
Con i tre successi consecutivi che hanno rinfrancato il morale, l’Olimpia Milano si appresta ad affrontare una delle trasferte più difficili della stagione, quella sul campo dell’Olympiacos Pireo. Un match molto complicato, contro una squadra costruita per vincere l’Eurolega e su un parquet caldissimo. I biancorossi cercheranno un’impresa, dopo un inizio di stagione vissuto tra alti e bassi.
Olympiacos-Olimpia Milano | La presentazione di Messina
Così Ettore Messina ha presentato la partita: “Affrontiamo una delle grandi favorite per la vittoria finale, una squadra come sempre ben organizzata da Coach Bartzokas e molto profonda anche se in questo momento ha qualche infortunio, come peraltro succede a tutte le squadre di EuroLeague. Controllare i rimbalzi e proteggere l’area dei tre secondi è sempre necessario per poter pensare di vincere una partita di EuroLeague soprattutto in trasferta“.
Il coach chiede soprattutto una cosa ai suoi ragazzi: “Per noi, essendo una squadra nuova, con tanti debuttanti, è molto importante entrare nel Palasport della Pace e dell’Amicizia con la personalità di chi crede nei propri mezzi e nel proprio futuro”.

Questo penso sia il primo di una serie di test importanti per poter dare una prima valutazione di questo gruppo e dei piani (e potenziali’) della squadra di Messina per Eurolega 24-25. Ce ne sono altri dietro le porte ma penso verso meta’ Novembre si potra’ sapere con piu’ chiarezza a cosa questa squadra possa ambire, anche prevedendo possibilità’ di miglioramento lungo il percorso.
Il dibattito rimane aperto fra chi pensa l;Olimpia sia in corsa per una semplice lotta per entrare a play-in, altri piu’ ottimisti penso a un posto quasi sicuro nei PO (e poi si vedrà’) e altri ancora piu’ ambiziosi (o generosi) che guardano a un 5-6 slot sotto le grandi, persino con chance eventuali di F4 (se la fortuna aiuta).
Al momento vacillo ancora fra un ottimismo temperato, pensando che il playbook classico di “Messina” (cui andrebbe fatto un clip dettagliato e divulgatorio perche’ i tifosi possano apprezzare e capire prima di giudicare) possa essere assorbito dalle nuove pedine meglio di quanto fatto l’anno scorso, e alcuni seri dubbi sulla capacita’ del gruppo di opporre varietà’ e intensita’ al top di un Eurolega che vedo già’ migliorato.
Anche qui andrebbero fatte analisi tecniche per mostrare l’assoluta portanza, profondita’ e varieta’ dei sistemi di gioco (oltre che di chi lo esegue) di Pana e Real….li’ non si parla solo di giocatori ma di “impianti strategici” con permutazioni e varietà’ tali da richiedere un’intensità’ energetica e quasi assoluta perfezione in esecuzione offensiva per opporre resistenza.
Sono cose che si apprezzano solo guardando e riguardando clips uno a seguito dell’altro e prendendo nota, ma cio’ che ho visto fin qui (presto per dirlo senza dubbio) mi sembra sia un livello che continua a alzarsi.
L’erba voglio, mi hanno insegnato da bambino, cresce solo nel giardino del re… 😀
E poi parliamoci francamente: se tu non hai personalità, ma solo durezza e rabbia, che troppi scambiano per personalità, ma invece non lo è affatto, e ultimamente anche frustrazione, come puoi infonderla nella squadra?
Possiamo metterla sull’intellettuale o sul difficile, elencando i vari nomi del cosiddetto playbook di Messina, ma purtroppo quello che mostra il campo, ormai da più di due anni, è che il gioco stagna, le soluzione sono affidate soltanto all’estro delle stelle, i roster sono incompleti e mal assortiti – qualsiasi minimo incidente a uno qualsiasi diventa immediatamente una tragedia per la squadra – i giocatori di personalità e carattere, Melli, Hall, Fontecchio, Rodriguez, se ne vanno appena possono.
L’ottimo Mauro C dice qui sopra che servirebbe energia e volontà per applicare il famigerato “playbook” di Messina, ma una ventina di giocatori dopo, e quattro anni dopo, com’è, come non è, questi giocatori non sembrano esserci.
Un po’ strano no?
Ma non sarà che il playbook è una Potemkin?
Quest’anno?
Non ho visto molti cambiamenti, nonostante i cambiamenti evidenti del roster.
Alla fine tutto passa per le mani di Mirotic, che mi sembra stanco già oggi, e Shields al quale come al solito si chiede di difendere anche sul più pericoloso, oltre a pendere dai suoi polpastrelli in attacco.
La fragilità di questa nuova squadra è purtroppo molto evidente, e corrisponde del resto a quella del suo conduttore assoluto – che come tutti gli assolutisti, manca delle necessarie doti di autocritica e dei mezzi necessari a un cambiamento reale.
Viene il sospetto che fosse bravo ad allenare quando le squadre gliele facevano gli altri…
Dimitrjievic migliorerà di certo, e parecchio, ma cosa vuoi che migliori Bolmaro come play maker? Per dire.
In una squadra nuova che sarebbe per la corsa? Ma perché, con Brescia li hai visti correre?
Ma perché, per correre serve affiatamento, o è la prima cosa che insegnano a chiunque inizi a giocare a basket?
(Discesa tutto campo, 3 contro 1, 3 contro 3, ricordate?).
E quando vedi i giocatori scoglionati, o i quintettoni costantemente in svantaggio, che cosa vuoi parlare di “analisi tecniche per mostrare l’assoluta portanza, profondita’ e varieta’ dei sistemi di gioco”?
Portanza e profondità, ma soprattutto varietà dei sistemi di gioco???
Ma stiamo scherzando, o giocando con le parole?
O vogliamo davvero provare a concludere che tutto il sistema dipende soltanto dall’applicazione dei giocatori?
Ma Ricci come facilitatore, per quanto si possa applicare, ma quando mai può giocare quel ruolo? Per dire.
Poi verrà la sorpresa e batteremo Olympiacos giocando daddio, e ne sarei felice per quanto incredulo.
Perché può succedere, per tante ragioni, tutte collegate allo sport, questa parola magica.
Ma se dicessi che ci credo, uhm, forse mentirei.
Ciao carissimo, sempre e comunque un piacere piacere leggerti, anche quando ci si trova su opinioni diverse. In realta’ trovo la lettura dei commenti di tutti qui su ROM (quando civili e articolati) interessanti e che espongono lati diversi della verita’ (che non e’ mai unica, ma sempre complessa).
I playbook di Eurolega sono in gran parte online, incluso quello di Messina (parziale, circa una ventina di sets sui 50-60 che ha a spanne utilizzato nel corso degli ultimi anni). E Messina stesso probabilmente ridererebbe di fronte a quel numero, siccome rappresenta forse solo una frazione di quello che probabilmente ha in testa. Ma da osservatori da fuori facciamo quello che si può….
Non e’ un dubbio che personalmente trovo il playbook Olimpia, per come impostato e eseguito, classico e non tremendamente innovativo di fronte ad altri che sfruttano spazi, tattica e mobilita’ in diversi modi. Non e’ il mio attuale modo preferito di vedere il basket giocato, ma ha avuto successo in passato.
Può’ poi essere che lo stesso Messina abbia scelto le impostazioni che vediamo in essere solo e in funzione di chi ha a disposizione, uno Shields che ha bisogno di tenere la palla in mano per essere efficace, un Mirotic meno mobile di 5 anni fa, lunghi generalmente piu’ impacciati e meno atletici di Lessort (per fare un esempio eclatante, guardatevi il clip che ho segnalato sotto sul playbook PANA per rendervene conto) e cosi’ via.
C’e’ a quello il contraltare che quei giocatori “se li e’ scelti lui”, quindi con parziale responsabilità’ di costruzione del roster. Ma altri direbbero che ci sono limiti di budget e che la società’ fa il meglio che può’ nel rispetto degli economics. La conversazione può’ andare avanti a infinitum….
Ma in pratica, con Messina hai un classico uso di un impianto semplice di screens, pick and roll (in varie salse per quello che vedo, con meno utilizzo dell’opzione “Spain” rispetto a colleghi, ma posso sbagliarmi), floppy action (per intenderci i blocchi, uno o due di seguito sulla baseline per il tiratore). Senza andare nei dettagli vedo il favorire di opzioni “flare” (o pop o in uscita perimetrale per il tiro) per il bloccante. Il che fa presagire un’impostazione che mira a costruire sul perimetro come opzione principale, e che sceglie di avere meno mobilita’ e intensita’ offensiva rispetto a attacchi basati su zoom, spacing estremi e molteplici combinazioni di blocchi e controblocchi (blocchi RAM e altre opzioni simili).
Con il permesso della redazione (in quanto devo riferire off platform) qui sotto c’e’ un link che copre una versione parziale di come si impostano i nostri (direi copre il 20-30% ma e’ un discreto punto di partenza).
https://www.youtube.com/watch?v=d83VMr997pU
Se si vuole paragonare con il “diverso” all’estremo opposto (sempre a mio avviso) per intensita’, opzioni, mobilita’ e letture secondo me hai Ataman. Qui sotto il playbook PANA descritto in dettaglio
https://www.youtube.com/watch?v=yFiI7z__g60
Porta via un po’ di tempo seguirsi tutti i clips (e non tutti ne hanno l’interesse) ma penso anche a occhio e senza dover andare nei dettagli si notano diversità di filosofia, diversità’ di esecuzione e opzioni che certo dipendono da chi va in campo a eseguirle, ma che oltre tutto riflettono un approccio strategico differente, che poi lo spettatore medio giudica “buon gioco” o “poco gioco”. Ma i dettagli e le diversità di intenzione e fatica esistono.
Fatevi un giro sui clips quando avete un minuto e diteci cosa ne pensate.
Grazie: lettura e link interessanti
Sempre interessante leggerti, Mauro, ma direi che per me ti risponde Billy Baron, nel post a lui dedicato qui su ROM 😀
Grazie Mauro. Molto molto interessante. Hai fatto tu selezione e montaggio?
Almeno la personalità…..certo che la vittoria non verrà, si rischia la disfatta
@19ufo..figurati, e’ un piacere per chi ha tempo e interesse (mi rendo conto per alcuni puo’ essere noioso).
Ma penso l’analisi video e il compendio (seppur parziale per rispetto a Messina) mostri alcune delle diversità di fondo che spiegano tra l’altro alcuni commenti già’ dati da alcuni d voi a piu’ alto livello.
E aggiungerei che la variabilità’ e la mobilita’ richiesta dal sistema Ataman richiede un personale completamente investito sul pezzo, per energia, focalizzazione e intensita’ (oltre che skill). Ma quando “gira” e’ veramente difficile da fermare (parere questo personale e discutibile).
E forse l’analisi piu’ attenta della nostra esecuzione (almeno per i clips della scorsa stagione, i nuovi sono ancora “in forno”) dimostra alcune lacune in tempi, spazi, mobilita’ (non solo Voigtmann ma anche Melli se guardiamo con attenzione e obiettivita’) che ci resero “prevedibili”, lenti e facilmente difendibili. Il che si traslo’ in quel commento passato della “mancanza di gioco”, che non penso fosse del tutto malposto.
La domanda di @palmasco e’ a mio avviso, pur nel quadro di un cinismo critico di fondo che alcuni possono non condividere, ben posta: cambiamenti di playbook quest’anno non ce ne sono salvo alcuni adattamenti marginali…MA sarà’ l’esecuzione dei “nuovi” (giocatori) su un livello migliore e sufficiente per dare un miglioramento sostanziale rispetto allo scorso anno? E con quale energia e intensita’?
Un saluto