Giorgio Armani: La mia Olimpia con Leo, Ettore e… Nicolò

Giorgio Armani grande protagonista su La Gazzetta dello Sport dopo la conquista dello Scudetto numero 61, il sesto della sua gestione

Giorgio Armani

Giorgio Armani grande protagonista su La Gazzetta dello Sport dopo la conquista dello Scudetto numero 61, il sesto della sua gestione.

SU LEO DELL’ORCO

«Riconosco a Leo una determinazione e una partecipazione uniche. Il suo apporto è sempre fondamentale. Dietro ogni grande squadra deve esserci una grande società sostenuta dalla proprietà e Leo condivide con me questa passione e questo impegno».

SU ETTORE MESSINA

«Non soltanto della squadra ma della società. Lui è un vero leader, ha dato un’impronta organizzativa e il suo staff lo segue. Adesso i ragazzi procedono a occhi chiusi perché si conoscono e sanno cosa vogliono essere. Abbiamo un seguito importante, migliaia di spettatori a ogni partita e abbiamo vinto anche due titoli giovanili. Abbiamo un vivaio meraviglioso che in futuro alimenterà, speriamo, la prima squadra».

SUI GIOCATORI

«Sono legato a tanti giocatori e non mi piace indicarne alcuni rispetto ad altri. Ma tra quelli che non giocano più da noi, penso a Sergio Rodrìguez, che esprime gioia e sono contento che abbia vinto ancora, e Gigi Datome che ho ammirato per la forza con cui ha deciso di smettere dopo aver vinto fanno scorso lo scudetto come miglior giocatore dei playoff. E non posso non citare Nicolò Melli, il nostro capitano che è arrivato da noi giovanissimo ed è qui ormai da otto anni. Lui è l’anima del gruppo».

29 thoughts on “Giorgio Armani: La mia Olimpia con Leo, Ettore e… Nicolò

  1. Mi rendo conto da queste parole che il nostro amato mecenate utilizza parametri di valutazione un po’ diversi dal semplice sostenitore,e non potrebbe essere diversamente.

    Alla fine si tratta di una delle solite interviste ovattate fatte ai potenti che niente aggiungono e niente tolgono alla descrizione di una realtà sportiva che e’ comunque sotto gli occhi di tutti.

    Il signor Bergonzi si e’ certamente ben guardato da entrare in argomenti per così dire,un po’ spinosi,ed alla fine non e’ venuto fuori altro che un pezzo di alta retorica nel quale sono tutti bravi e tutti buoni anche se i risultati del campo ,da almeno un paio di anni ,dicono ben altro.

    Non vado oltre,sono riconoscente a G.A. per l’impegno profuso e l’amore dimostrato ( pure con gli sghei) verso la nostra squadra ma non veniamo fuori che solo per questo non lo si possa criticare.

    Hanno contestato in maniera realmente buffonesca il Papa quei 4 scappati di casa del gay pride a Roma ,presumo che lo stesso diritto di critica sia riconosciuto pure a noi ,soprattutto di fronte a fatti incontestabili.

    1. Sottoscrivo tutte le tue parole .. il non aver citato Hines evidentemente indica che i criteri di valutazione di Re Giorgio sono diversi dai nostri e Hines è di poche parole.

      Una cosa però vorrei aggiungerla, mi sembra che sia in corso un’opera di accerchiamento, di convincimento, di coccole e di riconoscenza verso Melli .. che mi fa piacere ovviamente.

      Le notizie di ieri della probabile uscita di Hall e di ieri sera di Shields però mi hanno un po’ preoccupato e al tempo stesso dispiaciuto/rattristato .. vediamo nei prossimi giorni cosa accadrà

      Un saluto e buona domenica

      1. Shields ha il contratto in essere con scadenza 2026. Per liberarsi prima serve un buyout pesante.

        Hall è chiaro che se ne vuole andare. Messina l’ha fatto giocare come tappabuchi e in specie come play, facendo peggiorare le sue statistiche, la sua carriera e diminuendo il suo valore per transare nuovi contratti.

        A me dispiace, ma sarebbe strano se rimanesse. Di sicuro in giro ci sono coach che lo stimano più di Messina.

  2. Vedremo Melli dove andrà, Armani si e’ esposto, chiaro che se melli andrà in una delle due forti spagnole, o nelle greche o turche si potrà dire ha scelto i vincenti, ma se andrà in altre squadre sarà perchè l’offerta olimpia sarà stata insufficiente. Shields stanco di non avere schemi avrà deciso di andare per scelta tecnica, certo che se e’ vero il buy pagato di 800 k, se sommi lo stipendi di shields 1,5 k per una guardia o un ala si possono spendere e se spesi bene non farebbero rimpiangere troppo Shavon, purtroppo gli allenatori italiani non creano giochi, guardavo la virtus, una virtus con lundberg paiola e beli toko e mickey, bene crei un gioco di penetrazione e scarico, con lundberg e beli pronti a tirare da tre, lo scarico o libera un lungo ed allora palla al lungo che attacca il ferro o palla fuori per un tiro da tre comodo, sfido a difendere e non raddoppiare, ma ho visto poche penetrazioni, nella partita tre fine primo tempo con tripla, poi non ne ho viste iù, ho visto penetrazioni in cui i bolognesi si infilavano in cul de sac, penetri superi il diretto avversari e scarichi subito, non puoi attendere o la difesa ti chiuderà, nn ho visto questi giochi da nessuna squadra.
    Armani ha grande stima per Messina, Messina e’ un uomo intelligente, sa parlare, ha una carriera di tutto rispetto, non si vince quel che ha vinto lui solo con la fortuna, non dimentico che mitoglou asso nella manica di ataman nella finale di euroleague lo aveva preso messina, poi la sfortuna del doping, certo io nel contratto di ogni giocatore scriverei puoi prendere solo farmaci autorizzati dalla società, altrimenti mi paghi il doppio dello stipendio pattuito per danno di immagine e sportivo, l’idea del quintettone non era sbagliata, ma fatta con gli uomini sbagliati, per questo all’olimpia manca un tony cappellari, ormai su con l’età, 76 anni, ci vorrebbe un gherardini, un manager in grado di trovare gli uomini giusti a cui l’allenatore debba dare l’amalgama per farlo giocare secondo i suoi desideri.
    Comunque rinnovo la mia stima ad Armani, un grande uomo, un grande imprenditore.

    1. Sono anni che spero in un approdo di Gherardini a Milano .. speravo anche x via del legame tra lui e a Messina, ma niente da fare.

      Peto aggiungo che Stravo il greco non è da meno .. quello che da la differenza è l’organigramma, l’organizzazione, i ruoli che ciascuno deve rispettare e il lavoro che gli compete .. allo stato attuale Gherardini non atterrerebbe in Olimpia, perché parte delle sue responsabilità di eliderebbero con quelle di Messina

      Un saluto

  3. Credo, o meglio, spero che quanto sopra significhi disponibilità, anche economica, per trattenere a tutti i costi il nostro capitano, l’Olimpia non sarebbe la stessa senza di lui

  4. Melli andrà via, lo ha già detto chiaro tra le righe. Ha parlato bene di Messina dicendo che però spesso non sono d’accordo e che alla lunga il rapporto di logora. Visto che Messina rimarrà all’Olimpia fino al 2050 Melli andrà via. Anche perché di giocare da 5 forse non ne può più?? Vedremo , speriamo almeno di sostituirlo con un centro vero.

    1. Oggi però la Prealpina, notoriamente ben informata, riporta un riavvicinamento tra Melli e la società con possibile fumata bianca prima della partenza del capitano dell’Olimpia per il raduno con la Nazionale. Io seguito a crederci .. a sperarci .. e le parole di Re Giorgio (grazie per sempre di tutto !!) mi fanno pensare positivamente.

      Forza Olimpia

  5. È chiaro a tutti ormai, e già da tempo, che, per ArmaniGroup, Euroleague non è un obiettivo, non è un pensiero ,non è un problema, non è una soluzione, semplicemente non esiste…..evviva!!

    Ci sarà mai un intervista di Bergonzi che abbia come focus: Euroleague? Dubito fortemente, li entriamo nel comparto “calli e duroni”…..cose che danno noia e dolori

  6. Come diceva Mazzola su Backdoor Podcast insieme a Marzagalia di Eurodevotion, Melli non deciderà di andare via o restare per qualche centinaio di migliaia di euro in più o meno, perché a Milano sta benissimo.
    Potrebbe decidere però di andar via se volesse provare a vincere qualcosa di serio, che ha sfiorato, e che potrebbe mancargli, e che Milano non può dargli – dice Mazzola.

    Io ne sono convinto come lui. Staremo a vedere.
    Per noi è indifferente: senza Melli lo scudettino lo vinciamo lo stesso, con lui in questo assetto dell’Armani, l’Europa è semplicemente inarrivabile.
    Quindi non cambia molto in realtà.

    1. Non mi risultano squadre di prima fascia interessate al capitano e non vedo il partizan vincente il problema è che lo sgravio fiscale per il rientro italiani con il rinnovo non c’è più e quindi la società vorrebbe ragionare in termini di ral ma la tassazione non può essere a discapito del giocatore per cui la forbice tra ral e ran.

  7. Anche volendo evitare ogni commento su partenze e arrivi (difficili da fare almeno fino a bocce ferme), e’ questa di Armani un’uscita celebrativa (giustamente), fra le poche che gli vediamo fare sulla “sua” Olimpia.

    Quanda lavori nel corporale ti insegnano a evitare sempre i “campi minati” di zone scure e delle ombre dove qualche insolente giornalista a volte ti vuole portare, puntando sempre e rapidamente a sovra-esaltare il positivo, complimentoso ovunque sia possibile (e a volte anche quando non lo e’).

    Ma di fatto le parole di Armani nascondono un solido orgoglio (individualmente giusto da parte sua) per il “suo” progetto e la “sua” Olimpia e i “suoi” uomini. Intravedo un senso di genuinità’, riconoscimento e “lealtà” verso entrambi i suoi partner e chi dipende da loro. Melli e’ una figura di brand rara nello sport moderno, c’e’ una lealtà’ di fondo e una disponibilità’ unita a forza, grinta e presa sul pubblico (piu’ si che no, salve le normali eccezioni). Un crimine perderlo se lo si può’ evitare e Armani lo sa, quindi estende il “suo” alla famiglia estesa nella speranza di una riconciliazione. Può’ funzionare se gestita con sensibilità’, i soldi in questo caso sono il minimo dei problemi (a quel livello trovi sempre loopholes e modalità’ per far quadrare le aspettative senza sbancare i conti, sopratutto quando hai un appoggio di Armani Group). Se ci fossero sensibili differenze di soldi, qualcuno troverebbe legalmente una soluzione (influencer fees per una campagna “Armani” extra contratto, pagate cash all’individuo e capitalizzate come costo di marketing senza che Olimpia Proper – cosi si intendono spesso i centri di costo – debba necessariamente essere di mezzo.)

    Un esempio stupido direte, ma si…ho visto esempi simili in passato e in NBA hanno legalmente proibito la possibilità’ di questi giochini, cosa che Euroleague e FIBA non fanno….cioe’ possibile li da voi. Questo o altre simili macchinazioni che contabili, legal e marketing potrebbero escogitare. Ma non penso quello sia il vero punto nella faccenda Melli….

    Dovranno convincerlo che il progetto e’ sano, e sulla bulano strada per una conquista europea. Che gli investimenti continueranno, e che Messina troverà’ il modo. Che Milano e’ una piazza importante, e che sopratutto e’ la sua casa. Anche potendo, perche’ eradicare moglie e figlia per andare dove? Belgrado? Istanbul? Atene? Tutto lo sforzo di re-integrazione, scuola, trasferimento per un minimo di 2-3 anni senza certezze? Quando in Italia ha una famiglia, a casa e sul lavoro (Armani), un pubblico che lo ama e una definizione di personaggio pubblico intorno a cui ruota un intero club (ndr: pitch sportivo per un top talent)? Gli diranno: pensaci Niccolo, qui sei famiglia, sei una star, il publico ti ama, investiremo e arriveremo a coronarti campione d’Europa (aspirativo necessario, almeno su carta).

    Penso pero’ (se dovessi “advise” Melli, cosa che per i piu’ polemici i critici su questo blog ho fatto professionalmente per 10 anni in una talent agency sportiva americana) molte di quelle parole vanno prese con il beneficio di inventario e vanno guardati i fatti.

    Questo e’ indiscutibilmente un “progetto Armani”, e’ “suo” in ogni aspetto da capo a coda. Lo dimostra in ogni decisione, lo dimostrano gli uomini posti in posizioni di controllo, lo dimostrano le decisioni e le non decisioni. Ti può’ piacere o no (ognuno e’ libero di giudicare) ma lo stampino e’ chiaro.

    E c’e’ da scommettere se le energie e le risorse umane e decisionali, oltre che i meccanismi organizzativi dispiegati hanno vere chances di arrivare in alto. C’e’ da scommettere che quel “concetto” di “alto” e’ definito allo stesso modo e quanto sia importante per tutti gli attori del gruppo. E quanto sia importante arrivarci in tempi ragionevoli invece che lasciarlo come una “chimera” che arriverà’ (se arriverà’)

    Penso le logiche valutative di Armani Spa nei confronti di questo progetto sono ampie e lasche, ci sono alcuni paletti per loro imprescindibili (largamente di immagine e stile), vincere rimane importante (perche’ il brand qualcosa di vincente deve averlo per non perdere lustro) ma vincere l’Europa non e’ obbligatorio. Basta si vinca qualcosa (e di competizioni varie ce ne sono 4, supercoppe, coppe italia, campionati e euroleague). Basta che ne entri uno o due, puoi sempre dire che il “brand ha vinto”. Questo a mio avviso e’ un po’ il messaggio nascosto.

    E Melli deve valutare se stare in Piazza a Milano, famiglia e pubblico piu’ una qualche “vittoria” fittino con le sue aspirazioni sportive o quello che gli rimane inquietante questi ultimi anni. Anche ipotizzando una riconciliazione con Messina di quello che sembra un rapporto quantomeno complicato e possibilmente fastidioso (riferendomi al suo commento di “distruttivo” pubblicato l’altro giorno)

  8. Dispiace non aver visto il Maestro Armani al Forum, nessuno li avrebbe potuto dirgli di no.

    1. Le parole di ReGiorgio sono chiarissime, piene di orgoglio . Giusto così. In fondo 4 finali consecutive e 3 scudetti non sono una banalità, nemmeno nella nostra lba.
      Ma dono parole di chiare anche in relazione agli orizzonti, agli obiettivi. Come qualcuno qui sopra ha scritto, non si parla di Europa, di vincere, di costruire un ciclo vincente ma solo di gestire una società in maniera seria e professionale, con un occhio a qualche risultato.
      Non vi è progetto di grandeur europea, non un invito a fare meglio (cone risultati) o, quanto keno, a provarci.
      Quindi si, Melli ed altri andranno via per provare a vincere o solo per guadagnare qualche euro in più. Ci può stare. È una filosofia diversa, che a me tifoso non è gradita, ma che deve essere accettata per la purezza di cui è fatta. Va bene così, dinque.
      Messina resterà (come ampiamente previsto) e ci sarà la solita rivoluzione. Nessuna velleità di vittoria, solo qualche speranza flebile.
      Io sogni in grande non ne faccio più, dopo due anni di frustrazioni.
      Grazie, in ogni caso, a ReGiorgio.
      Buona estate a tutti.

      1. Hai sintetizzato perfettamente il mio pensiero, lungo e verboso come al solito (il mio). Bello leggerlo (il tuo)

        E concordo pienamente con la tua chiusa: va accettata la diversità’ di obiettivi e di opinioni. E riconosciuto quello che il gruppo ha ottenuto (e investito) fin qui.

        Anche per quelli di noi che quella “grandeur europea” l’hanno vissuta (alcuni anche parte dell’organizzazione del tempo): non e’ detto che le storie si debbano ripetere pari pari. Non e’ detto che ci debbano essere dei “ritorni di fiamma”, non agli stessi livelli comunque. Ed e’ giusto che le nuove generazioni (e le nuove proprietà’) abbiano le loro esperienze, obiettivi, storie e percorsi: questo progetto Armani ha il suo stampino e la sua strada da compiere.

        Come, parlando con qualcuno anni, qualcuno che del binomio Olimpia/Armani fece parte e che poi decise di andarsene, perche’ “intendeva lo sport in modo diverso dal Management”. Ci sta.

        Personalmente ho combattuto e opposto argomentativamente la filosofia competitiva piu’ “soft” (commentando anche in maniera noiosa per alcuni), ma come dici tu, ci sta la differenza e va accettata per quello che e’. Può’ andare bene a molti, e come Armani e Messina fanno notare: il Forum e’ pieno e gli abbonamenti si vendono.

        Un saluto anche a te a buona estate!

      2. Mi dispiace ragazzi, non sono per niente d’accordo con voi!
        La differenza sta ovviamente nella filosofia di fondo: io credo che la squadra appartenga ANCHE a tutti noi, oltre che alla proprietà – penso quindi che il club debba rispondere anche a noi.
        Non specchiarsi soltanto nel 10.000 che paga perché ci siano, capiscano o meno, ma anche sentire tutti quelli che da un’Olimpia da 30 e passa milioni, e almeno tre campioni in squadra, si aspettano un percorso europeo di livello.

        Non basta comprarsi la squadra per farne quello che vuoi: la squadra è un bene comune e come tale dovrebbe essere trattato.
        Se no se gli piacesse, Armani si compra il Forum perché se lo può permettere, e poi siccome è suo lo lascia decadere senza fare nessuna manutenzione.
        Eh no, gente! Certe realtà sono pubbliche anche se è un privato che le compra!

    1. @DLB & Palmasco: capisco anche voi e sono stato per un momento parte del vostro stesso “campo”.

      Pero’ come quell’amico dei tempi che furono e che lascio’ la struttura perche’ non piu’ riflesso nello “spirito” (ed e’ uno che pure visse i momenti d’oro), non c’e’ molto da fare e si rischia di farsi venire il fegato amaro andando controcorrente. Fegato tanto amaro che se ci lavori dentro ti fa mollare.

      Come insegna @iellini (e altri per onesta’) qui sotto, c’e’ comunque un mercato anche per questa versione piu’ “soft” dell’Olimpia (“soft” comparativamente parlando allo spirito di 40 anni fa, spirito che molti che si sono avvicinati al basket negli anni recenti non hanno vissuto direttamente e quindi non possono comparare)…

      Poco si può’ cambiare dall’esterno. Salvo dibattere e alimentare polemica con chi sta dall’altra parte e vuole essere lasciato in pace a godersi lo spettacolo attuale, qualunque sia, qualunque gli obiettivi (piccoli e grandi). Le critiche sono noiose e irrilevanti per loro.

      E Messina tra l’altro e’ anche relativamente coerente: non dice “attaccheremo il trono d’europa” come un coach massimamente competitivo prometterebbe al pubblico (qui in NBA, le piazze di rilievo partono nella stagione con un obiettivo e uno solo: win a championship indipendentemente da qualsiasi cosa possa capitare, se perdi te ne vai.). Messina al pubblico dice: “proveremo”, “tenteremo”, “attenti che non con le grandi non possiamo competere”. In quel senso c’e’ coerenza “soft” e timida da parte sua, ma perfettamente allineata con la vision corporate che viene dall’alto.

      Condivido comunque ( e mi fa piacere vederla espressa in voi) la logica di fondo che il team dovrebbe essere rappresentativo di una città’, non di un brand. Gli sponsors sono sempre stati “distanti” e separati dalla gestione del club, cosi’ era (ed e’ ancora attualmente in USA e altri paesi europei) e per ragioni ben precise. Sono business diversi con culture e logiche che dovrebbero stare separate da un muro ben spesso.

      Uno (il brand) vende prodotti, l’altro (club) esperienze e, sopratutto sogni. Per chi di voi ha lavorato nel business dello sport, anche le persone sono diverse. Posate, meticolose, calcolatrici quelle del “brand”. Aggressive, hardcore, ad alta energia e emozionali chi lavora nell’operativo (e nell’agenting o management) di un club (o agenzia che si voglia, nel caso della rappresentazione del talent)

      Per mancanza di economics, a Milano le cose si sono fuse, creando una distorsione rispetto alle logiche piu’ tradizionali. Per il profilo alto del brand Armani poi, l’influenza nella fusione e’ molto piu’ palpabile (molto di piu’ che per una Zanetti/Segafredo per dire, dove il marketing e’ molto piu’ limitato e tra l’altro in uscita).

      Pochi la vedono, a pochi importa, forse dovuto al fatto che il basket importante a Milano mori’ e latito’ per una decina di anni in città durante gli anni 90, facendo tabula rasa di pubblico salvo una ristretta cerchia di tifosi storici (quelli che si sono affacciati all’era Armani e Messina con le aspettative piu’ alte).

      Ma le 2 filosofie sono lunghezze d’onda troppo diverse, e incomincianti…anzi, forse polemicamente (per quelli meno pazienti) in conflitto fra loro.

      PS. Maledetto autocorrettore ortografico (peggio con keyboard in linguaggio inglese vi assicuro!)

  9. L’Olimpia esiste fino a quando qualcuno va a vederla (ad oggi sono più di 10.000) e fino a quando c’è qualcuno disposto a metterci tempo, persone e tanti soldi.
    In caso contrario chiude, quindi bisogna ringraziare Armani.
    Il giocattolo non è tuo e non hai nessun credito verso la società. Fattene una ragione.

    Intervista interessante che dimostra la passione e la serietà di Armani.

  10. Mi sfugge tutta questa preoccupazione per Melli: non troppi mesi fa qualcuno qua sopra ha scritto che Melli era un giocatore mediocre e che l’Olimpia aveva vinto gara 7 più facilmente delle precedenti perché lui era stato parecchio seduto per falli.
    Oh, che ci sia stato uno che abbia criticato la competenza del genio in fatto di basket.

  11. Grazie a tutti per l’ interessante dibattito. Avete dimostrato che, pur senza insultarsi a vicenda, si possono sostenere idee diverse, restando a favore della propria e rispettando quella degli altri.
    Alla prossima!

  12. “Ho la tessera da 40 anni, ho visto Il Simmenthal, la Tracer…e quindi sono più tifoso di altri”

    “Ho vissuto i tempi bui dove al palazzetto eravamo in 2000, ho resistito e quindi ho la patente del vero tifoso”

    “Vado al Forum ogni tanto e seguo l’Olimpia in streaming, se vince godo, se perde pazienza”

    “Sono il TIFOSO, la squadra è mia, se perdiamo scrivo sui social individuando subito i colpevoli, se vinciamo uno scudetto non basta, perché ho diritto alla vittoria”

    Quattro modi diversi in una comunità variegata dove la capacità della proprietà è quella di tenere insieme diverse anime. Quando un brand continua da più di dieci anni con risultati importanti, si confonde con il club

    1. C’è anche un altro modi che oltretutto è il tuo: io sono un fans fanatico di Messina e quindi che di vinca o di perde non importa purché ci sarà sempre lui al timone”.

    2. C’è anche un altro modo che oltretutto è il tuo: “io sono un fans fanatico di Messina e quindi che si vinca o si perda non importa purché ci sia sempre lui al timone”.

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