
Nel fine settimana appena trascorso, in Sicilia, si è tenuta un’interessante trasmissione su TeleSud con ospiti Valerio Antonini, presidente di Trapani Shark, e Luca Baraldi, CEO di Virtus Bologna. Tema, anche, i diritti tv.
Si registra una certa unione di punti di vista. Così Baraldi: «Non capisco perché dobbiamo svendere i diritti TV. Sono totalmente contrario a come sono stati ceduti. Incassiamo credo €100.000 all’anno, una neopromossa magari ancora meno. Perché dobbiamo andare su delle televisioni a pagamento? Regaliamo i diritti alla Rai o a Mediaset. Andiamo gratis nelle famiglie italiane».
Così invece Antonini: «Credo che gli introiti che le squadre professionistiche che le squadre hanno dal sistema basket siano ridicoli. Forse per pagare lo stipendio di un giocatore. Credo che lo squilibrio tra calcio e basket debba essere riequilibrato. I palazzetti sono tutti pieni, ho visto i dati dello scorso anno. Io gestisco sia il basket che il calcio. Nel basket c’è un seguito clamoroso. Io credo che arriverà un momento in cui c’è la rottura».


Discorso complesso ma penso che sia importante che gli addetti ai lavori lo affrontino come pilastro critico per ricostruire un movimento (o per espanderlo nel caso Eurolega).
Riguardo all’Italia, benché’ il Pease cestisticamente parlando non e’ nella mia sfera di competenza quindi lascio a chi piu’ esperto le conclusioni, il trasferimento dei diritti su piattaforme streaming a pagamento mi sembra nacque di fronte alla mancanza volontà di RAI e Mediaset di garantire un collocamento rispettoso per avere qualche chance di ritorno economico.
In sostanza, ne’ RAI ne’ Mediaset al tempo credevano (o volevano investire slot di palinsesto) riuscivano a giustificare posizioni di pre-prime time che generassero introiti pubblicitari comparativamente superiori ad altra programmazione. Questo con i direttori di palinsesto (per ricordi di lavoro personali) e’ sempre una spina difficile da gestire quando non hai un prodotto in chiara crescita e che garantisca scala mediatica di subito, cosa che il basket al momento (5-6 anni fa) non sembrava dare. Non so se le cose siano cambiate, ma quella e’ la spiegazione che banalmente si può dare alla domanda retorica di Baraldi e Antonini.
Di fatto entrambi vorrebbero vedere: 1. maggiori investimenti da parte dei partner media in broadcasting (perche’ il broadcasting – o il cosiddetto “chiaro” come mi sembra dite voi in italia – a differenza dello streaming garantisce copertura di massa, almeno potenzialmente), 2. spazi privilegiati in palinsesto e marketing mediatico di supporto (lead in in programming che portino audience, speciali di varia sorta per generare interesse), 3. continuità di lungo (perche’ i risultati si possono valutare solo entro un triennio minimo), 4. piu’ soldi nelle casse della lega e società (di conseguenza).
Il problema e’ che per arrivare a generare la flywheel economica si richiede un notevole investimento di partenza da parte del partner media che deve credere nell’iniziativa, e dare tempo e risorse perche’ acquisisca scala il volano virtuoso di amplificazione dell’audience. Quella e’ un po’ la scommessa cui il broadcasting (e.g RAI) mi sembra rispose “no”, relegando strategicamente il basket a posizione di contorno nel palinsesto, bassa continuita’ di supporto, niente speciali o programmi a spalla, e di conseguenza basse licenze per diritti…e cosi’ si fini’ sulle piattaforme digitali a pagamento, tra l’altro negoziando in una posizione di svantaggio arrivando al tavolo in una posizione di “castigo” (svalutati) da parte di Mamma RAI.
Mi auguro le cose cambino, sopratutto se e’ vero (come baraldi/Antonini sembrano suggerire) che la situazione attuale e’ quella di palazzetti in costante sold out, incrementi di partecipazione giovanile, e trazione sui social….dati alla mano forse qualcuno riesce a dimostrare un barlume di opportunità’ che potrebbe portare a rivalutare la situazione. Personalmente, non ho modo di provare l’uno o l’altro….oltre che notare come una lega di successo ha di fatto bisogno di generare ricavi da diritti almeno pari al 45-60% del totale (sponsorships generalmente sono il 10%, mentre vendite biglietti si aggirano di solito tra il 20 e il 25%). Oltre al fatto che i diritti sportivi nel mondo crescono a scala al 20% annuale, sopratutto negli sport principali (calcio, basket, football, tennis, MMA, Formula 1)
LBA, ma anche EL sono attualmente molto sotto quei benchmarks, indice di un movimento di nicchia e che continua a faticare nel guadagnare la propria fetta di crescita nel panorama sportivo.
@Mauro C, disamina ineccepibile sotto ogni punto di vista. Appare ad ogni modo improponibile o incomprensibile l’offerta fatta dei due personaggi, Mediaset ha praticamente rinunciato ad ogni trasmissione di sport (nel calcio ha solo la modesta Coppa Italia) ed in tempi non lontani ha dichiarato che il basket non rientra nei suoi programmi perchè raccoglie insignificanti risultati pubblicitari mentre la RAI come sempre trasmetterebbe al massimo un paio di partite per mancanza di spazi ad orari spesso diffiicili. Il punto principale è che l’utente medio che segue il basket saltuariamente non ha interesse a pagare per vederlo e questo limita decisamente attualmente uno sviluppo maggiore di pubblico televisivo peraltro parecchio “provinciale” e legato sostanzialmente ai propri colori: i dati dimostrano che c’è una decisa stagnazione negli ascolti (a parte la finale dei play-off). Non ho dati precisi, ma certamente non è errato affermare che il grosso degli utenti abbonati di Dazn e Sky/Now per LBA e EL sono dislocati per lo più tra le zone di Milano e Bologna. Se si vuol continuare a trasmettere tutti gli incontri di LBA l’unica via è quella dell’abbonamento anche in un’ipotetica scesa in campo in proprio diretta della Lega perchè non esistono le coperture finanziarie senza questo introito alla base ed il basket è certamente uno show business telesivo di nicchia oggi in Italia per giustificare cifre superiori a quella attuali per i diritti di trasmissione.
A Mediaset del basket non potrebbe fregare di meno, la Rai lo tratta in maniera ridicola, quindi la tv a pagamento è l’unica offerta seria attualmente possibile.
Il basket va comunque in chiaro su Nove o Dmax, con ascolti risibili, vedasi la recente finale di Supercoppa.
Alla fine la differenza non dipende dall’offerta economica ma dall’offerta esaustiva con la trasmissione integrale decentemente commentata di tutte le partite.
A Mediaset del basket ma anche dello sport in generale frega poco, nonostante la quantità di canali.
La RAI che da servizio pubblico dovrebbe imporsi, in passsato si è già resa protagonista di epic fail, tipo interrompere la diretta di una partita di basket nel finale per qualche altro evento subentrante.
Per cui preferivo Eurosport player, ed ora DAZN, che ti mostrano tutte le partite di ogni squadra, dalla Supercoppa alla LBA, all’Eurolega, chiedendo in cambio un prezzo equo, molto più basso di quanto la stessa DAZN richiede per il solo campionato di una squadra di serie A, escludendo le partite di Champions Leaugue.