
Olimpia Milano post Real, questa squadra ne ha ancora? Perché altrimenti la domanda sarebbe: questa squadra ha capito la posta in gioco?
Ma propendiamo per la prima, ancora oggi, nonostante tutto. Nonostante un altro approccio terribile dopo Parigi, nonostante un’altra prestazione scialba, sottotono, quasi a consegnarsi nelle mani degli avversari. Il livello degli avversari è cambiato, tutti si giocano tutto, se entri sonnacchioso, sei travolto.
Il Real è parso di un altro mondo come il Paris, come il Fenerbahce, come in questo 2025 anche Bayern e Anadolu Efes. Eppure, turchi a parte (e anche i tedeschi), tutte avversarie che sono lì, in corsa con Milano. Con una stagione assolutamente analoga, almeno nel record.
E allora viene da chiedersi se questa squadra ne abbia ancora. Non è un alibi, è una questione molto importante, decisiva. A Madrid i biancorossi hanno sbagliato i primi tiri aperti da 3, poi hanno sparacchiato. Hanno improvvisato. Hanno forzato.
Non c’è stata circolazione di palla, non c’è stata un’idea, non c’è stato un insieme. Non è una questione di gruppo, quello esiste e lo abbiamo visto in questi mesi, quanto di lucidità. Senza i miracoli di Zach LeDay, che ha trascinato la carretta per settimane con un rendimento esponenzialmente superiore alla sua media, una luca si è spenta.
Lui e Mirotic non sono al meglio, e questo pare essere il risultato. Ma è normale con un roster a 15 uomini ridursi alle lune di due elementi? E non si parli di Josh Nebo, la sua presenza poteva essere la chiave per il paradiso. La sua assenza non può essere da sola il lasciapassare per l’inferno.
Era il dubbio che avevamo nella fase d’oro, ma non ci si può fermare qua. Un terzo anno senza post-season sarebbe un danno incalcolabile. Se questa squadra non ne ha più, perché i suoi due leader non ne hanno più, bisogna scavare nelle risorse e trovare un’opportunità.
Il finale di Armoni Brooks a Madrid è un primo spunto. Impattare le prossime gare con un quintetto più difensivo, quindi con Stefano Tonut, per non legarsi solo ed esclusivamente alle percentuali, un altro. Potrebbe davvero essere il momento di tornare all’antico. La difesa. Sceglie l’allenatore, sapendo che le prossime saranno tre finali. Ne fallisci una, e sei con un piede fuori.

Articolo che ricalca quello del Guazz e altrettanto condivisibile…..ovviamente Maggi pensa che la squadra non ne abbia più, e io pure; nel contesto di una stagione che, una parentesi a parte, è fatta di su e giù, 3 vittorie consecutive, e questo anche al di là del valore intrinseco delle 3 che affronteremo, sarà mollttooo difficile
Io mi soffermerei sui primi 8 minuti e sugli ultimi 5.
All’inizio Tavares ci ha distrutto. Provare a fare qualcosa, qualunque cosa perchè tanto peggio di così …mandi in campo Flacca a slacciargli le scarpe, sempre meglio che aspettare che Mateo lo tolga per falli.
Panchina inamovibile, 1 coach e 4 vice, che non fanno nulla. Tanto vale metterci Ginger in panchina, perchè non cambierebbe nulla.
Ultimi 5 minuti, sotto di 18. Entra un quintetto che sa tanto di “ormai persa per persa faccio giocare questi”.
Ma questi, quelli che avevi in panca e non hai mai usato, rimontanto 10 punti.
Oppure quel quintetto era un fine strategia dello stratega che prima si era addormentato. Chissaà magari Ginger Tonut l’avrebbe messo in campo prima.
Chissà.
P.S.
Ginger è il mio gatto.
Sono d’accordo. Siamo entrati con i 5 che erano i soliti di Parigi e come a Parigi hanno fatto pena insieme, sul perchè si sia iniziato con i soliti 5 dovrebbe dire chi l’ha deciso. Lo staff con Messina è virtuale, serve per ascoltare e condividere le recriminazioni del capo. Tonut l’ho visto dentro solo nel secondo tempo. Brooks solo a meno 15 conclamato. O lo staff non vede i giocatori in allenamento e non sa valutarne lo stato fisico oppure per convinzioni smentite dai fatti si punta sempre su quelli in teoria migliori al di la del loro stato effettivo.