Correre e difendere. Gli antidoti alle insidie del nuovo progetto Olimpia Milano

Un’Olimpia Milano che dovrà riscoprire il piacere della corsa. Alzare il ritmo per sfruttare al meglio il nuovo potenziale

Un’Olimpia Milano che dovrà riscoprire il piacere della corsa. Alzare il ritmo, conservarlo a lungo senza viverlo a tratti, per sfruttare al meglio il nuovo potenziale. Pare questa la missione 2024-2025, e ancora una volta dovrà partire dalla difesa.

Correre, e difendere

Una Milano più divertente, di certo costretta ad essere più veloce. In attesa che si chiuda il mercato estivo, e uno sconfinamento autunnale non è escluso, le caratteristiche del team di Ettore Messina paiono comunque delinearsi.

Un’Olimpia di livello più basso rispetto alla passata stagione? Perdere Melli indubbiamente lascia il segno, ma al suo posto arriva un giocatore già testato dal sistema Messina, ovvero Zach LeDay. E sulle tracce di Alex Poythress, selezionato in fretta e furia durante la scorsa Summer League di Las Vegas visti i dubbi su Ismael Kamagate, ora c’è Josh Nebo, uno dei migliori tre centri d’Europa ad oggi con Lessort e Tavares. Almeno parlando del rendimento dell’ultima EuroLeague.

Si è messa una pezza, forse di più, mentre in regia ci sono basi più promettenti. Non solide, perchè l’esperienza latita, ma certamente Nenad Dimitrijevic parte con maggiore fiducia intorno a sé rispetto a Kevin Pangos, mentre Leandro Bolmaro ha superiore considerazione in Europa rispetto a Maodo Lo.

Dovranno ovviamente crescere, soprattutto Dimitrijevic, alzando il livello del gioco dopo due anni di VTB e al tempo stesso preferendo la regia alla realizzazione. Ma si dovrà, appunto, alzare il ritmo: per Leandro Bolmaro, che legge il gioco molto meglio in campo aperto, per sfruttare il rollante Nebo in avvicinamento e sopra il ferro. 

E per coinvolgere i tiratori, Armoni Brooks e Fabien Causeur; usufruire di Shavon Shields a giochi già iniziati e non solo a giochi rotti; innescare Stefano Tonut dal lato debole e sfruttare in situazione dinamica gli isolamenti di Nikola Mirotic.

Sono solo alcuni esempi, per dare il senso di un progetto nuovo, ricco di promesse ma anche insidie, e che comunque partirà dalla difesa. Dove si registra forse l’addio più pesante, con Kyle Hines, che è Devon Hall.

Ovvero l’equilibratore che poteva fungere da appoggio ai portatori in attacco, ma anche il difensore atletico ed esperto del sistema Messina che garantiva protezione a Shabazz Napier. Ecco perché servirà anche un passo indietro da Shavon Shields, in attacco meno accentratore, quindi chiamato ad un rinnovato impegno difensivo.

Una questione di equilibrio, che l’ex Trento dovrà garantire con Stefano Tonut, credibilmente inseriti almeno in avvio di stagione nel primo quintetto con Real Neno, Mirotic e Nebo, quindi con l’ex Maccabi a coprire anche le falle della stella montenegrina.

E’ il gioco degli equilibri, perchè per correre tutto nasce dalla difesa e dal controllo dei rimbalzi. Saranno gli ultimi due innesti a garantire la cifra definitiva del potenziale a disposizione.

21 thoughts on “Correre e difendere. Gli antidoti alle insidie del nuovo progetto Olimpia Milano

    1. Come negli ultimi 2 anni in EL. Ma si sa che tu ti diverti a prescindere perché ormai ti sei abituato alle figuracce.

    2. Hai fatto dell’ottimismo una scelta di vita e questo è buono, peccato che, se nella nostra vita noi abbiamo la capacità di influire positivamente nel l’andamento della stessa; non credo che altrettanto si possa fare, perché non dipende da noi purtroppo, nella conduzione di un grande team quanto l’Olimpia aspira essere; ma, tu dici, li , siamo a posto, essendoci il grande coach Messina …..

  1. La difesa è il credo di Messina, lo è sempre stato.
    Non in senso “trapattoniano”, questo è importante dirlo, cioè nel senso di prenderne uno di meno di quelli fatti, ma invece la difesa come motore di un attacco veloce che impedisce all’avversario di schierarsi, quindi favorisce canestri facili.
    L’ha detto in tante interviste, sul campo non sempre gli è riuscito, ma l’idea di fondo è quella, ed è un’idea buona.

    Non si capisce quindi la scelta dei giocatori che ha fatto negli anni.
    Finché aveva Melli e Hines, poteva forse permettersi di sguarnire la linea dei difensori esterni, perché dietro aveva due lettori intelligentissimi, in grado di far funzionare il sistema – e comunque bisogna ricordare che Shields è tra gli esterni un gran difensore.
    L’abbiamo visto per esempio costretto sui play più pericolosi delle squadre avversarie.
    Dico costretto perché non puoi chiedergli di difendere sull’esterno più pericoloso, e poi anche di essere il generatore pressoché unico del tuo attacco, e il risolutore delle situazioni a giochi rotti – utilizzandolo tra l’altro per minutaggi vicini ai 30 minuti…

    Se la difesa chiamiamola dinamica? di Messina è quella che ho cercato di inquadrare, che senso ha, allora, perdere Melli?
    Mirotic al suo posto come difensore sarà un disastro, e il suo cambio, Zach Zainetto LeDay per quanto amatissimo da tutti noi, difende bene sull’uomo, ma del sistema difensivo capisce poco – anche perché di solito non gli era stato richiesto.
    E forse questa capacità scarsa di leggere il sistema difensivo nel suo complesso è il motivo principale per il quale Obradovic l’ha lasciato andare. Non so, non ho elementi, una mia pura speculazione.

    Agli esterni quindi è richiesto stavolta un livello difensivo altissimo, perché dietro siamo molto meno solidi.
    Se qualcosa passa, Nebo in difesa farà la fine di tutti i lunghi che l’hanno preceduto, carico di falli subito e inefficace.

    Resta che Shields è un ottimo difensore, Bolmaro pare che lo sia, almeno dal punto di vista dei mezzi atletici e fisici, Dimitrijevic vedremo, sulla carta potrebbe esserlo.
    Un possibili cambio d’assetto quindi, più forti in difesa davanti, più esposti dietro, più soggetti alle squadre coi lunghi forti, e ce ne sono.

    Dell’attacco che ne dovrebbe conseguire, al momento dirò soltanto che nonostante la difesa dinamica sia la fonte carsica e fondamentale dell’idea di basket di Messina, negli anni post-Chacho non si è mai vista la mentalità di correre e battere la difesa prima che si schieri, questo in parte perché ne sono mancati gli uomini, e qui c’è da chiedersi come mai le scelte di Messina non siano coerenti con le sue idee fondanti, in parte perché mi pare che il nostro coach tutto fuffa e poca sostanza, come atteggiamento sia un po’ disconnesso da quello che pensa.

    Concludo: ci sono tre scommesse in ballo, che ho già elencato e non mi ripeto.
    Se funzioneranno per me i play in dovrebbero essere una certezza con la possibilità di una sorpresa eccezionale con ingresso diretto ai play off.
    Speriamo di vederlo!

    1. Il coach tutto fuffa e poca sostanza quando (ovvero molto di rado) ha avuto l’organico a pieno regime ha battuto sistematicamente la Virtus in finale scudetto e due anni fa ha pure rischiato di rientrare nel treno dei PO. Fare tre quarti di stagione con tre titolari (nonché i principali attaccanti) fuori uso forse è una cosa gestibile nel tuo mondo di derealizzazioni sistematiche, in quello reale renderebbe difficile la stagione di qualunque squadra sprovvista del roster di Pana e Real.

      Melli non l’ha perso Messina, che voleva rinnovarlo, è stato Nick a rifiutare un’offerta inducendo Milano a non aspettarlo oltre, principalmente perché vive male la coesistenza con giocatori più forti di lui nel suo ruolo. Vero grande limite di un giocatore fantastico che da due anni, non certo per colpa di Messina, al limite dell’usura da età e della sua scelta di dare sempre il 200% fra club e nazionale, in Eurolega vive periodi da incubo. È chiaro che con questo roster la filosofia di gioco di Messina varierà. Come e con quali risultati lo vedremo, certi che voi quattro troll in età da RSA non vediate l’ora che Milano perda partite in serie per tornare a vomitare infamie su allenatori, giocatori e dirigenti. Ognuno si gratifica come può.

      1. Livore? Astio? Tu perfettamente fotografi i sentimenti che sviluppi contro quelli che tu chiami 4 troll (in verità lo storico troll di ROM è uno e solo uno, e, a questo punto, aggiungerei, guai chi ce lo tocca), è quel malessere che ti fa diventare così arrogante e offensivo (e potresti non esserlo)

        Quanto alla dualità Mirotic-Melli, io sono convinto che con Mirotic e la sua propensione e attitudine che mostra sul campo, comprensiva anche certo del talento che possiede, ma senza le caratteristiche di uno come Melli, non si vince l’Eurolega; certo, vale anche il contrario, è per questo che il binomio andava implementato e arricchito, non scisso, di qualsiasi la colpa ne sia

      2. Messina, voleva rinnovare Melli, ad aprile…dopodiché, in un’intervista, il capitano ha detto che, il suo rapporto con il coach, nonché, presidente operativo, è stato, a volte, ” distruttivo “. E, questo, un comandante supremo, non può assolutamente, tollerarlo. Chiusa la porta in faccia, in 45 secondi, senza alcun margine, di trattativa. E pensare che, la scorsa estate, ha aspettato, per tre settimane, il referendum di casa Napier….

      3. Come al solito hai fotografato bene la verità dei fatti che non saranno certo i pretoriani di Messina a storcerla facendo credere che l’addio del nostro capitano sia dovuto a problemi di coesistenza con Mirotic.

      4. melli ha annullato shengelia……..vedremo sei i tuoi zack e miro sapranno limitarlo……ci mancherebbe non avesse battuto la virtus, l’anno scorso stanchissima dopo un’ottima eurolega, ottima per il suo budget inferiore alla tua squadra, parli sempre di rsa, non e’ che ci sei tu in una rsa ahahahahahah

  2. Per correre in contropiede bisogna rubare palloni e andare forte a rimbalzo.
    Cose pressoché impossibili, insistendo sul cambio sistematico.
    Quella è la prima cosa da cambiare.

  3. @Massimo69 = Esatto. Ma utopia, il solito noto é troppo borioso e saccente per pensare di cambiare. Lui è Mister 38 titoli…non sbaglia mai

  4. Sulla carta

    Bolmaro / Tonut / Shields

    Come tenuta difensiva sugli esterni non sono male

    Sulla carta

  5. Io avrei iniziato questo articolo con:
    vista la squadra che sta nascendo, per la prima volta tutto dovrà partire dalla capacità di saper coinvolgere nel migliore dei modi il talento di Mirotic, Shields e Nebo.
    E spero che questo lo pensi anche lo staff tecnico.

    Invece si scrive: ancora una volta dovrà partire dalla difesa.
    Chiave di lettura particolare visto che nella prossima stagione non ci saranno + Melli, Hines e Hall.
    Hall ricordo unico (unico) degli esterni capaci di difendere sui lunghi avversari (molto meglio di SS), per cui il cambio sistematico dovrebbe essere pensionato.

    Da questi presupposti, spero che Messina sappia mettere in campo idee diverse da quelle viste in questi 5 anni, perchè, ad esempio un centro dinamico come Nebo non l’abbiamo mai avuto , ma affinchè rimanga uno dei migliori di EL anche nella prossima stagione, non gli si deve chiedere di giocare come Hines, in attacco e in difesa, altrimenti vedremo quello che si è già visto con Davies.

    E per la prima volta abbiamo una coppia di play giovane e inesperta.
    Si deve dare loro la possibilità di crescere anche sbagliando. Anche questa è una cosa mai vista negli ultimi anni.

    Se invece di porsi l’obiettivo primario dei PO, si ponesse l’obiettivo di avere una coppia di alto livello nel ruolo di 1 per i prossimi 3/ 5 anni, con Nebo che ha 27 di anni (il famoso asse play-centro) si potrebbe iniziare a gettare le basi per un progetto duraturo.
    Provare a guardare + in là della prossima partita.
    Anche questa sarebbe una bella novità.

  6. “ma certamente Nenad Dimitrijevic parte con maggiore fiducia intorno a sé rispetto a Kevin Pangos”
    Non credo che corrisponda al vero perché quando venne ingaggiato Pangos il sui acquisto fu celebrato da tutti sopratutto dagli addetti ai lavori.

    1. Ovviamente ci si riferisce alla stagione scorsa, la prima in cui Milano ha avuto Pangos dall’inizio. Il Pangos preso dal CSKA era un top player Eurolega ma non è mai sceso in campo, poi è andato in Usa ed è iniziato un declino fisico che ha di fatto consegnato a Milano un giocatore al 40% del suo valore potenziale, continuamente fermo per infortuni (crociato, lesioni muscolari e quant’altro). Lo scorso anno Pangos è rimasto perché nessuno l’ha voluto rilevare e a quel punto è stato giusto provare a dargli una chance commisurata allo status del giocatore, ma è chiaro che i dubbi erano già forti e purtroppo giustificati. Non a caso è andato a Valencia, ha fatto malissimo e si è rotto anche lì.

      1. Pangos prima è andato in America e poi fu preso dal CSKA MOSCA dove non giocò mai a causa dello scoppio della guerra in Ucraina.
        Quando venne ingaggiato da Milano era fermo da mesi.
        Almeno informati prima di scrivere cagate da psicopatico.
        Fare due buone stagioni in squadre di seconda fascia come Zalgiris e Zenit non significa automaticamente essere un top player che tu non conosci neanche il significato. In un top club come il Barcellona dove è stato per due anni nessuno se lo ricorda.

  7. Concordo, @Massimo69.
    Interessante tutto l’ articolo che nette in luce gli aspetti tecnici.
    Il problema che vedo io è quello dei rimbalzi, attività alla quale dovranno partecipare anche i nostri piccoli.
    Vedremo

  8. Sono anni che bestemmio tutti i santi a vedere i nostri lunghi cambiare a 9 metri dal canestro per farsi infilare da gente che gli arriva ai testicoli e i nostri piccoli farsi stuprare sotto il ferro da gente che gli dà 30 cm.
    Basta, veramente basta per pietà, non mi sono rimasti più santi da insultare.

    1. È ovvio che potevi farlo col miglior Hines e poi con Melli, con questo roster no.

      1. Beh, Hines a parte, non è che con Melli fino a un mese fa il cambio sistematico abbia dato risultati straordinari

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