Olimpia Milano verso Brescia: tre chiavi della semifinale

Fabio Cavagnera 5

Dal ritmo a Bilan: alcune sfide importanti per i biancorossi, nella serie al via sabato sera

Una settimana piena di allenamenti per l’Olimpia Milano, con la buona notizia riguardante Shavon Shields, prima di dare il via alla semifinale LBA contro la Germani Brescia. Il primo impegno è previsto per sabato sera all’Unipol Forum, quando arriveranno delle prime risposte su una serie che si preannuncia piuttosto impegnativa per Melli e compagni, contro una squadra rimasta al vertice sin dall’inizio del campionato. I due precedenti in campionato si sono chiusi con una vittoria per parte, ma non sono particolarmente significativi, visto che mancavano giocatori chiave a Milano all’andata ed a Brescia al ritorno.

Olimpia Milano-Brescia | Il ritmo

Alla Germani piace giocare in velocità, cercando di alzare il ritmo, il numero di possessi ed il punteggio, provando anche conclusioni, soprattutto da fuori, anche nei primi secondi dell’azione. Un po’ anche quello che ha provato a fare Trento nei quarti, finché hanno retto le gambe ed il fiato. La squadra di Magro è più profonda dell’Aquila e, quindi, molta più ‘resistenza’ rispetto all’Aquila. L’Olimpia, pur avendo dimostrato di poter vincere anche arrivando a 90/100 punti, dovrà quindi cercare di controllare il ritmo e mettere in campo la propria fisicità difensiva.

Olimpia Milano-Brescia | Il fattore Bilan

Un giocatore chiave della serie sarà Miro Bilan. Uno dei pochi lunghi in Italia capaci di fare davvero la differenza, con caratteristiche che hanno spesso messo in difficoltà l’EA7. Un giocatore in grado di fare il vuoto vicino a canestro, come ha anche fatto in più di un momento nei due scontri di stagione regolare. Aprire il campo con i lunghi atipici biancorossi (Mirotic, Melli e Voigtmann) per stancarlo ‘rincorrendoli’ fuori dall’area, togliendo anche la presenza del croato per l’eventuale rimbalzo, potrebbe essere determinante.

Olimpia Milano-Brescia | Aiutare Napier

Un altro elemento fondamentale, questa volta in casa Olimpia, è Shabazz Napier. Un giocatore in crescita di forma e fiducia che, nel corso della sua avventura milanese, ha però mostrato di soffrire spesso le difese fisiche. La Germani ha giocatori con quelle caratteristiche, in grado di pressarlo costantemente, in primis il rientrante Petrucelli. I compagni dovranno essere in grado di aiutarlo, per non rendere gli attacchi confusionari, con la possibilità di alzare il numero di palle perse e lanciare il contropiede bresciano.

5 thoughts on “Olimpia Milano verso Brescia: tre chiavi della semifinale

  1. A me sembra che sarà un chiaro 3-0 per noi, massimo 3-1.
    Non so perché, ma ho questa sensazione di rilassata certezza.

    Se provo a spiegarmela razionalmente, mi dico che in termini di talento siamo decisamente superiori, e il nostro punto debole, che è Messina, ha avuto una bella, lunga settimana per riposare. Sarà quindi riposato e in forma.

    A me pare infatti che lo “scioglimento” della squadra, che abbiamo visto troppe volte, parta dall’isterismo della panchina.
    Invece di fornire energia positiva e direzione sicura, quel digrignare tra i denti, coprendo la bocca con la mano, che abbiamo visto troppe volte in tv, parla di stress, di reazioni scomposte, di disfatta mentale, che poi si riflette sulla squadra, rimasta senza guida o peggio, con una guida demotivante.

    Le ragioni di tale e tanta stanchezza di Messina sono evidenti: arrivato con la fama e i mezzi per lasciare un segno nella storia dell’EL, ha fallito tremendamente non soltanto il successo che anche noi insieme a lui avevamo sperato di ottenere, ma ha fallito perfino la possibilità di giocare in Europa, restandone ai margini come altre squadre che non hanno un centesimo della storia Olimpia.

    Nonostante l’appoggio di una proprietà che sembra accettare serenamente tale fallimento, serenamente o con indifferenza si potrebbe dire purtroppo a questo punto, e nonostante il Forum pieno, sono sicuro che Messina sappia benissimo che il suo fallimento è totale e clamoroso, ed essendo stato uno sportivo di successo, la cosa gli deve pesare parecchio, e causargli ansia, stress ai massimi livelli, e forse anche qualche momento di depressione.

    La squadra ne risente, la sua conclamata inaffidabilità e scarsezza nei momenti decisivi, sembrano ricalcare punto a punto il marasma emotivo che avviene nella mente del suo allenatore.
    Quell’arrivare sfibrati ai terzi quarti, che abbiamo visto troppe volte, rappresentano un calo istantaneo di energie e di idee, che ancora una volta confermerebbero il sospetto di una eccessiva stanchezza in panchina.
    Perché troppe volte abbiamo visto un’assoluta incapacità di reagire durante partite importanti messesi male, o peggio il ricorso a scelte cervellotiche che hanno prodotto danni insanabili.

    Messina ora è bello riposato da una lunga settimana in palestra, ha passato agevolmente un primo turno che era poco più di un allenamento, e francamente soltanto la scaramanzia ci fa seriamente pensare a Brescia come a un ostacolo.
    Non dovrebbe quindi avere fantasmi per la testa che gli impediscano di pensare.
    Mi aspetto quindi una relativamente serena vittoria.

    1. Sono d’accordo, questa è anche la mia diagnosi sulla involuzione di Messina. Molto più caratteriale che tecnica.
      Un ottimo e sufficiente motivo per cambiare allenatore e coach.

  2. Premessa: non sto dedicando particolare attenzione ai playoff italiani ( quelli NBA mi tolgono già parecchie ore di sonno) ma quando scende in campo Milano ovviamente il discorso cambia.

    Lucida dissertazione del signor Palmasco su alcuni punti abitualmente non oggetto di discussione.
    Evito ulteriori approfondimenti per motivi di spazio ma ci sono alcuni interessanti spunti che meriterebbero adeguata riflessione.

    Quanto al campo io non ho la sua stessa sicumera e mi limito ad aspettare l’esito delle prime due a Milano.
    Se non sarà un 2 a 0 qualcuno poi a Brescia dovrà dimostrare di valere tutti i soldi che gli bonificano ogni mese.

  3. Come non essere in totale accordo con Palmasco?? Il confronto con altri allenatori è imbarazzante, nessuno passa come lui 40minuti incazzato con lo sguardo torvo come lui, rispondendo a qualsiasi “errore” dei giocatori come lui, quando dovrebbe essere un risolutore e un suggeritore di gioco,lui per primo.
    Mantenere la lucidità,questo non vedo in Messina, che rimane un grande allenatore, ma ogniuno deve scendere nel proprio inferno, da solo!!

  4. Solo un appunto: uno che fa giocare molti fuori ruolo, non disegna praticamente giochi in attacco e impone solo il cambio sistematico in difesa non può essere, per me, un buon allenatore.
    Li è stato, certamente. Ora non lo è più.

    Ps domani dovrebbero iniziare anche le f4 di EL, la massima espressione mondiale della pallacanestro, secondo me.

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