Un retroscena clamoroso emerge sulla direzione arbitrale di Panathinaikos-Olimpia Milano. Secondo l’analisi di Silvio Corrias, ex arbitro di Serie A, pubblicata da Backdoor Podcast, la terna arbitrale avrebbe concentrato la propria attenzione sul contatto tra i piedi di Kostas Sloukas e Ousmane Diop, trascurando una precedente trattenuta del giocatore greco ai danni del centro biancorosso.
L’episodio si verifica a 7’08” dalla fine del quarto periodo. Sloukas, superato da Diop, lo trattiene per un braccio mentre il lungo di Olimpia Milano è diretto verso il canestro senza avversari davanti. Gli arbitri fischiano un fallo semplice, Peppe Poeta chiede il challenge, ma la decisione viene confermata dopo la revisione.
Il retroscena riguarda proprio ciò che è successo davanti al monitor. Come ricostruisce Backdoor, l’arbitro Panther non aveva rilevato la trattenuta iniziale. Il fischio era arrivato da un altro componente della terna, che aveva individuato un contatto tra il piede sinistro di Sloukas e quello di Diop. Secondo Corrias, anche durante la revisione all’instant replay gli arbitri si sarebbero concentrati principalmente sui piedi, senza valutare adeguatamente il movimento delle braccia e la trattenuta che aveva dato origine all’azione.
La sanzione corretta, secondo l’ex arbitro, sarebbe stata quella di un fallo tattico, con due tiri liberi per Diop e successivo possesso di palla per Olimpia Milano. Non un semplice fallo personale, come invece stabilito e confermato dalla terna. Una ricostruzione che aggiunge un elemento importante alle discussioni sull’episodio: non soltanto la valutazione del contatto, ma soprattutto la scelta di quale parte dell’azione esaminare durante il challenge.

Ma Corrias è un dipendente Olimpia? Ci da sempre ragione…..
È italiano, quindi è di parte. Pure i sassi ci arrivano, non serve uno sforzo neuronale così titanico.
Sarà a quando uno ti trattiene per un braccio , evidente e visto sa tutti nn è mai fallo normale. Se l’evidenza nn basta allora qualcuno è in malafede. Di qualunque parrocchia sia.