sirena dopo l’1/2 ai liberi di Poirier, poi fallisce altre due conclusioni per l’overtime. Le polemiche si accendono subito. In campo, il contatto tra Nunn e Poirier scatena i tifosi. Fuori dal campo, il clima è torrido: Luca Banchi viene insultato prima e dopo la partita. Ma è in conferenza stampa che il coach italiano risponde con eleganza e fermezza: «C’mon, please. Non sprechiamo energie. Non meritiamo di commentare queste polemiche».

La risposta del Panathinaikos arriva non dal parquet, ma da Instagram: Dimitris Giannakopoulos infiamma i social. Prima chiama a raccolta la squadra: “Andiamo in Turchia per vincere due partite”. Poi, il giorno dopo, cambia tono: “Volete la mia firma per i prossimi dieci anni di EuroLeague? Giocate da soli! Noi con la NBA o la FIBA! Siete pazzi!”. Un’escalation che scuote tutto l’ambiente europeo.

Ma non è finita. Keely, moglie di Derek Willis, denuncia su Twitter un episodio agghiacciante: “Un tifoso ha lanciato birra sul nostro bambino di nove mesi”. Il tweet scuote la community. Tracy, moglie di Mathias Lessort, rincara la dose: “Essere arrabbiati è umano, ma non prendersela con donne e bambini”. La signora Willis precisa: “Settimana bella, ma un episodio davvero spiacevole”.

Infine, i media greci si scatenano. SDNA grida alla “rapina all’OAKA” e parla di partita pilotata. L’ambiente è esplosivo, le tensioni fuori controllo.

La serie si sposta ora a Istanbul, con due partite che promettono fuoco e fiamme. E con un dato certo: l’Efes ha dimostrato di non avere paura. E il Panathinaikos ora ha tutto da perdere.

2 thoughts on “OAKA in fiamme: Efes vince Gara 2, rissa verbale, proteste e birre sui neonati. E ora la serie è 1-1

  1. Beh, è ormai lo sanno tutti: non si cava il sangue dalle rape. E spero che le rape non si offendano, perchè chiamare “testa di rapa” lo staff dei verdi è usare un eufemismo molto ma molto annaccquato. Pur essendo i turchi non certo al vertice delle mie simpatie, e non solo sportive, spero che ci levino finalmente dalle palle questi piagnucolosi, arroganti e supponenti in divisa verde

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