Il Corriere dello Sport e la storia: Messina, dalle stelle alle stalle

Il Corriere dello Sport ieri in edicola titolava: «Messina, dalle stelle alle stalle». Sottotitolo: «Il rapporto con il pubblico bianconero si è incrinato negli anni»

Ettore Messina

Il Corriere dello Sport ieri in edicola titolava: «Messina, dalle stelle alle stalle». Sottotitolo: «Il rapporto con il pubblico bianconero si è incrinato negli anni, ma il suo contributo alla bacheca è oggettivo: tra il 1990 e il 2002 vince ben 10 titoli».

L’articolo rientra in una serie di speciali dedicati alla storia della Virtus Bologna: «Un palmares di questo tipo, senza contare tutte le finali perse, dovrebbe porlo nell’Olimpo della storia bianconera, ricordando anche che il pubblico invase il campo per non fare disputare una gara interna contro Trieste quando Messina fu esonerato nel 2002 dall’allora presidente Madrigali e solo un duplice intervento di capitan Rigaudeau permise di liberare il campo e il regolare svolgimento della gara. 

In realtà, la storia successiva, ne ha fatto un personaggio oggi inviso alla maggior parte degli appassionati bianconeri e non per essere l’allenatore degli avversari storici dell’Olimpia Milano; era successo all’amatissimo Dan Peterson di fare, anzi in quel caso direttamente, il salto da Bologna a Milano dove rimase anni cogliendo grandi successi, ma mantenendo sempre il rispetto massimo da parte del pubblico bolognese».

12 thoughts on “Il Corriere dello Sport e la storia: Messina, dalle stelle alle stalle

  1. Stavolta prendo la difesa d’ufficio di Messina.
    Quest’uomo avrà tutti i difetti del mondo ma non ha tra questi pure la piaggeria.

    Cosa che al contrario si può dire tranquillamente del piccolo grande Dan.
    Sempre bene attento a mantenersi in una posizione buona per tutti e per tutte le stagioni,in altre parole (affettuosamente)un bel paraculo.

    Quanto alle stalle quelli che ci sono finiti sono unicamente quei poveracci dei tifosi bolognesi ,in alcun modo riconoscenti per chi aveva portato la loro squadra ai vertici assoluti del basket europeo.

  2. Non seguivo le vicende interne della Virtus in quegli anni, quindi non ho elementi oggettivi per giudicare le reazioni del suo pubblico.

    Posso solo dire che non mi stupisce per niente la profonda antipatia che i tifosi bolognesi, molto appassionati, hanno verso di lui.

    Nonostante le vittorie importanti che ha realizzato da loro.
    Pensa quindi alla scia che lascerà da noi – perché prima o poi lascerà, no? – alla scia che lascerà da noi dove ha vinto solo scudettini, appena il pubblico milanese che appassionato è molto meno, si renderà conto della tristezza in cui ci ha portato questo tristissimo, antipaticissimo personaggio in declino totale.

    1. Ennesimo commento prevedibilissimo, scontatissimo e noiosissimo.

      Nel 2017, quando Bucci lo invitò ad assistere alle finali di A2, Messina ricevette un’ovazione dai tifosi della Virtus.
      Nel 2019, quando per la prima volta sulla panchina di Milano giocò a Bologna, ebbe una calorosa accoglienza da parte dei tifosi Virtus che ringraziò pubblicamente (e la Lega basket fece un video apposito a riguardo).
      Chissà perché poi, quando ha iniziato a vincergli in faccia 3 “scudettini” di fila, allora hanno cambiato atteggiamento…

    2. fortuna che abbiamo ancora davanti agli occhi i grandissimi risultati europei raggiunti dai vari Scariolo, Pianigiani o Repesa…
      la tristezza la leggo nei vostri commenti in cui siete divisi fra chi tifa Messina e chi lo odia anzichè capire che bisogna tifare la squadra e non i giocatori o il coach…

    3. La tua antipatia per Messina che ti rende cieco e che ti porta a fraternizzare con i deficienti della curva Virtus.

  3. Ok, si riferisce ad una parte della storia Virtus, ma, nei fatti, si potrebbe ctrl+v per trasporre il tutto nell’odierna “epopea” Olimpia; Messina inviso ai più degli appassionati Olimpia? Su ROM probabile, nella realtà forse no, perché la mancanza di consapevolezza dei tifosi milanesi è tale (per il modo in cui si vive il basket da noi) da impedire loro una seria analisi di come stanno le cose (e non suoni a presunzione questa mia considerazione)

    Per molti di quelli che vanno al Forum l’Olimpia è importante……ma non troppo, e Messina è importante…..ma non troppo

    1. Questa tua seconda frase è l’approccio che la maggioranza dei tifosi hanno e che credo dovrebbe essere l’essenza dello sport : è importante partecipare, lottare e poi se non si vince pazienza. Ti consiglio di leggere le ultime interviste di Velasco.
      Ma tu scambi questo accettare il verdetto come una mancanza di consapevolezza, come un vivere lo sport in modo sbagliato.
      Questione di approcci

      1. Sbagliato o giusto che sia, e sto parlando della lettura che tu dai a quello che dico( è una tua interpretazione, potrebbe non essere quello che io intendo), un tifoso potrà pur pensare che con un determinato allenatore alla guida si va a sbattere come negli ultimi due anni, senza venir tacciato di mancanza di senso dello sport, aspettando che l’ineluttabile accada….

        In fondo il blog vive di parole e pensieri…..

  4. Probabilmente per la maggior parte di quelli che vanno al Forum manco esiste l’Eurolega e forse neppure la coppa Italia,diversamente qualche isolato fischio avremmo dovuto sentirlo.

    Pare quasi di assistere ad una di quelle stupende parate pubbliche nella democratica Corea del Nord,dove tutti sorridono ed applaudono inebetiti senza quasi capire quello che gli gira intorno.

  5. Dopo che ho visto i tifosi (anche se solo una piccola parte) fischiare e denigrare quella leggenda rossonera che è Paolo Maldini alla sua ultima partita, non mi stupisco più di nulla per l’atteggiamento pro o contro dei tifosi.

    Tra Messina e Bologna non conosco le dinamiche dei rapporti. A Milano Messina si sta facendo abbastanza malvolere, oltre che per il doppio ruolo, anche per l’atteggiamento dittatoriale con cui tratta giocatori e stampa, il tutto senza vincere una beata mazza di quello che si era ripromesso di vincere venendo in Olimpia.

    Non penso che tra i tifosi di una società tenuta in ostaggio (Armani) e il sequestratore (Ettore Messina) possa accendersi la fiamma dell’amore o anche solo dell’umana simpatia. Quando se ne andrà non ci sarà odio, solo l’indifferenza dell’oblio.

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