Olimpia Milano-Bayern Monaco: il tabellino di un KO beffardo

kevinmartorano 4

EA7 EMPORIO ARMANI MILANO – BAYERN MONACO 78-79

(14-26, 25-14, 20-25, 19-14).

(14-26, 39-40, 59-65, 78-79).

Olimpia Milano: Dimitrijevic 11, Mannion 1, Causeur 13, Bolmaro, Brooks 3, LeDay 14, Ricci n.e, Diop, Shields 7, Nebo 11 (8 reb), Mirotic 18 (6 ast), Gillespie n.e. Coach Messina.

Bayern Monaco: Weiler-Babb 10 (12 ast), Da Silva 2, Edwards 25, Giffey 2, Voigtmann 8 (7 reb), Napier, Obst 3, Bitim 2, Harris n.e, Brankovic, Booker 23 (7 reb), Yebo 4. Coach Herbert.

Note: 54.1-54.5% tiri da due punti, 34.6-33.3% tiri da tre punti, 81-70% tiri liberi, 32-36 rimbalzi, 19-21 assist, 13-10 palle perse, 7-5 palle recuperate.

4 thoughts on “Olimpia Milano-Bayern Monaco: il tabellino di un KO beffardo”

  1. In questi mesi, spiace dirlo, abbiamo fatto meglio quando Shields era fuori squadra. Poi capisco che debba giocare per ritrovarsi ma la realtà è che quando era fuori si giocava meglio e si vinceva di piu’. il perchè non lo so ma è quello che e’ accaduto. Non riesco poi a capire come uno che ha fatto partite da 20 e piu anche in EL oltre che in Lba possa giocare solo 3 minuti – Brooks – con un Shields che fa 7 punti stando in campoi piu’ di tutti.

    1. Hai perfettamente ragione!!

      Alla fine sul + 5 pessima gestione e superficialità.

      Shields lo dico da più di un anno che è deleterio. Ma non per l’ultimo tiro sbagliato … che ci sta.
      Ma c’è chi non la vuole capire …

    2. Il discorso “Shields” e’ delicato e penso di difficile soluzione per Messina.

      Abbiamo una squadra teoricamente ben bilanciata in attacco, con virtualmente quasi tutti i giocatori a disposizione di Messina in grado di creare per se stessi e per i compagni (Bolmaro, Brooks, Mannion, Dimi, Mirotic, Leday). Il che crea sulla carta la possibilità’ di dispiegare in attacco diverse combinazioni e sets, e impostare il lato offensivo sul movimento. Quello penso sia il principale motivo per cui la mancanza di Shields put’ essere ben compensata dai compagni, quando Shavon e’ fuori per infortunio.

      Dall’altro pero’ Messina ha a disposizione un giocatore che ha provato di sapere fare la differenza, quando e’ in ritmo. E qui sta il busillis: l’essere in ritmo. Non ne sono assolutamente certo ma quello che vedo in Shavon e’ la totale necessita’ di “ritmo” per poter entrare in gara. E per lui ritmo richiede palla in mano, palleggio esteso in combos e esitazioni prima di decidere cosa fare, e una priorità’ nella ricerca dell’ISO.

      Se lo osservi creare, spesso richiede 8-10 palleggi, alternando finte a destra, poi ritorni sulla sinistra, e costante cambiamento di livelli del corpo per cercare l;’angolo di attacco. Sono 10-12 secondi al minimo, in cui i compagni sono virtualmente immobili.

      Quello e’ secondo me il problema tattico che questa squadra deve risolvere: come integrare Shavon in un attacco bilanciato dove le minacce sono distribuite. Perche’ personalmente nel suo caso mi fido piu’ del gruppo che dell’individuo.

      E anche nel caso di leggende tipo MJ, Kobe etc….l’accentramento offensivo su di loro aveva sempre la minaccia di uno scarico che loro sapevano fare al centesimo di secondo vero il compagno che avesse il 90% di segnare…con Shields la minaccia “scarico” purtroppo non c’e’. Il che rappresenta un’ulteriore debolezza, e un vantaggio per la difesa in quelle serata in cui non e’ in forma strepitosa.

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