Zach LeDay, una garanzia e un cuore Olimpia Milano. Ma serve il tiro da 3

Non sarà mai Nicolò Melli, ma Zach LeDay a Milano è… Zach LeDay. Un ritorno pesante, un giocatore mai dimenticato

Zach LeDay

Non sarà mai Nicolò Melli, ma Zach LeDay a Milano è… Zach LeDay. Un ritorno pesante, un giocatore mai dimenticato. Il miglior sostituto possibile nel sistema di Ettore Messina. “Zainetto” è tornato.

Il ritorno di Zach LeDay

Zach LeDay a Milano è una colonna. Una sola stagione, una delle tante intuizioni importanti della prima Olimpia di Ettore Messina. Con Kevin Punter, con lo stesso Shavon Shields.

Classe 1994 di Dallas, quando arrivò in biancorosso LeDay era un giocatore senza ruolo. Un po’ ala, un po’ centro, il nazionale azero era stato scaricato dall’Olympiacos nonostante una stagione da 10+4 in EuroLeague, e liberato facilmente dallo Zalgiris dopo un 12+5.

In biancorosso l’impatto fu clamoroso. Difensore roccioso, faticatore, uomo dell’iconico canestro vincente di gara-1 playoff con il Bayern (decisivo con la stoppata nel finale di gara-5 di Hines), 15+6 in LBA e 10+5 in EuroLeague.

Un simbolo, con quel suo zainetto un po’ così, con la sua dedicazione al gioco, con il suo costante studio di avversari e opportunità. Un giocatore rotondo, che rispecchiava i valori della lotta propria del club, e che si perse come tanti altri nelle finali scudetto con la Virtus.

Sia chiaro. Non andò via per lasciare spazio a Nicolò Melli, ma a Dinos Mitoglou. Ettore Messina voleva alzare i centimetri e avere al tempo stesso un tiratore più affidabile, ma perse valori difensivi. E anche altri valori, a dire il vero. 

A Belgrado, LeDay si è consolidato. Sempre in doppia cifra in EuroLeague in tre stagioni, sempre sopra i 5 rimbalzi di media. E con tanta voglia di tornare a Milano dove, in fin dei conti, vinse solo Coppa Italia e Supercoppa.

Ora la strada riparte. Al fianco di Nikola Mirotic, per dare solidità difensiva, ma anche per alzare necessariamente la percentuale da fuori giocando con due centri “tradizionali” come Nebo e McCormack. LeDay, nel caso, sarà anche pivot nei quintetti piccoli, ma deve ritrovare mano da fuori.

Con l’Olimpia era 46.6%, poi è sceso sino al 38.4%. Nel 2023-2024 ha tirato con il 36.2% in EuroLeague, 21/58, contro il 38.7% di Melli con 29/75, non certo in una stagione da ricordare per il capitano di Italbasket.

Ecco dove Zach LeDay dovrà crescere, per essere ancora più un fattore. 

12 thoughts on “Zach LeDay, una garanzia e un cuore Olimpia Milano. Ma serve il tiro da 3

  1. Zach zainetto LeDay sarebbe capace di farci innamorare di nuovo, come ha fatto quattro anni fa.
    Speriamo che lo faccia.

    Perché c’è una criticità che vedo, alla quale secondo me bisogna accennare, per quanto sgradevole: l’Armani Messina nella quale torna a giocare non è più quella energica e ambiziosa, unita e capace di superarsi, con la voglia di superarsi che ha lasciato lui.

    È oggi un ambiente scontento e depresso, in cerca di una direzione, col gruppo da formare, un ambiente deluso dal campo che cerca di convincersi che la felicità è nelle cose piccole, negli obiettivi minori, ma spende quanto quelli che giocano per vincere.
    Un ambiente difficile, triste, comandato da un uomo che crede ormai più nelle dichiarazioni stampa che nei propri mezzi.
    Un uomo inferocito e stressato dalle delusioni.
    Una Sherazade che ha incantato il sultano, e ci tiene ostaggi nella mediocrità.

    Un ambiente diverso da quello che ha lasciato Zach zainetto LeDay. La criticità è che il gorgo creato da Messina risucchi anche lui, il suo carattere stellare, l’entusiasmo che ci ha fatti innamorare.

    Se invece grazie alle scommesse che sono le novità del prossimo anno, la squadra si compatterà e troverà l’energia vincente, allora Zach si potrà esprimere, e noi con lui!
    Forza Olimpia! (Lasciamoci dietro l’Armani Messina).

  2. Un intuizione importante di Messina a tal punto che è stato scaricato dallo stesso dopo un solo anno nonostante avesse fatto bene. Un vero e proprio genio.

    1. Io farei fatica a tornare a lavorare per un coach che mi ha cacciatore pochi anni fa, con modalità discutibili

      1. Neanche io ci sarei tornato perché quando una porta si chiude si chiude. Evidentemente non aveva altre offerte migliori o per lo meno non da top club.

  3. Non lo sarà mai, infatti in EL ha stat molto migliori.
    Si, lo so, le statistiche non contano niente….
    Comunque tra Melli che chiede 2,5 Milioni e che con Olimpia sembra passare per una porta girevole e Le Day del quale non conosco le cifre ma posso pensare siano vicine al Milione prendo sempre Le Day, con quello che mi avanza ne prendo un’ altro forte, forte.

  4. @palmasco dubito l ambiente sia scontento come tu scrivi, anzi a me sembra bello carico e pimpante, d’altronde sono rimasti solo Shields e Mirotic più 5 italiani su 6, tutti con il loro stipendio garantito e puntuale e gli altri sono tutti nuovi, quasi tutti giovani e di belle speranze.
    Arrivando a Zac Zainetto, ha tiro dalla media affidabile che parte da zone in cui c’è poca abitudine a difendere e qui credo il nostro può fare una gran differenza.

    1. Ciao orlandoilrosso sono abbastanza d’accordo con te, ma con una piccola differenza: mi sembra che pimpanti siamo noi tifosi, più che la squadra, riuniti a commentare, e che carichi siamo noi tifosi, carichi di speranza che le scommesse della prossima stagione funzionino, che la squadra torni a giocare e a competere, grazie a Messina o malgrado Messina, non importa.
      Che torni a farci emozionare, che mostri voglia.

      Che sia carico e pimpante l’ambiente squadra non so, e ho dei dubbi.
      Per i nuovi infatti venire a Milano è finire in serie B, inutile negarlo, dodicesimi senza speranza da due anni a questa parte, nonostante che le star non mancassero.
      E, senza volere essere presuntuoso, mi pare di potere azzardare che nelle pieghe dei discorsi dei giocatori tra di loro, finire sotto Messina non sia eccitante – aldilà delle dichiarazioni pubbliche di facciata, peraltro quasi tutte solo degli italiani…

      Lo staff cambia a ogni giro di trottola, i giocatori cardine se ne vanno, i risultati non sono venuti, e certo gli argentini e i macedoni non vengono per vincere lo scudetto italiano, ma per mettersi in mostra e finire da qualche altra parte più attrezzata (sic).

      Le motivazioni quindi mi sembrano tutte individuali, il focus sul rendimento personale.
      Questo non solo rende difficile l’amalgama di squadra, ma potrebbe pesare sugli umori di squadra in un ambiente che di certo non è felice di come ha performato.
      Aggiungi che Messina ha dato e dà chiari segni di subire la pressione, di stress, e fatico a essere ottimista come te sul tono emotivo della squadra.

      Noi tifosi no, anch’io ci sento carichi e pimpanti 😀

  5. Parliamoci chiaro, il vantaggio che dava Melli era il fatto di essere italiano.
    A livello di EL, dove il passaporto non conta, non mi pare proprio che il rendimento di Leday sia inferiore a quello di Melli, anzi.

    1. Melli negli ultimi due anni in EL ha giocato prevalentemente da centro e non nel suo ruolo naturale perché il centro puro non era considerato da sua maestà Messina. Nel suo primo anno che aveva giocato nel suo ruolo perché Hines era tre anni più giovane di adesso e ce la faceva ancora a reggere l’urto siamo arrivati ai PO di EL.
      Melli era un titolare mentre Leday è la riserva di Mirotic.

      1. Il problema è che Melli non poteva fare la riserva di Mirotic, per ovvi motivi sia di nome che di ingaggio
        A mio parere, per questo ruolo Zac è più funzionale
        Peraltro, con Leday titolare siamo arrivati alle F4
        Io non lo vedo proprio come un downgrade

      2. Che poi già il fatto che Melli viene considerato un titolare mentre Leday una riserva ti fa capire la differenza di valore tra i due.

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