Olimpia Milano, pazzesco: lo Special Team U18 trionfa a Valencia

Alessandro Maggi 12

L’Olimpia ha vinto a Valencia un torneo che comprendeva alcune delle migliori squadre del continente ma segnatamente Real Madrid e Barcellona

Olimpia Milano Special Team U18

E’ stata una settimana incredibile, al di là di ogni più rosea previsione. L’Olimpia – in versione Under 18 quindi senza poter utilizzare Riccardo Casella, Davide Toffanin e Leonardo Van Elswyk che compongono una parte del gruppo della Under 19 Campione d’Italia in carica – ha vinto a Valencia un torneo che comprendeva alcune delle migliori squadre del continente ma segnatamente Real Madrid e Barcellona. A questi livelli, reclutando in tutto il mondo, sono generalmente imbattibili. Non è un caso che lo scorso anno l’Olimpia venne battuta nella finale della Next Gen di Belgrado dal Barcellona ed eliminata a Berlino dal Real Madrid. Ma non questa volta. L’impresa di Valencia è arrivata senza scorciatoie ovvero superando il Barcellona in semifinale – gara ribaltata tra la fine del terzo e l’inizio del quarto periodo – e il Real Madrid in finale, in una partita praticamente sempre comandata. Bisogna aggiungere che l’Olimpia ha vinto con una squadra tutta italiana, coltivata in casa: Omar Karem, playmaker della Nazionale marocchina, è nato e cresciuto a Milano; Baptiste Chauveau è francese ma anche lui cresciuto a Milano. Ecco perché si tratta di un successo che vale tantissimo e premia gli sforzi della società e degli allenatori, a cominciare ovviamente da Michele Catalani. Per alcuni di questi giocatori si tratta della naturale prosecuzione di un percorso straordinario: Ceccato, Garavaglia, Lonati e Suigo hanno vinto la Next Gen, il titolo Under 19, la medaglia d’argento mondiale con la Nazionale ora continuano a vincere, giocando con lo spirito di chi ogni volta va in campo dimenticandosi di quello che ha fatto nelle settimane, mesi precedenti.

Durante la semifinale con il Barcellona, il commentatore tecnico spagnolo “BasketCanteraTv” ha definito “incredibile come Milano riesca a stare davanti a dispetto della differenza fisica”. Con Gigi Suigo gravato di quattro falli nel cuore del terzo quarto, l’Olimpia ha tenuto, rimontato e allungato con quintetti stile “smallball”. Quando Suigo è rientrato non ha commesso errori, ha centrato una tripla, convertito un alley-oop di Lonati e timbrato il proprio ruolo nella vittoria. A fine gara, intervistato, Catalani aveva presentato così la finale: “Il Real Madrid ci ha battuto di venti punti, ma conosco abbastanza i miei ragazzi da sapere che domani verranno pronti a giocare”. Non solo erano pronti a giocare hanno addirittura vinto.

Senza Casella, che di questo gruppo normalmente è il playmaker e uno dei tiratori più efficaci, l’Olimpia ha giocato dividendo i compiti di regia. Hanno portato palla Lonati, Ceccato e ovviamente Karem, partito dalla panchina, ma sul parquet per quasi 29 minuti di una finale giocata con intensità estrema e al meglio. Suigo e Lonati hanno giocato 38 minuti, Garavaglia 37. E l’hanno fatto da leader: Suigo ha chiuso con una doppia doppia; Lonati è stato il primo realizzatore di squadra con 17 punti; Garavaglia, il tuttofare della squadra, ha finito con cinque assist, quattro palle rubate e due stoppate. La sua reputazione di difensore di calibro internazionale lo precede. In finale, ha aggiunto 13 punti. Mattia Ceccato, ragazzo siciliano prelevato due anni fa nell’hinterland bolognese, ha giocato un’altra delle partite che avevano fatto di lui la rivelazione dei Mondiali Under 17, ovvero di efficacia impressionante. Infatti: 1/1 da due, 3/4 da tre, tre palle rubate.

Volendo, l’impresa della semifinale contro il Barcellona è stata ancora più clamorosa: i blaugrana hanno vinto a rimbalzo 62-38; hanno conquistato 25 rimbalzi d’attacco e raccolto 23 punti a otto dalla linea di tiro libero. Per batterli, è stata necessaria una prova chirurgica: l’Olimpia contro la fisicità avversaria ha chiuso perdendo solo otto palloni, forzando 21 palle perse e tenendo il Barcellona a 2/21 da tre. Nel momento cruciale della gara, Guglielmo Youssef, altro ragazzo cresciuto nel minibasket Olimpia, Campione d’Italia Under 15 nel 2022, ha centrato dall’angolo una tripla letale, spaccagambe. E Garavaglia con una palla rubata e una schiacciata in contropiede ha demolito le rimanenti velleità del Barcellona che per sette minuti ha segnato solo dalla linea di tiro libero mentre era l’Olimpia a dettare i ritmi.

L’Olimpia era venuta a Valencia per testarsi al massimo grado di difficoltà, con un roster che non poteva essere quello costruito. Ha cominciato sgominando lo Zalgiris, tradizionalmente forte, nella gara in cui Suigo ha catturato addirittura 21 rimbalzi. Nel secondo incontro nel girone, nella giornata con due gare consecutive, una la mattina e l’altra la sera, aveva dovuto subire la superiorità fisica e la profondità del Real Madrid. In realtà, il meno 21 conclusivo, era stato molto bugiardo. Pari all’intervallo, aveva addirittura allungato nel cuore del terzo periodo prima di affondare, cinque punti nel quarto conclusivo. Ma per 26-27 minuti, l’Olimpia era stata alla pari dello squadrone di Madrid. La sera stessa, è arrivata la cruciale vittoria sulla Joventut Badalona, necessaria per avanzare in semifinale. Tre punti di scarto ma comandando sempre e ricavando la prestazione più incisiva di Omar Karem, 19 punti. Poi le due imprese che hanno trasformato il viaggio in terra valenciana in un trionfo.

IL ROSTER DELL’OLIMPIA – Omar Karem, Alessio Trezzi, Baptiste Chauveau, Riccardo Forini, Guglielmo Youssef, Luigi Suigo, Achille Lonati, Diego Garavaglia, Giovanni Cortellino, Mattia Ceccato, Mattia Grassi, Federico Pillepich. Allenatore: Michele Catalani.

12 thoughts on “Olimpia Milano, pazzesco: lo Special Team U18 trionfa a Valencia

  1. Avendo fatto parte del movimento giovanile Olimpia del “mondo che fu” (1984-1988, gestione Crespi, Saibene, Casalini e prep atletica Trachelio), queste a mio avviso sono indicazioni importantissime di un lavoro serio e di un’organizzazione che alla base ha fondamenta solide. Non sarebbe così se vi fossero altri risultati, sopratutto in estensione europea.

    Contrasta un po’ con le mie critiche (che qui ammetto) di investimento e, parzialmente agli ultimi due anni, gestione del pro team, ma mi sento in obbligo di spezzare una lancia a favore di un processo che sta dando risultati importanti nelle giovanili. E’ ineccepibile mi sembra.

    E’ tra l’altro indubbio che avere un movimento di sviluppo giovanile importante aiuti il club sia direttamente (reclutamento) che indirettamente (brand). Quindi, congratulazione a tutti i coach e staff tecnico (da U15 sono a U19) e indirettamente a Messina per avere continuato la tradizione e continuato a costruire una mentalità vincente nei nostri ragazzi. E’ a mio avviso un risultato importante e che vale la pena sottolineare.

    1. Messina ha fatto compiere uno step importante al club dal punto di vista dell’organizzazione a qualsiasi livello, come testimonia ogni persona che ha a che fare con il mondo Olimpia.
      I risultati della prima squadra purtroppo non sono sempre in linea con le aspettative.
      Poi si può parlare tranquillamente e garbatamente di Milano e di Messina, come fai tu e pochi altri, oppure spargere odio e commentare con acredine, come purtroppo fanno molti.

  2. Ciao Mauro C, che tempi quelli
    Quante ore con il Trak in attrezzistica
    Io sono arrivato poco prima di te e sono durato meno: 1983-1984, allievi e cadetti, coach Barbara
    Quanta nostalgia

  3. Mi dispiace raffreddare gli entusiasmi e il candore che leggo nei commenti qui sopra, ma per completezza d’informazione va detto che questi ragazzi, oggi 18enni, cinque anni fa ne avevano 13, quindi erano già nel giro Olimpia prima dell’arrivo di Messina, secondo un programma di reclutamento peraltro ottimo, che già esisteva ed esiste ancora, al quale va riconosciuto il giusto merito per tutti quelli che se ne occupano e l’hanno fondato, liberando così i nostri commenti dalla vanità indulgente di assegnare il merito al proprio beniamino, che in questo caso ne ha pochissimo, forse niente.

    Insomma è l’Olimpia Milano, non l’Armani Messina ad aver creato il settore giovanile e a tenerlo in vita.
    Dopo tanti anni di esistenza, finalmente si vedono dei risultati a livello giovanile, non è giusto attribuirne il merito all’ultimo arrivato, invece che a quelli l’hanno creato e ci lavorano, di cui non conosciamo nemmeno i nomi, per dire, ma per favore almeno non lasciamoli vampirizzare dal culto di Messina.

    1. L’ha detto Armani in persona che è stato Messina a cambiare l’organizzazione anche del settore giovanile, dando ad esso una svolta importante; Messina che poi ovviamente è solo l’apice di tutta un’organizzazione che sta sotto ed a cui spettano in larga parte i successi ed i miglioramenti dei ragazzini Olimpia dato che chi ne fa parte sono coloro i quali lavorano fisicamente sul campo con i ragazzini, per il resto continua pure a straparlare di beniamini e di Armani Messina.

      1. Cap sei un tenerone! È una cosa buona.
        Ti pare che Armani sia obiettivo verso il suo pupillo al quale ha affidato quest’impresa sportiva nonostante tutto?
        Dai.

        Il reclutamento dell’Olimpia sul territorio milanese, costruito attraverso accordi con tutte le società del bacino esiste da moooolto prima dell’arrivo del culto di Messina.
        Attribuire il successo a lui secondo me è fare un torto a chi l’ha ideato e ci ha lavorato.

      2. Ah be, sei obiettivo tu…
        Il reclutamento è una cosa, il far rendere i ragazzi, farli crescere sia dal punto di vista cestistico che umano, il mettere a loro disposizione figure competenti e corrette, spazi e risorse, selezionare adeguati responsabili del settore giovanile in base alla fascia d’età dei bambini, impostare una tipologia di lavoro etc.etc. etc. è ovviamente ben altra cosa.
        Ma non ci sarebbe nemmeno bisogno di specificarlo, se non ci fosse la completa mancanza di obiettività dovuta all’acredine continua che bisogna gettare sulla figura di Messina che impedisce di esprimere un qualsiasi elogio circa l’operato che sta facendo nella società Olimpia.
        Meno male che esiste l’utente Mauro C ed altri pochi come lui, che esprimono sia critiche che apprezzamenti, quando dovute le prime e quando dovuti i secondi, sempre in maniera garbata e costruttiva.

      3. Hai detto bene: Mauro C esprime sia critiche sia apprezzamenti, a differenza di te che in 5 anni non hai MAI e sottolineo MAI mosso una sola critica a Messina nonostante gli ultimi due anni colmi di disastri europei. Mauro C esprime i suoi concetti in modo gentile e garbato e sopratutto non si dimostra saccente nei confronti di chi la pensa diversamente da lui. Tutto il contrario di te che ti credi depositario della verità. Ma che te lo dico a fare…

      4. Davide Losi, dirigente responsabile del vivaio Olimpia, intervista a febbraio 2024: “Vi sono state 2 svolte recenti nel settore giovanile Olimpia, al prima 11 anni fa con l’apertura del minibasket che ha permesso un contatto capillare con il territorio, la seconda con l’arrivo di Messina e Stavropoulos che hanno posto grande attenzione da parte del vertice della società sul vivaio.”

        Michele Catalani, guida del settore giovanile Olimpia, intervista a maggio 2024: “Stiamo investendo molto sui nostri ragazzi, è un programma nuovo voluto da Messina con l’intento di dare un’impronta diversa, un impulso; siamo concentrati su programmi individuali di sviluppo”.

        Poi se bisogna per forza negare, pur di non fare un elogio che sia uno, è un altro discorso.

  4. L’idea che Messina stia creando soprattutto un culto della sua persona – mirato a prendere le redini del basket italiano – che quindi sia conveniente elogiarlo e mai criticarlo per chi sta dentro l’ambiente, non ti sfiora nemmeno?
    A me pare invece evidente.

    Giocatori che non ha mai fatto giocare, che si dicono felici di averlo avuto come allenatore, ex giocatori che esprimono pronostici improbabili a suo favore, uno stupidotto suo attuale giocatore che ritiene sia necessario dichiarare quale sia il proprio ruolo, invece di lasciare fare al campo, e tutto l’ambiente che si tiene buono questo personaggio, Messina, di grande e indubbio potere, di capacità sportive passate, narcisista al punto da lavorare sodo e duramente per imporre il proprio culto.

    Ce ne sono tanti altri che hanno creato il proprio culto nella storia europea, e che purtroppo sono durati decenni.
    Noi speriamo di cavarcela con un paio di altri anni al massimo 😞

    1. Ma per favore… ma ti rendi conto di ciò che scrivi? Penso proprio di no, a questo punto.

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