Il flop europeo di Olimpia Milano è stato segnato anche dagli infortuni. E i problemi in regia sono figli anche dei tanti stop di Maodo Lo: giovedì a Belgrado il play tedesco ha accusato il quarto infortunio della sua stagione.
Maodo Lo, tutti gli infortuni
Un piccolo record negativo. «Condropatia femoro rotulea al ginocchio destro che verrà rivalutata dopo alcuni giorni di riposo e terapie» la diagnosi del club datata 12 aprile.
Come detto, è il quarto stop. Neanche il tempo di dare il via alla stagione, e il 2 ottobre si registra una lesione muscolare alla coscia sinistra.
Il giocatore riprende ad allenarsi con la squadra il 25 ottobre, e un mesetto dopo gioca la sua partita più bella in canotta Olimpia Milano, contro la Stella Rossa.
Ma ad inizio dicembre ecco la lesione al muscolo adduttore breve della coscia sinistra. Poco prima della Coppa Italia, invece, toccherà alla caviglia destra: è distorsione con il Real Madrid.
In conclusione, due stop alla coscia sinistra, una scavigliata e ora il ginocchio destro. Il tutto in poco più di sei mesi.


Nel 20/21 Lo ha giocato 35 partite su 36 a Berlino.
Nel 21/22 a Berlino ha giocato 39 partite (partecipato alla off season?).
Nel 22/23 a Berlino ha giocato 29 partite.
Di campionato. Poi ci sono coppe e nazionale.
Si direbbe un giocatore piuttosto in forma.
Arriva a Milano ed è sempre infortunato.
Non avendo a disposizione la lista degli infortuni negli anni precedenti, ho elencato invece la lista delle presenze, che per prova contraria qualcosa ci dice…
È un giocatore sostanzialmente sano finché arriva a Milano.
La preparazione atletica a Milano potrebbe aver bisogno di una revisione?
Qui la fonte https://www.flashscore.com/player/lo-maodo/zJkNsDrH/
@Palmasco…io avanzo un’ipotesi che potrà’ sembrarti “balzana” ma ha avuto riscontri pratici in passate esperienze. La storia e’ lunga e te la taglio per non essere noioso. Si rifa’ a una decina di anni fa: Mike d’Antoni e’ head coach dei Lakers. All’epoca lavoravo per una delle 3 grandi Talent Agencies americane (film, TV, sports etc), con una divisione sportiva di rappresentanza di atleti professionisti (fra cui basketball) e quindi lavoravo a stretto contatto con agenti che avevano clienti nei Lakers e sono stato vicino (per lavoro) a vari membri dello squad. Era morto il proprietario leggenda Mr. Buss, e c’era una battaglia fra i figli per il potere gestionale sul team. Il clima era’ terrificante: confusione piu’ totale, Mike aveva perso il polso della situazione, i giocatori non lo seguivano piu’, Kobe minacciava di chiudere la carriera altrove, Los Angeles diventava una piazza in cui nessuno voleva andare. Cosa successe? Infortuni uno dietro l’altro per 2 anni…nessuno stava piu’ in piedi, la panchina doveva essere coperta da giovani della G-League perché’ l’infermeria era sempre piena. Fu il momento in cui Kobe ebbe la piu’ grande sfilza di infortuni della sua carriera, che porto’ al ritiro del 2016. Perché’ racconto la storia? Steve Nash disse qualcosa ricordo: che c’erano nuvole scurissime intorno a quello spogliatioio, qualcosa di sinistro e cupo che rendeva il lavoro quotidiano insopportabile. E uno psicologo dello sport analizzo’ la situazione e porto’ dati alla mano un’analisi che correlava infortuni alla generale insoddisfazione e ansia dei giocatori, come Steve aveva pacatamente intuito. Quindi: la preparazione atletica nel basket e’ abbastanza standard e non ci vuole generalmente un master dell’MIT per azzeccarla nelle linee di massima. MA….lo stato mentale/emozionale dello spogliatoio a volte e’ il vero indicatore delle cause quando osservi sfilze di infortuni apparentemente ingiustificabili.
@Mauro C Secondo me ci può stare.
Su corpi così sollecitati, così portati all’estremo, alcuni disordini di natura psicologica, come è facile immaginare che ci siano in quello spogliatoio così fallimentare, facilmente si manifestano nel fisico.
Posso aggiungere che anche il comportamento dell’altro tedesco, Voigtmann, che “non tira più”, pur avendone spesso opportunità, potrebbe ben entrare nel quadro di una sofferenza da spogliatoio che nel suo compagno tedesco incide invece di più su muscoli e tendini.
@Palmasco e’ il motivo per cui tra l’altro la cura dell gestione dello spogliatoio e’ sempre priorità’ #1 per qualsiasi head coach. E se ti pigli i rischi di urlare insulti, puntare indici in giudizi caustici in sala stampa, panchinare e esprimere cupore e rabbia sempre e da ogni poro per 12 mesi all’anno, devi avere (da POBO supremo) un piano B per controbilanciare l’impatto che quell’energia negativa ha sulla squadra e sull’organizzazione nella sua interezza. Perché’ altrimenti diventa una snowball che da fiocco di neve diventa presto slavina con il passare del; tempo (dalle F4 di qualche anno fa a oggi). E mi domando perché cosi pochi ne parlano quando analizzano la situazione….