Nicolò Melli. Anche Milano ti ama, e ti amerà per sempre

Un ritorno speciale, una notte da protagonista: Nicolò Melli torna a Milano da avversario, simbolo di leadership e sacrificio

Nicolò Melli

Una notte speciale. Per la posta in gioco, per un volto su cui tutti poseranno gli occhi. Nicolò Melli, simbolo di prepotenza fisica, eroe epico senza macchia, dal carattere spigoloso ma dalla leadership innegabile.

Senza macchia, Nik. Perché certi modi, certe esuberanze verbali, certi eccessi nella richiesta, li puoi solo accettare da chi per primo si presenta all’allenamento, e per ultimo chiude il borsone.

Mentre c’è chi vorrebbe lasciare la stanza nella più remota trasferta, Nicolò Melli è asceta, meticoloso nella preparazione, nei riti, nella serietà di ogni azione. Non un compagno facile, non un carattere semplice, un intollerante vero. C’è quasi da avere paura a fare troppo rumore e turbarne il sonno.

Forse solo Gigi Datome ha saputo smussarne gli angoli con un sorriso, una battuta, una presa in giro. Perché qui siamo di fronte a chi è cresciuto reagendo, con rabbia quasi isterica, ma nei momenti importanti con pura determinazione, tirando giù a testa bassa ogni muro, ogni freno, ogni ostacolo che gli ricordava: «No, tu non sei all’altezza».

Nicolò Melli non doveva essere all’altezza di una Serie A d’altissima classifica. È diventato giocatore NBA, capitano della Nazionale e califfo d’EuroLeague. Nessuno ha creduto in Nicolò Melli, se non… Nicolò Melli.

E certamente Andrea Trinchieri, Zeljko Obradovic, Ettore Messina, Romeo Sacchetti, Gianmarco Pozzecco. Ma qualcuno ha raccolto il seminato, che in primo luogo va ascritto al coach milanese, anche se Luca Banchi ne aveva già fatto il suo generale difensivo.

Le immagini in biancorosso diventano molteplici. Dall’urlo di Nicolò nel 2014, coniato da Sandro Pugliese, a quel «Ce l’abbiamo fatta» detto in lacrime davanti alle telecamere del club in quella indimenticabile notte.

Ma Nik è anche il capitano del primo Scudetto dell’era Messina, conquistato di puro ardore, di pura presenza. Un bullismo cestistico che spense gli ardori di una Virtus arrivata con umori superiori e meno da perdere, dopo il 4-0 dell’anno precedente e l’EuroCup in bacheca.

Melli è tre Scudetti in fila. Dei primi due è stato il reale MVP. È il campione che lascia il proscenio a Kyle Hines per l’alzata di Coppa pochi mesi fa, ben sapendo che quella poteva essere la sua ultima gara con l’Olimpia.

Melli è questo e altro. Uomo di interessi, di cultura, ironico ma permaloso (come altri grandi campioni, leggasi Paolo Maldini, che forse è colui che più gli somiglia). E, lo speriamo, in futuro anche un grande allenatore.

Personalmente, non ho mai amato particolarmente il personaggio. A pelle. Ma del personaggio penso questo.

Non tornerò sui perché dell’addio, non qua, se non osservando come forse gli eccessivi silenzi siano diventati coltelli.

Mi resterà impresso l’ultimo giorno, l’ultima conferenza. «Ci rivediamo dopo l’estate», gli dissi in mezzo agli altri giornalisti. Lui, occhi bassi: «Speriamo».

Non voglio trovare secondi significati. Non credo che Messina sia stato più carnefice di lui, o lui di Messina.

Mi resta solo l’emozione di quel “Ve l’avevo detto che sarebbe stato un arrivederci” del primo addio, e quel “Milano, ti amo e ti amerò per sempre” dell’ultimo addio.

Sì Nicolò, anche Milano ti ama. E ti amerà per sempre.

11 thoughts on “Nicolò Melli. Anche Milano ti ama, e ti amerà per sempre

  1. Al di là delle incomprensioni tra lui e la società, tra lui e Messina, tra lui e i compagni, le incomprensioni tecniche .. tutte incomprensioni teoriche xke io non so come siano andati i fatti realmente , anche se a Marzo/Aorile già qualche voce, sui motivi .. possibili, giravano dentro e fuori dal Forum .. ho sempre apprezzato il Melli giocatore pur con tutti i suoi limiti e i suoi difetti, ma soprattutto x quello che era capace di dare e con tutti i suoi pregi.
    Rimane x me un rimpianto non aver visto una squadra .. teorica .. Nebo Melli Leday mirotic, e perché no, Hines .. avrei voluto vedere chi avrebbe preso un rimbalzo sotto i nostri tabelloni .. chi si sarebbe avventurato in quel Vallo di Adriano invalicabile x chiunque .. non è accaduto x vari motivi .. peccato .. ma stasera x 5’ lo applaudiremo e magari lo premieremo anche .. ma poi sarà un nemico come tutti gli altri .. magari un nemico amico .. ma da battere a tutti i costi

    Forza Olimpia

    1. a livello economico melli-mirotic-leday-nebo non credo fosse sostenibile, sono circa 6/7 mln netti.
      metà budget

      tenendo melli non sarebbe mai arrivato leday, ma probabilmente uno meno forte.

      1. Che sono 6/7 mln netti è una tua opinione perché la società non ha mai fornito dati reali. Come è una tua opinione che il nostro budget sarebbe 12/14 mln.
        Inutile che scrivi come un depositario di verità e se vuoi esserlo porta qualcosa che accerti quello che sostieni. Altrimenti sei solo un qua qua ra qua come sempre.
        E cmq senza i soldi buttati da Messina tra giocatori sbagliati e buyout pagati sarebbe sostenibile eccome.

      2. Ciao BT .. mi sarebbe piaciuto = sognato = fantasticato .. l’ho premesso … poi economicamente con un quartetto del genere non saprei se sia sostenibile o meno, ma do x certo che potrebbe esserlo da un punto di vista potenziale .. economicamente la proprietà è forse la più “forte” ma come x il Como calcio magari si è posta un limite .. ma il mio post era uno sfogliare un album potendo scegliere… ciao e forza Olimpia

      3. Con Melli in campo Messina schierava Mirotic fuori ruolo, per cui se fosse rimasto Nicolò in calo di rendimento, Mirotic avrebbe reso meno di quanto ha reso perché incompatibile con Melli, e non sarebbe stato preso LeDay come sostituto di Nicolò.

        Se per arrivare a questa stagione migliorativa della precedente era necessario rinunciare a Melli, ben venga la rinuncia. Melli resterà nei nostri cuori per quanto fatto e stasera vediamo di batterlo.

      4. Lupo, guarda che tra Mirotic e Melli chi giocava fuori ruolo era Melli, non Mirotic.

      5. Poi se ti riferisci al periodo del quintettone con Mirotic da 3 hai ragione e mi viene ancora da ridere. Ma quella fu una di quelle scelte “illuminanti” del guru del basket.

      6. @AB ciao .. hai ragione che prevalentemente sia stato Melli a giocare fuori ruolo, ma io ricordo anche che spesso abbiamo visto Mirotic da 3 ed è stata una scelta poco azzeccata .. per usare un eufemismo .. e al contempo abbiamo visto anche shields da 2 .. erroracci di valutazione perché sia uno che l‘altro al di là della loro classe e dei mezzi tecnici a loro disposizione, non potevano reggere gli uomini che si trovavano di fronte .. quindi mirotic e’ un 4 atipico che ti porta fuori lontano da canestro e se non lo segui ti castiga, ma è talmente intelligente e con una classe innata che lo capisce e riporta vicino a canestro se lo anticipi e ti frega uguale. Poi cicca anche lui le sue partite ovviamente ..

        Solo una riflessione a integrazione della vostra discussione

        Un saluto e forza Olimpia

      7. Si caro Olimpia, infatti ho subito aggiunto il particolare del quintettone che solo a scriverlo mi viene ancora da ridere.

  2. Anche a me sarebbe piaciuto avere quel quartetto di lunghi, Nebo, Melli, Leday Mirotic, quello si da top EL.
    Peccato.

    1. Non posso che condividere e senza gli sprechi di denaro che Messina è riuscito a dilapidare negli ultimi anni sarebbe stato sostenibile economicamente.

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