
Pareva non dovesse giocare, invece, Kendrick Nunn gioca una delle sue migliori partite della carriera (39 punti), con un primo quarto irreale e continuando poi a trivellare il canestro di un’Olimpia Milano inerme e travolta dal Panathinaikos (103-74). I biancorossi sono sotto di 20 già nel primo quarto, a -32 nel secondo periodo e, non riescono mai davvero ad essere della partita, nonostante qualche timidissimo tentativo di reazione, nel corso dei due quarti centrali. Una serata da dimenticare, in cui non si salva nessuno, che chiude la striscia di sei vittorie in fila. Venerdì servirà riprendere subito la marcia.
Panathinaikos-Olimpia Milano | La partita
Non c’è Bolmaro, per un problema muscolare, ed è un inizio difficile per Milano, subito sotto 7-0 e con Messina costretto al timeout. Non basta, perché l’ex Grant e Nunn raddoppiano il parziale, prima che Mirotic sblocchi l’EA7 dopo 4’. Il Pana è un fiume in piena, Milano sbaglia tutto e anche i tiri aperti, mentre il giocatore che era in forte dubbio gioca un quarto irreale, da 21 punti e 7 triple, così i padroni di casa volano anche a +26 (38-12) prima della chiusura del primo quarto. Non cambia la gara, con i verdi a dominare la scena, nonostante qualche canestro di Neno e Gillespie. E Mitoglou dice +31 a metà secondo periodo.
Il finale di tempo porta un sussulto milanese, con un parziale di 12-3, con le giocate di Mannion e Shields, anche se vale solo il -22. Un distacco che resta più o meno immutato nel corso del terzo periodo, in cui l’Olimpia riesce a trovare un po’ di maggiore fluidità offensiva. Ma è troppo tardi, perché i biancorossi tornano qualche volta sotto i 20 punti di scarto ed i padroni di casa controllano senza particolari problemi, andando a servire con continuità Lessort vicino a canestro. Il -19 di fine terzo quarto viene cancellato dal 14-2 con cui il Pana inizia il quarto periodo e firma una durissima punizione per la squadra di Messina.
Panathinaikos-Olimpia Milano | Il tabellino
PANATHINAIKOS ATENE-EA7 EMPORIO ARMANI MILANO 103-74 (38-15, 62-40, 79-60)
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Olimpia Milano calendario | I prossimi appuntamenti
I biancorossi scenderanno in campo venerdì (ore 21) contro il Bayern Monaco all’Unipol Forum e, sempre in casa, lunedì 23 (ore 19) contro Trapani.


Vabbe, la puttanata su Nunn infortunato in primis, e poi l’assurdo modo di portare in porto, ritardando artatamente il più possibile l’approdo da parte di gente che la sportività non sa neanche dove sta di casa, per accondiscendere gli spalti del Colosseo Oaka, la plebe assetata che vuole il sangue degli avversari; e chi a capo di tutto ciò se non il prode Ataman in versione levantina ottomana…..bella mmmerda!! Che schifo!
Noi?…………………..non comment
La vorrei anche io a Milano la sportivita’ che hanno ad Oaka
Quello che è preoccupante è non avere visto nemmeno un fallo terminale per dimostrare di avere le palle. È venuta a galla tutta la mollezza di questo gruppo
Se vinci di trenta e domini, hai tutte le ragioni. Difficile criticare gli avversari, stasera. Milano annichilita: oggi ci poteva stare perdere. Ma non è mai bello perdere così
Un bagno di sangue a cui avrei fatto sinceramente a meno ma utile a rimettere le cose al suo posto naturale.
Troppo entusiasmo aveva accompagnato le ultime (meritate) vittorie ma gli equivoci ancora irrisolti di questa squadra prima o poi dovevano venire fuori e stasera abbiamo capito con estrema durezza quanto larga e’ ancora la distanza tra noi ed un vero top club.
Ora nessuna tragedia,questi siamo ed il nostro benchmark non e’ certo il Pana
Ora resettiamo tutto e testa bassa sul Bayern steso stasera dal Monaco.
Forza Olimpia.
Io sono della vecchia scuola.
Ad uno.che dopo cinque minuti è già a quattro triple su cinque tentativi, devi amputare il braccio dx.
E se per caso tenta ancora qualcosa, anche quello sx.
Invece sempre il difensore a due metri.
Comunque stasera mettevano triple pure i loro Cadaveri Eccellenti.
Testa ai tedeschi e ai due ex.
Confermo che nella vecchia scuola il signor Nunn non avrebbe fatto tutte quelle triple.
Puoi anche avere una giornata “magica” ma devi sapere che ci sono anche io e non mi facco brutalizzare lasciandoti fare quello che vuoi….e poi non ti lascio proprio più ricevere la palla….
Nunn mi stava già sulle palle prima con quella sua aria strafottente, figurarsi adesso. E probabilmente sarebbe stato spesso affidato a Bolmaro…
Con la carica e la voglia che aveva addosso il Pana avremmo comunque fatto fatica, ma eravamo davvero cotti e siamo entrati senza la testa giusta. Come avevamo fatto con Varese. E poi rincorrere sotto di 10-20 punti stanca enormemente, senza trovare il giusto ritmo e con un avversario galvanizzato.
Mi chiedo se non sia davvero il caso di riservare alcuni giocatori quasi solo per l’EL; avremmo il vantaggio di averli più freschi e ci sarebbe l’obbligo da parte degli altri di rendere al massimo in LBA, avendo anche un minutaggio più ampio. Le Day non può fare la partita che ha fatto a Barcellona venerdì, fare 30 minuti a Varese e giocare oggi.
Ho in sostanza a stessa impressione su questo match che avevo dopo 10 min. Partita in cui Milano non ha realmente mai giocato, incapace di opporre resistenza a un Pana fisico, aggressivo, dominante sotto ogni aspetto: fisico, tattico e mentale.
In quel senso ritengo sia una di quelle partite in cui ogni giudizio e’ superfluo e sfalsato: la sconfitta e’ stata mentale appena ricevute le prime sberle dopo la palla a due. Lo si vedeva negli sguardi, spocchiosi e sfidanti del Pana e impauriti quelli Olimpia, “normalizzati” solo quando ormai il match era perso e senza speranza di recupero.
Non penso fra queste due squadre ci siano in realtà 30 punti di differenza in condizioni “normali” di intensita’ e energia competitiva (che obiettivamente Milano per qualsiasi ragione che sia non ha portato in campo stasera).
Se si vuole trovare del negativo “strutturale” (nel senso di preoccupante per il futuro) in una serata a mio avviso ingiudicabile, e’ un certo “trend” che questo gruppo sembra patire: l’aggressività’ e fisicità’ avversaria. Quando aggredito con forza, pressione e intensita’, Milano sembra avere la tendenza a ritirarsi e subire la fisicità’ e energia avversaria invece di affrontarla di petto e stringere il torchio in risposta. Puo’ essere parte dello sviluppo del team e di quei test “mentali” che ancora non sono stati pienamente superati.
Pana ha in passato sofferto pressioni esasperanti (Partizan e Parigi) che nelle settimane precedenti ne limitarono fisicità’ e precisione (classica la “Diamond Defense” che il Partizan uso’ per limitarne le opzioni offensive, con successo). Stasera sono partiti in una chiara “mission” e hanno messo la quinta dopo la palla a due, Milano non ha avuto scampo.
Una di quelle partite da dimenticare in fretta ponendo la mente alla prossima, senza drammi ma con la consapevolezza che energia e intensita’ sono variabili imprescindibili in EL, pena sane batoste visto il livello di talento esistente.
Intanto il Fener si è preso un’altra mazzata. Inconcepibile, con il roster che hanno (al netto degli infortuni).
Ciao ufo, certo, vedere il Fenerbache,( fino ad un mese fa, comandava la classifica ) reduce da due ” trentelli ” consecutivi, fa’ una certa impressione. Sicuramente, l’assenza prolungata di giocatori importanti, ( Wilbekin e, quel gran difensore di Devon Hall ) inizia a pesare. 4 perse, nelle ultime 5 e, subito risucchiati nel gruppone.
Meglio puntare alla coppa italia va là
Come non c’era da esaltarsi prima, mi sembra inutile deprimersi ora. Oggi loro avevano energia e noi no.
Poco tempo fa di diceva : abbiamo tre partite difficili (Barca, Pana, Bayern) portiamone a casa una. Già fatto e vediamo venerdi se vinciamo e nel caso direi che il girone di andata è positivo vista anche la partenza.
Oggi abbiamo sofferto tutti e tutto ma oggi soprattutto si è sentita la mancanza di un centro che spero venga recuperato in fretta. Con squadre così fisiche è assolutamente necessario.
Comunque la sconfitta è come il pelo della fi… fa tirare i commenti che quando si vince latitano. Dai ammettiamolo è più figo scrivere dopo una sconfitta, esce l’allenatore che è in noi
Tutta colpa degli arbitri